Giorgio Cavalleri

18 giugno/ Arciwebtv/ Zingari, il sacrificio dimenticato

Dalle 11/In occasione della Giornata della memoria 2013 è stato presentato alla Biblioteca Comunale di Como il libro di Giorgio Cavalleri Zingari. Il sacrificio dimenticato, edito dalle Acli e da Enaip Lombardia, e dedicato a una sintesi delle tragiche vicende subite dai popoli romanés nel corso del Novecento. L’incontro è stato ripreso da Peppino Molteni dell’Unione dei circoli cooperativi albatesi. Leggi l’articolo di Fabio Cani su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 18 giugno.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

4 febbraio/ Cucciago/ “La Memoria diventa presenza”

27164845_1694742763904581_1077806187736896343_oPer domenica 4 febbraio alle 17, Il circolo Gd il Gelso organizza, alla Sala consiiare del comune di Cucciago in via Sant’Arialdo 2, l’incontro La Memoria diventa presenza, incentrato sugli anni dello sterminio nazifascista nei paesi di Cucciago, Fino mornasco e Casnate con Bernate.
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22 aprile/ Dieci anni 1935-1945

25_Aprile_DemIncontro con Giorgio Cavalleri e Giorgio Cosmacini, venerdì 22 aprile alle 19.30 alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi 9 a Moltrasio, segue cena. Per informazioni e prenotazioni tel. 031290316, e-mail cooperativamoltrasina@gmail.com.

24 gennaio/ Dieci anni (1935-1945). Como, il lago, la montagna

cavalleri_e_cosmacini 240115Presentazione con gli autori Giorgio Cavalleri e Giorgio Cosmacini del volume edito da NodoLibri, sabato 24 gennaio alle 15 nella Sala della Comunità montana di San Fedele Intelvi, in via Roma 9, organizzata da Associazione per la protezione del patrimonio artistico e culturale della Valle Intelvi (Appacuvi).

Guerre lontane e vicine

La ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario di Camerlata è stata presentata il 4 novembre a cura del consiglio provinciale delle Acli nel salone di Confcooperative in una serata densa di contenuti e che ha saputo cogliere l’occasione per approfondire le questioni relative alla guerra e alla pace nel mondo contemporaneo.

A partire dalla pubblicazione Croci vicine terre lontane, promossa dall’Istituto di Storia Contemporanea di Como con la collaborazione delle Acli, si è parlato di storia, ma anche e soprattutto di attualità. Giorgio Cavalleri, mettendo in evidenza i punti salienti della sua ricerca, ha approfondito soprattutto le vicende personali che si riescono a intuire dietro le scarne indicazioni dell’Ossario. Nella cripta della cappella del Cimitero di Camerlata, in effetti, sono tumulati i resti non solo dei soldati italiani morti negli ospedali militari comaschi durante il primo conflitto mondiale, ma anche degli appartenenti all’esercito austro-ungarico. È così possibile avere un’idea del complesso mosaico di quell’impero, che proprio dalla guerra fu travolto e dissolto: un modo di rendersi conto dell’impatto dell’immane tragedia bellica sul vissuto di milioni di persone.

È stato soprattutto l’intervento di Giovanni Bianchi, storico esponente dell’impegno sociale cattolico, attualmente presidente dei Partigiani cristiani, a legare strettamente la storia e l’attualità. La guerra è tutt’altro che consegnata al passato, ma anzi – citando le recenti parole del pontefice – una “terza guerra mondiale” è già in corso, per quanto frammentata e suddivisa in tanti conflitti locali. Di fronte a questa situazione c’è un deficit – ha detto Giovanni Bianchi – di teoria e di pratica del pacifismo: non basta infatti scendere nelle strade e sfilare (anche se occasioni come la marcia Perugia-Assisi restano importanti) bisogna anche tornare ad approfondire le questioni, a studiare e ad escogitare modalità di opposizione adeguate ai tempi.

Un simile invito si sposa evidentemente con gli obiettivi di questa ricerca e delle altre messe in campo dall’Istituto di Storia Contemporanea in occasione del centesimo anniversario della Grande Guerra (e del settantesimo della Liberazione), che saranno centrate proprio sul tema della memoria, ovvero sulla consapevolezza (o sulla rimozione) di questi temi nell’attualità.

