Un sì e un no a Palazzo Cernezzi

sala consiliare comoNo alla riparametrazione delle zone di rilevanza urbanistica «Lasciamo lavorare il gruppo di lavoro che si è formato» ha detto Legnani, sì alla richiesta di un cambio del Patto di stabilità

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 21 ottobre il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi ha ricordato, «anche se un po’ così» i funerali tenutisi a Agrigento per i morti recuperati nel Canale di Sicilia, e ringraziato gli organizzatori dell’incontro in ricordo di Achille Grandi a 130 anni dalla nascita, ricordando l’attualità del suo pensiero «ora sarebbe sicuramente con gli accampati di Roma», ricordando poi la campagna Miseria Ladra. Laura Bordoli, Gruppo misto, insoddisfatta delle risposte ricevute, anche in aula, a una interrogazione precedente sui costi dell’allargamento della Ztl ha annunciato la presentazione di una nuova interrogazione chiedendo un ripensamento alla Giunta sul provvedimento: «Non si vuole tornare sui propri passi». Luca Ceruti, M5S, prendendo spunto dalla risistemazione dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II, grazie a La Stecca, ha invece chiesto di mettere cartelli con il divieto di fumare nei giardini pubblici per la salvaguardia della salute dei bambini, presentando una mozione a tal proposito, oltre ad un’altra sulla pulizia della città contro i mozziconi gettati per terra. Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di spostare l’orario di passaggio della linea 4 al pomeriggio per poter caricare i ragazzi che escono dalle scuole di via Fiume, mentre Vito De Feudis, Pd, si è lamentato per i rifiuti lasciati al di fuori della piattaforma ecologica: «Di ogni genere , ma questa settimana sono state lasciate anche delle tettoie di eternit».

Zone di pregio urbanistico

La discussione è quindi ripresa sulla mozione presentata da Ceruti e Molteni per la revisione della Zona di rilevanza urbanistica, che ora comprende tutto il territorio cittadino. Una proposta che avrebbe potuto scalzare l’assetto attuale dei posteggi a pagamento e di conseguenza anche l’allargamento della Ztl.

Un nervoso Enrico Cenetiempo, Pdl, ha pungolato la maggioranza intervenendo più volte accusando prima la maggioranza di scarso coraggio e de di «comportarsi come i politici dei vecchi partiti» non volendo dire apertamente un secco no alla proposta, citando poi fuori tema due esempi di chiusura dell’Amministrazione nei confronti della cittadinanza (uno dei due smentito dall’assessora Daniela Gerosa).

Dalla maggioranza la richiesta è stata quella di aspettare l’esito di un gruppo di lavoro fra dirigenti comunali, nato per la definizione delle tariffe dei posteggi a pagamento, dopo le polemiche sugli aumenti, poi ritirati, di settembre, che dovrà occuparsi anche più in generale della zonizzazione della città. «La maggioranza ha manifestato la disponibilità a riesaminare la questione – ha detto il capogruppo del Pd Stefano Legnani – vi abbiamo chiesto di emendare, ma voi non siete disponibili, c’è un lavoro in atto, lo valuteremo poi serenamente. Facciamo fare questo lavoro». «Non si poteva farlo prima dell’allargamento della Ztl?» la risposta dai banchi dell’opposizione, da cui Ada Mantovani, Adesso Como, ha ricordato che durante l’approvazione del Pgt l’Associazione civica utenti della strada aveva chiesto di valutare l’annullamento della delibera del ’95 su cui si basa l’attuale zonizzazione.

Inutile il tentativo nella replica di Molteni di convincere la maggioranza ad approvare la proposta: «Per l’ennesima volta non si decide e si dà opportunità ad altri di decidere al posto nostro». «Deve essere la politica a fare le scelte – gli ha fatto eco il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese –. Non può essere che la mia agenda venga dettata da un tecnico».

Al voto solo le minoranze hanno appoggiato la proposta, astenuti, il sindaco, come sempre sulle mozioni, Paco-Sel e Guido Rovi, Pd, che quindi non è passata.

Patto di stabilità

Cambiato argomento l’assemblea di Palazzo Cernezzi ha affrontato la mozione presentata da Alberto Mascetti perché venga modificato il Patto di stabilità per gli enti virtuosi: «L’eccesso di rigidità in ogni singolo Bilancio di esercizio genera rischi involutivi». Il capogruppo della Lega nord ha ricordato come in Lombardia ci siano «da parte degli enti locali 8,4 miliardi di euro bloccati e già disponibili». La proposta è di modificare il Patto di stabilità interno escludendo anche lo svolgimento di opere necessarie, come quelle per il rischio idrogeologico. «Patto di stupidità» lo ha definito invece il collega di partito Diego Peverelli lamentandosi delle diseguaglianze, dato che Roma capitale può non rispettarlo.

La mozione chiede di essere trasmessa a Regione Lombardia, Unione province lombarde e Anci Lombardia per stimolarle a portare la questione al Governo nazionale, una proposta riduttiva per Vincenzo Sapere: «Non sono d’accordo per il coinvolgimento della sola Lombardia, noi facciamo parte dell’Anci che è su tutto il territorio nazionale». Anche il riferimento ai Comuni virtuosi e a un allentamento che potevano sembrare rivolti solo alla Lombardia non ha convinto l’esponente di Paco-Sel che ha chiesto un emendamento, seguito da Ceruti che ha parlato di una: «Visione ristretta troppo locale». «Abbiamo messo Lombardia perché siamo in Lombardia» ha risposto Peverelli a cui è seguito Mascetti che ha cercato di appianare le divergenze: «Certo lo sappiamo che in Lombardia non ci sono solo Comuni virtuosi». Sostanzialmente d’accordo con la proposta l’assessora al Bilancio Giulia Pusterla: «Banalizzando si chiede al Comune di essere come una impresa e di avere sempre un utile, ma si potrebbe avere anche un pareggio». E anche Legnani si è detto d’accordo: «Anche se avrei preferito togliere quel riferimento». La proposta è quindi passata con il voto favorevole di tutti, l’astensione di sindaco, Paco-Sel e Raffaele Grieco, Pd, e il voto contrario del Movimento 5 stelle. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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