comunePalazzo Cernezzi, dopo la mezzanotte, definisce i nuovi parametri per la tassa sui rifiuti e i servizi

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 3 luglio Mario Molteni, Per Como, è tornato a parlare della situazione di abbandono della via che da piazzale Monte Nero sale verso l’autosilo Val Mulini, chiedendo «almeno di tappare le buche», mentre Diego Peverelli, Lega, ha posto il problema della sostituzione delle piante morte in città: «La Famiglia comasca ha donato 120 piante, ma solo 78 sono state piantate, 42 no». Di qui la richiesta dell’impegno dell’Amministrazione a trovare i 6mila euro necessari per terminare la piantumazione.

Tares

La seduta è quindi ripresa sugli ordini del giorno al Regolamento per la Tares, con la presentazione di un ordine del giorno di maggioranza da parte del capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi, per impegnare in futuro la Giunta a fare particolarmente attenzione ai cittadini che versano in particolare disagio sociale ed economico. Tutti d’accordo, anche l’opposizione, che aveva presentato un emendamento, bocciato, in tal senso, «anche se è fin troppo generico» ha detto Ada Mantovani, Adesso Como, «abbiamo visto ordini del giorno e mozioni che non portano a nulla – ha dichiarato invece l’unica astenuta Laura Bordoli, Gruppo misto –. Non ci credo più».

Un ordine del giorno presentato dalla consigliera Mantovani per l’esenzione sotto i 25mila euro di Isee per famiglie numerose non è stato invece accolto.

Il Regolamento è stato quindi votato dalla maggioranza con il voto contrario delle minoranze, astenuti Movimento 5 stelle e Per Como.

La discussione è così passata sulle tariffe presentate dall’assessora Giulia Pusterla. Due sono i gruppi di riferimento: utenze domestiche, divise in 6 categorie, e utenze non domestiche, divise in 30 tipologie. Così come due sono le componenti della nuova tassa una parte fissa e una variabile. Perché una parte della Tares va a coprire servizi come ad esempio la pulizia delle strade, che sono una spesa fissa, mentre la produzione di rifiuti non è così certa, infatti ha detto l’assessora: «Como applica un sistema desuntivo su una produzione media annua pro capite per l’utenza domestica». Così, per le utenze domestiche, la nuova tassa sarà costruita con una tariffa fissa, relativa ai metri quadri dell’immobile abitato, e una variabile in base al numero degli inquilini. Mentre per le utenze non domestiche si guarderanno i metri quadri e la produzione potenziale di rifiuti in base alla tipologia.

Dei 5 emendamenti proposti è passato solo quello di Giunta, sostanzialmente l’aggiornamento delle tabelle allegate alla delibera (utenze domestiche, utenze non domestiche). Mentre non sono passati quello proposto da Luca Ceruti, M5S, per aumentare l’imposta su banche e grande distribuzione aumentandone l’aliquota, diminuendo contestualmente quella per artigiani e ortofrutta. Un punto quello delle aliquote che aveva fatto esclamare al capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese «Quando una scelta politica? Avete adottato dei coefficienti medi, non avete neanche scelto». «La politica è fare qualcosa che serva per i cittadini – la risposta di Pusterla –, qualcosa di buon senso, giusto, equanime». «Sarà un anno sperimentale, non abbiamo precedenti, chi si sarebbe azzardato a posizionare al minimo o al massimo i parametri? – ha chiesto – L’anno prossimo con i dati potremo anche fare una scelta diversa». Bocciato anche l’emendamento Bordoli per i single che vivono in 50 metri quadri, che vedono un aumento della tassa del 28 per cento. «La Tarsu era scritta male – ha riconosciuto Ceruti – nella stessa casa con 2, 3, 6 persone si pagava lo stesso importo. Bisogna rapportarsi a chi realmente produce il rifiuto». «Se si taglia da una parte, bisogna prendere da un’altra – ha detto l’assessora –. I single sono 19mila su 45mila nuclei in totale, verrebbero così svantaggiati 26mila soggetti».

Prossimi alla mezzanotte il capogruppo del Pd Stefano Legnani ha chiesto il prosieguo ad oltranza della seduta, per permettere subito la discussione sul Bilancio dalla prossima seduta, recisamente contrario Rapinese: «L’oltranza è un provvedimento straordinario che ha dei costi, non c’è nessuna fretta, è colpa vostra se avete portato il Bilancio in aula a luglio». La maggioranza ha deciso comunque di proseguire e le minoranze hanno allora abbandonato l’aula. Bocciati due emendamenti del capogruppo di Adesso Como, letti dal presidente essendo il proponente assente, la sola maggioranza ha approvato quindi le tariffe, a mezzanotte e un quarto, all’unanimità.

Dall’8 luglio inizierà l’estenuante tour de force dell’approvazione del Bilancio preventivo 2013, e triennale 2013-15, che prevede 8 sedute entro il 22 luglio. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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