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23 gennaio/ Giorno della memoria: in Biblioteca lo sterminio degli zingari

GiornoMemoria2016

Anpi Comitato provinciale di Como e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, in occasione del Giorno della memoria, dedicano quest’anno un approfondimento al porrajmos, lo sterminio di Rom e Sinti. Protagonisti, con i loro racconti dedicati anche all’attualità, saranno Giorgio Bezzecchi, figlio di sopravvissuti alla persecuzione nazifascista, consulente del Consiglio d’Europa – Programma Romact, e Maurizio Pagani, presidente dell’Opera Nomadi di Milano ed esperto in etnie nomadi.

L’appuntamento è per sabato 23 gennaio 2016, in Biblioteca Comunale di Como, dalle 15 alle 17.

23 gennaio/ Il Giorno della memoria dedicato agli zingari

Il giorno della memoria è stato istituito, con legge della Repubblica Italiana n. 211, del 20 luglio 2000,  «al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Colpevolmente, non si ricorda che non solo il popolo ebraico ha subìto il progetto di sterminio, ma anche altri, tra cui Rom e Sinti.

Per completare la prospettiva sul progetto di sterminio dei regimi nazifascisti, ANPI Comitato provinciale di Como e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como dedicano quest’anno un approfondimento, in preparazione del giorno della memoria, al porrajmos. Porrajmos – ha scritto il sociologo Marco Revelli – «è il termine che in lingua romané significa “distruzione”, anzi “qualcosa di più”, come spiega Giorgio Bezzecchi, il rom hervato che ha tradotto per Fabrizio De André le ultime strofe di Khorakhané: “devastazione”, “divoramento”, comunque “annientamento”. Sta a indicare lo sterminio degli zingari, Rom e Sinti, per opera dei nazisti e dei fascisti, nei luoghi – Auschwitz soprattutto – che a stento, e di malavoglia, la nostra memoria contemporanea accetta di ricollegare alla tragedia dei nomadi europei preferendo tenerli segregati in una terra di nessuno della storia, esattamente come ne tiene segregati i discendenti nelle tante terre di nessuno delle nostre periferie urbane. Furono 500.000, forse più, i “figli del vento” sterminati nei lager. Altre centinaia di migliaia furono perseguitati, incarcerati, deportati, le famiglie sciolte, le comunità disperse, allo scopo dichiarato di sradicare il Wandertrieb, l’“istinto nomade” identificato dall’eugenetica paranoide fascista con il disordine, la trasgressione, la commistione del sangue e la degradazione del costume». Non si ricorda nemmeno che proprio Rom e Sinti furono protagonisti di uno dei pochi, pochissimi, episodi di resistenza all’interno dei campi di sterminio, a Birkenau; racconta ancora Marco Revelli: a Birkenau, «accanto agli ebrei, dal 16 dicembre 1942, in esecuzione del “decreto Auschwitz” con cui il governo del Reich aveva dato inizio alla “soluzione finale” per gli zingari, avevano iniziato ad affluire, nel Blocco IIe, decine di migliaia di Rom e Sinti, uomini, donne e bambini, tenuti, a differenza degli altri, tutti insieme, senza dividere le famiglie, fino al maggio 1944 quando fu decisa la liquidazione del “settore zingari”. I circa 4000 nomadi sopravvissuti avrebbero dovuto essere avviati, in un solo colpo, alle camere a gas. E fu allora che avvenne l’incredibile: gli zingari resistettero. A mani nude, qualcuno armato del solo coltellino di latta improvvisato nelle baracche, contrastarono le SS. I pochi sopravvissuti raccontano che erano le madri in prima fila, a difendere con le unghie e con i denti i loro bambini, alcuni dei quali di pochi mesi, nati nel campo stesso».

GiornoMemoria2016

Proprio con Giorgio Bezzecchi, figlio di sopravissuti alla persecuzione nazifascista, consulente del Consiglio d’Europa – Programma Romact, sabato 23 gennaio 2016, in Biblioteca Comunale di Como, dalle 15 alle 17, si approfondirà questo fondamentale – ma rimosso – passaggio della storia europea del Novecento. Maurizio Pagani, presidente dell’Opera Nomadi di Milano ed esperto in etnie nomadi, avrà il compito di ricondurre questo discorso all’attualità.

