patto di stabilità

Riformare il Patto di stabilità

COMO COMUNE«Un’inversione di rotta» è quanto chiede Como, con Anci, al Governo.

 

«Si è tenuta nei giorni scorsi a Milano l’assemblea regionale di Anci Lombardia – spiegano da via Vittorio Emanuele II –. L’assemblea, oltre ad aver approvato il nuovo Statuto di Anci Lombardia, ha evidenziato la necessità di portare all’attenzione delle istituzioni nazionali e locali le criticità della finanza locale, su cui gravano non solo le ripercussioni delle manovre economiche approvate dal Governo negli ultimi anni ma anche le disposizioni contenute nel recente decreto legislativo 66/14, che operano un ulteriore taglio delle risorse destinate ai Comuni per un totale di 375,6 milioni di euro».

«Al termine della seduta gli amministratori presenti all’Auditorium Testori – per Como è intervenuto il sindaco Mario Lucini – hanno approvato un documento con il quale avanzano al Governo, al Parlamento e alla Regione le loro richieste – prosegue il comunicato –, prima fra tutte “una decisa inversione di rotta rispetto alla emanazione di norme che invadono la sfera dell’autonomia decisionale degli amministratori locali”, e la previsione di “una riforma radicale del patto di stabilità in modo che escluda i piccoli Comuni ed articoli l’obiettivo nazionale per comparti regionali; stabilisca l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio e un limite all’indebitamento lasciando all’autonomia dei singoli enti la scelta delle modalità per perseguirli”, evitando altresì “nuove manovre che riducano ulteriormente risorse per il comparto dei Comuni o, peggio, premino gli enti meno virtuosi”, anche in vista dei cambiamenti istituzionali che riguardano le nuove Province e le Città Metropolitane».

«I sindaci – termina la nota – hanno dato mandato ad Anci Lombardia di promuovere un incontro con il Governo e i parlamentari lombardi per presentare il documento approvato (il documento)». [md, ecoinformazioni]

Mauro Guerra: bloccati i tagli e allentato il Patto

cna pd160 comuni nella provincia comasca, di cui 98 al voto nella prossima primavera, accomunati da una sola cosa: tanta, tanta incertezza. Si può riassumere così Difficoltà e prospettive ordinamentali e finanziarie, l’incontro organizzato dal Pd comasco nel salone convegni della Cna a Como. Un incontro con Mauro Guerra, parlamentare democratico e responsabile dei piccoli Comuni per l’Anci,   venuto a confrontarsi con gli amministratori del Centrosinistra sul delicato tema delle prospettive economiche per gli enti locali nella serata di venerdì 25 gennaio.

Soggetti quest’ultimi messi in grande difficoltà dagli ultimi pasticci governativi, oltre che dal cappio sempre più stretto del Patto di stabilità. Una situazione ormai insostenibile per tutti, dai comuni più grandi a quelli più piccoli, come riportato dai numerosi interventi della platea. Durissime per esempio le accuse del primo cittadino comasco Mario Lucini, secondo cui «nella stessa Anci molti hanno fatto i furbi, chi ha fatto di tutto per non alzare le tasse, come per la mini Imu, deve alla fine pagare come gli altri». Per Lucini il problema è «una situazione caotica, il governo sta facendo di tutto per renderci la vita impossibile. Sul fisco, possiamo dire che se si lasciava l’Imu si evitavano tanti problemi». Le responsabilità dell’esecutivo sono tornate anche nel contributo del  consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri che ha rivolto a Guerra un invito a «spingere i palazzi romani ad interessarsi maggiormente delle realtà locali. Non sembra questo un Governo a cui partecipa anche il Pd, vista l’assoluta indifferenza per le tante amministrazioni di centrosinistra nel nostro Paese».