Per visualizzare e scaricare il PDF della ricerca Croci vicine terre lontane clicca OssarioCamerlata01

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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L’esterno della cappella e della cripta del Cimitero di Camerlata

 

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L’interno della cripta ossario (sulla parete di fondo i loculi dei caduti austro-ungarici)

4 novembre/ Croci vicine terre lontane

croci vicine terre lontanePresentazione della ricerca di Giorgio Cavalleri, con l’autore e Giovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani, martedì il 4 novembre alle 21 in un Consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti nel salone di Confcooperative in via Martino Anzi 8 a Como.

 

«In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico – spiega la presentazione –. La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico».

L’opuscolo è disponibile gratuitamente sul sito Internet NodoLibri http://www.nodolibrieditore.it/scheda-ebook/autori-vari/croci-vicine-terre-lontane-9788871850000-237723.html. [md, ecoinformazioni]

4 novembre/ I disastri della guerra

In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici” cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico.

La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.

Croci vicine terre lontane viene presentato il 4 novembre 2014 alle ore 21 in un Consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti  presso il salone di Confcooperative in via M. Anzi 8 a Como. Saranno presenti Giorgio Cavalleri, autore della ricerca, e Giovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani.

Per visualizzare e scaricare il PDF della ricerca clicca OssarioCamerlata01

A Moltrasio ricordo di Gianna e Neri, partigiani e compagni

Il dovere di un ricordo: il circolo Arci Settima Generazione, insieme a un folto numero di associazioni, istituzioni e personalità pubbliche, ha organizzato venerdì 27 giugno una giornata in memoria dei due combattenti. Al pomeriggio, all’imbarcadero di Moltrasio, celebrazione in ricordo di Giuseppina Tussi, nome di battaglia Gianna. Alla sera, cena conviviale e “narrazioni e canzoni” a cura di Roberta Cairoli e Filippo Andreani.
«Tenetevi la gloria che volete, io mi tengo l’amore» .
Così cantavano gli Atarassia Gröp ne L’ultimo minuto di Gianna, canzone contenuta all’interno dell’album Non si può fermare il vento che racconta gli istanti finali di vita della partigiana Giuseppina Tuissi, nome di battaglia Gianna, uccisa poche settimane dopo la morte del suo compagno, Luigi Canali, nome di battaglia Neri.
Il circolo Arci Settima Generazione, insieme a un folto numero di associazioni, istituzioni e personalità pubbliche, ha organizzato venerdì 27 giugno una giornata in memoria dei due combattenti.
Al pomeriggio, presso l’imbarcadero di Moltrasio, circa 50 persone hanno assistito alla cerimonia. Una delegazione, in barca, si è diretta verso il pizzo di Cernobbio: «Ed è così che han preso a calci questa donna silenziosa, fiera come una bandiera, fragile come una rosa», ha cantato Filippo Andreani – autore del disco La Storia Sbagliata, interamente dedicato alla vicenda dei due partigiani – mentre Cecco Bellosi deponeva una corona di fiori nelle acque del lago, nel punto in cui si pensa sia stato gettato il corpo della Gianna.
In contemporanea, di fronte al molo, la presidente di Settima Generazione Lella Greppi ha ricordato la partigiana, sottolineando come la vicenda di Canali e Tuissi ripercorra in modo intenso e drammatico il cruciale periodo della rifondazione dell’Italia moderna, attraverso e oltre l’abisso della dittatura fascista, dell’occupazione nazista e delle distruzioni della guerra. «La sera del 23 giugno – ha raccontato Greppi – una motocicletta con tre persone a bordo fu vista fermarsi dalle parti del Pizzo di Cernobbio: si udirono urla, uno sparo, un tonfo. Il lago non restituì mai il suo corpo, ma è così che giunse a termine la vita di “Gianna”, protagonista della Resistenza comasca e della bella e tormentata storia d’amore che unì per sempre il suo nome a quello di Luigi Canali, il Capitano Neri, comandante partigiano della 52° Brigata Garibaldi e vicecomandante del Raggruppamento Divisioni D’Assalto Garibaldine Lombarde del Comasco e della Bassa Valtellina. I due furono partigiani comunisti, riconosciuti dalla Commissione istituita nel Dopoguerra, e alla causa della Resistenza sacrificarono le loro giovani vite: subirono un’imboscata, furono incarcerati e torturati dai fascisti; il capitano Neri riuscì a fuggire, ma nel frattempo furono sottoposti a un processo da un tribunale di guerra garibaldino che li condannò a morte sulla base di sospetti di collusione con il nemico, mai confermati dalle vicende successive. Latitanti, vennero reintegrati nella 52° Brigata Garibaldi a cui appartenevano, prendendo parte attiva alla cattura di Mussolini e dei gerarchi fascisti che stavano fuggendo all’estero con l’ oro di Dongo».