Perché il sospetto, la discriminazione, la persecuzione di Rom e Sinti, genericamente e con un certo disprezzo “zingari”, vengono da lontano, anche nelle civilissime terre italiane. Basti ricordare una grida del governo lombardo-spagnolo del 1657 – in vigore anche a Como – con cui si concedeva alle comunità lombarde di «potersi unire, anco con suono di campana a martello, e perseguitare detti Cingari, prenderli e consegnarli prigioni in qualonque parte di questo Stato, e di svaligiarli, e levargli ogni sorte di robbe, e danari … e quando volessero fare resistenza con armi sia lecito ad ogni uno di offenderli impune». Il sospetto e il disinteresse vengono da lontano e abitano ancora il presente, tanto che – appunto – ci si dimentica di loro persino come vittime del fascismo.

Con l’ausilio delle parole di Giorgio Bezzecchi e Maurizio Pagani, e di documenti video, ANPI e Istituto di Storia Conteporanea daranno qualche elemento di conoscenza in più.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Il bell’articolo di Marco Revelli si può leggere per interno a questo indirizzo.

Provocazione razzista al Mercato comunale di Como

razzistimercatopostawebComo città sede del Monumento alla Resistenza europea perché la barbarie nazista e lo sterminio di ebrei, rom e tanti altri non si ripeta. Como Città Messaggera di Pace perché la stupidità egoista della violenza contro altri umani sia messa la bando dalla storia. Como che ambisce a essere Capitale della cultura non al premio Adolf Eichmann. Eppure proprio a Como, nel Mercato comunale, uno spazio pubblico tra l’altro recentemente messo a nuovo con un cospicuo investimento della collettività, cittadini e cittadine, comaschi e non, debbono subire la vergogna della vista di un foglio verde e orribile nel quale con evidenti connotazioni razziste si esprime il desiderio che il Mercato sia «libero da abusivi, zingari, falsi mendicanti». (altro…)

Il genocidio dimenticato degli Zingari

blog-cavallerimodIn occasione della Giornata della memoria 2013 è stato presentato alla Biblioteca Comunale di Como il libro di Giorgio Cavalleri “Zingari. Il sacrificio dimenticato”, edito dalle Acli e da Enaip Lombardia, e dedicato a una sintesi delle tragiche vicende subite dai popoli romanés nel corso del Novecento.

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Schediamoci tutti! «Mi chiamo Paolino ho dieci anni e sono zingaro»

Emergenza Diritti umani. Acli e Caritas di Como lanciano la Campagna Schediamoci tutti! «Mi chiamo Paolino ho dieci anni e sono zingaro». Ecoinformazioni aderisce all’iniziativa a difesa dei fondamentali diritti umani delle persone. Tutti i materiali preparati da Acli e Caritas per partecipare. Le adesioni vanno inviate alle Acli entro giovedì 3 luglio.

«Bambini che dichiarano di essere zingari, con il supporto e l’approvazione dei loro genitori, è la provocazione, un po’ ironica, un po’ preoccupata, che le Acli e la Caritas di Como propongono a tutta la comunità lariana dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’opportunità di identificare (e così a suo dire di tutelare) i bambini appartenenti a un’etnia e solo a quella.
L’impronta la mettono solo i figli degli zingari.
Ma allora, dicono alle Acli, perché non estendere questa opportunità, quella di essere schedati, anche ai nostri figli? Loro si divertiranno e vivranno questa cosa come un bel gioco, noi genitori, che sottoscriviamo il volantino, spiegheremo che c’è qualche bambino come loro che si diverte di meno.
Due associazioni cattoliche comasche che, recentemente, hanno approfondito il tema della diversità, delle sue problematiche e della ricchezza che può portare, in un riuscito convegno alla Ca’ d’Industria, si rivolgono con questa iniziativa innanzitutto a tutte le altre organizzazioni sociali, sindacali e politiche del territorio perché si attivino per contrastare un pensiero e una politica che ritengono inaccettabili, in particolare se portati avanti dai massimi livelli di governo.
Gli interessati a partecipare a questa schedatura possono contattare le Acli di Como da lunedì mattina in via Brambilla 35, tel. 031.3312727 a Como. L’obiettivo è quello di avere un ritorno di adesioni entro giovedì 3 luglio, quando i responsabili delle associazioni promotrici porteranno le schede con le impronte dei bambini alle autorità competenti.
Qui potete consultare un volantino in pdf che vi preghiamo di riprodurre e diffondere con tutti i mezzi ed i canali a vostra disposizione. Una volta compilato e completato con l’impronta del bambino (meglio se colorata), va apposta la firma del genitore per il consenso informato.
Le schede, così completate, vanno consegnate alle Acli di Como in via Brambilla 35 a Como, oppure inviate via fax al numero 031.3312750 o via mail all’indirizzo: como@acli.it entro e non oltre giovedì 3 luglio (ore 12.00).
Le schede raccolte verranno consegnate nella serata dello stesso giorno alle autorità competenti». [Per le Acli Luisa Seveso, per la Caritas Roberto Bernasconi].

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