Il genocidio dimenticato degli Zingari

blog-cavallerimodIn occasione della Giornata della memoria 2013 è stato presentato alla Biblioteca Comunale di Como il libro di Giorgio Cavalleri “Zingari. Il sacrificio dimenticato”, edito dalle Acli e da Enaip Lombardia, e dedicato a una sintesi delle tragiche vicende subite dai popoli romanés nel corso del Novecento.

Nonostante che da molti anni si sia posta particolare attenzione alla memoria della shoa e della deportazione durante gli anni del nazismo e del fascismo, la vicenda dei popoli romanés (quelli che con un termine dalla connotazione dispregiativa si continuano a definire “zingari) fatica ad emergere con chiarezza. Le centinaia di migliaia di rom e sinti, oggetto anch’essi – come i milioni di ebrei, gli omosessuali, i malati di mente – della “soluzione finale” di Hitler condivisa dal fascismo italiano, sono costantemente rimossi dalla coscienza collettiva e “nascosti” da un pregiudizio storico nei confronti di un popolo nomade, quindi libero e “senza regole”. Molto opportunamente, quindi, Giorgio Cavalleri ha realizzato questo volumetto, principalmente dedicato alle giovani generazioni, per richiamare l’attenzione sulla storia di questi popoli. E altrettanto opportunamente nella presentazione in Biblioteca ha insistito sulle molte resistenze ad approfondire il genocidio degli zingari (che si indica con il termine di “porajmos”, ossia “devastazione”, “grande divoramento”): persino nel gigantesco atto d’accusa del processo di Norimberga al genocidio degli zingari sono dedicate in tutto 6 righe!

Giorgio Cavalleri ha poi sottolineato che gli appartenenti alle cinque diverse etnie romanés meritano una considerazione particolare anche per il loro contributo alla cultura del Novecento: Charlie Chaplin e Rita Hayworth, tanto per citare due grandi protagonisti dell’immaginario collettivo, avevano radici zigane; così come musica zigana è una delle grandi “scuole” della musica popolare europea, con saldi legami e influenze sia con la musica colta che con quella jazz.

Luisa Seveso, presidente provinciale Acli, Silvia Magni, vice-sindaco del Comune di Como, Luigi Cavadini, assessore alla cultura del Comune di Como, e Giambattista Armelloni, presidente Fondazione Enaip Lombardia – intervenuti alla presentazione – hanno tutti sottolineato l’importanza di sviluppare intorno a questi temi una profonda azione didattica, in grado di coinvolgere le giovani generazioni, alle quali è affidato – nel momento in cui scompaiono gli ultimi testimoni “diretti” degli stermini novecenteschi – il ruolo di mantenere vive la memoria e la coscienza di questi fatti. [Fabio Cani, Ecoinformazioni]

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