Le parole del sindaco del capoluogo e del parlamentare lombardo hanno trovato conferma anchene gli interventi dei primi cittadini di comuni più piccoli. Fabio Orsenigo, primo cittadino di Figino e responsabile enti locali per il Pd comasco, ha definito «la vita da amministratore sempre più difficile, quasi da martire. il 2013 è stato un anno orribile e nel 2014 il caos normativo si annuncia ancora maggiore. La cosa peggiore è l’assoluta mancanza di equità, il Patto di stabilità strangola i virtuosi e spesso premia i colpevoli ». Nel comasco si rischia così di perdere occasioni come l’Expo, tanto che Orsenigo si è spinto a proporre «bilanci svincolati dal Patto almeno in previsione dell’Esposizione Universale, l’unico modo per non perdere il treno». Sull’equità sono tornati anche i colleghi di Sormano, Valmorea e Lurago d’Erba, concordi nel far notare « la cecità di vincoli scellerati, lo Stato ci ha lasciato soli », come riportato da Fabio Sormani, amministratore di Sormano, paese di di 700 abitanti  tra Erba e Lecco.

Di fronte a queste critiche Mauro Guerra ha svolto così un duplice ruolo, di “confessore” e “pompiere”: «so bene cosa vuol dire amministrare, visto anche il mio ruolo di responsabile Anci per i piccoli comuni- ha esordito il deputato – però bisogna dire che nel 2013 è andato tutto storto, abbiamo pagato anche tutti gli errori degli anni passati. Leggi promosse con buone intenzioni si sono rivelate troppo distorsive, mentre i tagli indiscriminati hanno concorso a dare i colpi di grazia, come quelli che diminuiscono il numero dei consiglieri comunali, contro i quali io mi sono attivato al massimo in Commissione bilancio».

Per Guerra si è pagata inoltre «una situazione politica istituzionale troppo fragile, che ha portato a questo Governo che francamente fatica ad incidere». Il parlamentare  ha difeso l’azione dell’esecutivo, che «dopo 5 anni ha finalmente bloccato i tagli, allentato il Patto di stabilità e liberato risorse per l’edilizia scolastica e il pagamento dei debiti pubblici verso privati». Ovviamente non basta, ma può essere «l’inizio di un inversione di tendenza. Dall’Europa arriveranno altri fondi, come anche dal fondo di solidarietà per i Comuni approntato dal Parlamento, primo passo verso le riforme necessarie per ripartire, come quella del Titolo V e per la fine del bicameralismo perfetto». In conclusione Guerra ha invitato i suoi colleghi alla «mobilitazione straordinaria dell’Anci, momento ideale per lanciare un segnale di forza e di unità». [Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

Ex Ticosa: Como vuole chiudere la bonifica

ex ticosaPalazzo Cernezzi chiede al Governo di poter: «Escludere dal patto di stabilità gli oneri di smaltimento».

 

«Ritenendo prioritario e strategico chiudere quanto prima la bonifica della Ticosa, la giunta ha deliberato oggi [mercoledì 15 gennaio] di chiudere gli ultimi pagamenti in sospeso con l’impresa che sta eseguendo i lavori e che ammontano a circa un milione e 500mila euro – spiega una nota dell’amministrazione comunale comasca –. Il Comune di Como, attraverso l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti, si è fatto altresì promotore di una proposta affinché a livello governativo gli oneri di smaltimento dovuti per i materiali contenenti sostanze pericolose vengano esclusi dal patto di stabilità cui sono sottoposti i bilanci comunali».

«Mi auguro che la mia proposta, affidata all’onorevole Chiara Braga, arrivi presto sul tavolo del ministro dell’Ambiente e poi del governo – dichiara Magatti –.  Si tratta di spese che incidono quasi totalmente sul totale dei lavori. Spero che a Roma se ne prenda atto e si possa procedere in questo senso nell’interesse stesso dei cittadini. Diversamente nessuna amministrazione, visti i bilanci attuali, si impegnerà nelle bonifiche». [md – ecoinformazioni]

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