Un progetto per la rinascita di Como Borghi

42_co180-00086d02Radici e Ali, vita attiva di quartiere è un progetto triennale finanziato da Fondazione Cariplo. Ha fra i suoi obiettivi lo sviluppo dei legami personali, l’attivazione di pratiche di cittadina attiva e la riqualificazione di Como Borghi partendo già da ciò che esiste. Alla presentazione, organizzata all’asilo d’infanzia Sant’Elia, luogo simbolo del quartiere, hanno partecipato Giuseppe Guzzetti (presidente della Fondazione Cariplo), Martino Villani (direttore della Cooperativa sociale lavoro e solidarietà), Silvia Magni (vice sindaca di Como) Bruno Magatti (assessore alle Politiche sociali)

Una comunità consapevole è in grado di leggere i bisogni del suo territorio e individuare risposte alle proprie domande. Un’ambizione grande, in tempi di crisi e disoccupazione giovanile altissima, in cui la coesione sociale del tessuto cittadino è fortemente a rischio. Il progetto si propone di accompagnare lo sviluppo di una comunità coesa, partendo da quello che già c’è. Come l’Asilo, studiato dall’architetto Sant’Elia nel 1935 con l’idea che diventasse in qualche modo “una serra per bambini”, un luogo in cui custodirli e farli diventare grandi. Un’opera importante per un quartiere popolare come lo era allora Borghi.
La coesione sociale come condizione di vita, non come obiettivo: Fondazione Cariplo dal 2008 ha cominciato a erogare soldi secondo l’idea di piani d’azione che andassero a sviluppare questo obiettivo. «Abbiamo smesso di dare soldi a pioggia per scegliere interventi più mirati», commenta Giuseppe Guzzetti. Il cambio di strategia nasce da una considerazione:«il welfare dall’alto  non esiste più ma i bisogni ci sono lo stesso. Cosa fare quindi? Adesso è ora di sviluppare un sistema sociale dal basso, valorizzare le sinergie e le connessioni già esistenti». Un welfare di comunità. In grado di mobilitare i cittadini per i bisogni del proprio territorio – continua il presidente di Fondazione Cariplo – come la disoccupazione giovanile». E sui bisogni di Como Guzzetti ha ripetuto il possibile impegno della Fondazione a un grosso finanziamento: «martedì 9 luglio la commissione centrale di beneficenza deciderà se stanziare a Como sette milioni di euro. Sia chiaro però, non siamo disposti a finanziare più progetti frazionati. I soldi saranno destinati solo a un’idea condivisa da più parti». Partecipazione e condivisione di un percorso comune sono due parole care anche all’ amministrazione comunale: «dobbiamo spingere le persone a conoscersi e a creare legami,  qualcosa in grado di camminare con le proprie gambe, capace di far nascere competenze durature nel tempo». Per Bruno Magatti Como ha le dimensioni e le capacità per compiere il salto di qualità, aiutato dalle imprese sociali e dal terzo settore: «In questo modo possiamo tornare a investire sulle persone. Perché parliamoci chiaro, il sistema di prima non esiste più». Coesione sociale e sviluppo di comunità sono al centro di Radici e Ali. Martino Villani ha spiegato nel dettaglio le azioni del progetto: «si svilupperanno lungo tre assi: legami tra le persone, lo spazio di vita e le realtà della comunità locale». La cabina di regia sarà formata dai partner Acli, Auser, LasQuolachevola, Cooperativa sociale lavoro e solidarietà, Questa generazione e L’isola che c’è più l’amministrazione comunale. Cinque educatori lavoreranno nel territorio e sosterranno i volontari. Le azioni saranno diverse: spazi per baratto, pedibus, gruppi d’acquisto solidale, cineforum, riqualificazione del verde e raccolta di testimonianze su quello che fu il quartiere. «L’obiettivo – conclude Villani – è riuscire a strutturare iniziative capaci di auto sostenersi nel tempo e in grado di cambiare nel profondo la comunità » [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

1 thought on “Un progetto per la rinascita di Como Borghi

  1. Speriamo che il sacrificio di tanti risparmiatori vessati dalle banche da sterco del diavolo si tramuti in cose positive……Fondazioni…..!!!!

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