Da parte sua lo storico Giorgio Cavalleri ha ripercorso le complesse fasi della “riscoperta” di Neri e Gianna, riscoperta che è stata portata avanti grazie alla ricerca sua e del giornalista varesino Franco Giannantoni, oltre che dalle scelte politiche di un nutrito gruppo di esponenti del mondo resistenziale e della sinistra, dopo che per molti anni sulla vicenda era stato steso un velo di pesante silenzio, dettato dalla difficoltà di mettere a nudo le contraddizioni e i conflitti interni alle formazioni partigiane e soprattutto al Partito Comunista. Quella di Neri e Gianna è dunque una storia che racconta ancora molto su quegli, ed è una ferita ancora aperta, tanto che per esempio l’Anpi ha preferito non aderire ufficialmente, anche se molti suoi rappresentanti erano presenti all’imbarcadero di Moltrasio.

È una storia in cui si mischiano amore, lealtà, tradimento, morte. I sentimenti e i fatti storici s’intrecciano con tale forza che è difficile districare il groviglio. «I responsabili non furono mai individuati con certezza, – hanno scritto in un documento gli organizzatori della giornata – ma la verità storica dice che si trattò di alcuni loro compagni che avevano partecipato alla stessa lotta di Liberazione. Nella loro vicenda sono rintracciabili elementi importanti su cui soffermarsi a riflettere: il diritto all’eterodossia e alla libertà di pensiero, il diritto a vivere con passione una storia d’amore anche in condizioni estreme e precarie, il diritto a qualche istante di umana debolezza sotto tortura, dentro una lotta durissima grazie alla quale si stava scrivendo la storia».

Dopo la cena, la vicenda di Gianna e Neri è stata ripercorsa con la musica e la poesia di Filippo Andreani, che con la sua sola chitarra ha riproposto i brani di La storia sbagliata, e con la partecipata spiegazione di Roberta Cairoli, che ha affiancato alle canzoni gli avvenimenti e il contesto storico che hanno fornito il materiale alla narrazione.

Ad ascoltare c’è stato un pubblico numeroso, attento e commosso, consapevole che l’incontro è stato un momento importante nel percorso di riappropriazione dell’intera vicenda resistenziale comasca, dei suoi punti alti e anche dei suoi tragici errori, e soprattutto di tutte le sue figure, tra cui quelle di Neri e Gianna meritano una considerazione particolare. [Andrea Quadroni, Fabio Cani, ecoinformazioni]
La corona di fiori deposta al Pizzo, nelle acque del lago.

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Lella Greppi, del circolo Arci Settima Generazione.

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Giorgio Cavalleri.

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La barca con la corona di fiori muove da Moltrasio alla volta del Pizzo.

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Como il fascismo. Le immagini

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Consegnati a Como gli Abbondini d’Oro 2013

Blog-AbbondiniPubblico delle grandi occasioni a Villa Olmo, questa mattina di sabato 2 febbraio 2013 per la consegna a Giorgio Luraschi, Giorgio Cavalleri e Carlo Ferrario della benemerenza civica, l’“Abbondino d’Oro”, assegnata dall’Amministrazione comunale per “premiare le persone e gli enti che con opere concrete abbiano giovato a Como”. (altro…)

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