Cantù/ Temporary Sciò: la serata

temporaryTante presenze al Parco del Bersagliere di Cantù per Temporary sciò, lo spettacolo teatrale curato da Paolo Bignami e portato in scena da Carla Giovannone. L’iniziativa, promossa da Cgil Como nell’ambito della Festa de L’Unità 2013, è stata anticipata dalle testimonianze di due giovani precari e dalla relazione del segretario generale Alessandro Tarpini.

Argomento “principe” di film, inchieste e libri di ogni genere, il precariato è  divenuto qualcosa di costitutivo del “sistema Italia”, un incubo sociale che ormai investe persone di ogni ceto o fascia d’età, arrivando in molti casi a storie degne della commedia dell’assurdo. E con la voglia di fotografare al meglio la situazione che Paolo Bignami e Carla Giovannone, autore e protagonista di Temporary Sciò, si sono avvicinati ad un tema così complesso, come da loro riportato in un breve botta e risposta ai margini della preparazione della pièce, andata in scena a Cantù nella serata di giovedì 18 luglio.

Da cosa siete partiti per il vostro spettacolo? Com’è nato questo progetto?

«Siamo da sempre molti interessati all’argomento, tanto da ricorrere a diverse fonti per costruire Temporary sciò. In primo luogo abbiamo utilizzato una serie d’interviste a precari promossa qualche anno fa dell’Arci di Lecco, per passare poi a testi e documentari di vario genere, sempre con l’obiettivo di fotografare al meglio una situazione molto difficile. Il risultato è stato soddisfacente, tanto che nello scorso autunno siamo stati premiati a Roma  con il premio Fersen per la miglior sceneggiatura».

La musica occupa grande spazio nella rappresentazione. Che ruolo ha?

«La musica, grazie alla “voce” di Miriam Petruzzelli, è un vero e proprio personaggio. Il nostro desiderio è quello di trasmettere attraverso ciò il senso di profonda insicurezza e indeterminatezza in cui molte persone oggi si ritrovano a vivere, richiamando nello stesso tempo con il tango, altro protagonista indispensabile dello show, quel pericolo ” Argentina” sempre dietro l’angolo, l’incubo di un paese intero costretto alla bancarotta».

Un’altro segno distintivo è il coinvolgimento del pubblico, chiamato a salire sul palco. che reazioni pensate di avere?

«In altre occasioni il pubblico si è sempre dimostrato molto collaborativo, anzi piuttosto divertito. E’ un segno positivo, indice della capacità delle persone che ci troviamo di fronte di capire queste problematiche, di non rimanere indifferenti».

Curiosità finale: come vedete la situazione? Ci può essere qualche spiraglio?

«La realtà è drammatica, ormai è noto a tutti.  Non vogliamo comunque offrire soluzioni facili o commenti risolutivi, quanto fornire una fotografia della realtà attuale, mostrando non solo l’emergenza ma anche  le assurdità paradossali dietro molte storie, sempre più comuni purtroppo».

Come detto in apertura, la prima parte della serata è stata dedicata alle testimonianze di due giovani, vittime come tanti della crisi  in cui versa in maniera sempre più profonda anche il territorio comasco. I due interventi, introdotti da Gloria Giudici del gruppo giovani della Cgil lariana, hanno poi lasciato spazio alla relazione di  Alessandro Tarpini, chiamato a confermare le enormi difficoltà presenti a tutti i livelli lavorativi ed economici e a denunciare l’indifferenza di gran parte delle forze politiche, imprigionate in un dibattito parlamentare imbarazzante e troppo lontano dalla realtà del Paese. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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