Giorno: 23 Febbraio 2014

Como Borghi come laboratorio sociale

Nel quartiere di Como Borghi, in una sala della caserma De Cristoforis, è stato presentato alla città nel tardo pomeriggio di venerdì 21 febbraio 2014 il progetto “Radici e Ali” che si propone di promuovere la riqualificazione della vita e delle relazioni all’interno di un’ampia porzione della città di Como.

C’era il pubblico delle grandi occasioni: molti persone del quartiere, sia anziane che giovani, parecchi curiosi, amiche e amici, la squadra di operatori e operatrici del progetto (quasi tutti giovani) al gran completo, i responsabili di molte associazioni, il sindaco Mario Lucini, la vicesindaca Silvia Magni, l’assessore Bruno Magatti.

Per i più, la prima favorevole sorpresa è stata entrare nella caserma, grande spazio quasi extraterritoriale a due passi dal centro, enorme struttura ormai quasi del tutto inutilizzata: un enorme cortile, quattro fabbricati sui lati, un’aria quasi surreale. Per quanto quegli spazi siano segnati da logiche militari tutt’altro che rassicuranti, la gente è rimasta stupita e affascinata; di rara cordialità il comandante della caserma, colonnello Marco Tesolin. Un primo punto a favore del progetto, che vuole appunto riappropriarsi del quartiere, delle sue strutture e dei suoi spazi, costruendo nuove relazioni e rafforzando quelle esistenti tra vecchi abitanti e nuove leve (il gergo un po’ militare non stona, dato lo scenario), sia perché giovani e giovanissime, sia perché provenienti da altri paesi e continenti.

La seconda favorevole sorpresa è stata il clima informale. Dopo i saluti del sindaco a nome dell’amministrazione cittadina, una presentazione dei criteri e degli obiettivi generali del progetto, un rapido approfondimento sull’azione dedicata al recupero della memoria del quartiere, supportato anche da un breve video, il clou è stata la visita agli stand, dove sono presentati in un dialogo continuo e non formale le azioni principali del progetto “Radici e Ali”, sintetizzate in quattro nuclei: Io sono nato qui (Il quartiere di Como Borghi… cos’era? cos’è stato? cosa è diventato? cosa diventerà? interviste, immagini, percorsi teatrali per raccogliere e raccontare la memoria storica ); Spazi urbani partecipati (riscoprire e riqualificare gli spazi pubblici del quartiere attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti nella loro progettazione, trasformazione e futura gestione; Energie in circolo (avvio e potenziamento di servizi e pratiche di mutuo aiuto che favoriscano il benessere dei cittadini del quartiere: badante e tata di quartiere; pedibus; baratto e gas; doposcuola e spazi extrascolastici; attività animative e aggregative per i giovani); Como Borghi 2.0 (eventi e iniziative già attivi sul quartiere nell’ottica della coesione sociale e del coinvolgimento attivo della popolazione, ma anche nuove feste e momenti di socialità e aggregazione).

Tra vecchie fotografie, progetti di giovani architetti, ritratti a tema, officina per le biciclette, tate di quartiere, colonne in ghisa della sala svago della caserma, aperitivo, tutte le persone intervenute hanno mostrato di gradire. Molti racconti, infiniti scambi di opinioni, tante promesse di collaborare e offerte di disponibilità.

Il progetto è condotto da Cooperativa Csls, Acli, Auser, Cooperativa Questa Generazione, associazione lasQuolachevola, l’isola che c’è, con il finanziamento della Fondazione Cariplo e la collaborazione di moltissime realtà del quartiere, e si svilupperà nell’arco di tre anni. Dall’avvio a questo primo (riuscito) momento di coinvolgimento sono passati nemmeno 9 mesi. Ci sarà modo di tornare a verificare il lavoro. Intanto ecoinformazioni ha presentato in anteprima gli articoli dell’approfondimento sul progetto che saranno inclusi nel prossimo numero cartaceo (il 435). Un tangibile segno di partecipazione che è stato molto apprezzato. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Un momento della presentazione

PresentazioneCaserma01

Il cortile della caserma De Cristoforis, ieri pomeriggio, prima dell’inizio della presentazione.

PresentazioneCaserma02

Lozzi/ Il bando energia va revocato immediatamente/Aggiornato

massimolozziCon un’introduzione di Luca Michelini, la mailing list Democrazia economica ha messo on line un documento nel quale Massimo Lozzi, fin dall’inizio critico sull’appalto calore del Comune di Como, plaude all’iniziativa grillina tesa a ottenere la revoca del bando stesso. Leggi nel seguito dell’articolo l’introduzione, l’intervento e una postilla aggiunta da Lozzi.

«Pare che la lista civica Amo la mia città sia in difficoltà; forse è noto che li ho avuti come avversari durante le primarie; acqua passata e lo testimonia il fatto che collaboro, quando mi capita, con diversi di loro. Mi permetto, però, un auspicio: che la lista non si esaurisca in un comitato elettorale, non solo difendendosi dagli attacchi, ma mettendo in campo progetti politici. E’ per questo motivo che con grande piacere pubblico un pezzo di Massimo Lozzi, che di quella lista fu animatore: e che lascia intendere, ma forse forzo e fraintendo completamente il suo pensiero, che le polemiche del giorno sottendono ben altre poste in gioco. In ogni caso, ritengo che solo trasparenza e dialogo siano il presupposto perché la politica diventi espressione dell’interesse generale». [L. M.]

«Considerazioni sul Bando Energia del Comune di Como

Il tema del bando energia del comune di Como sta ritornando all’attenzione grazie ad una mozione presentata dal Movimento 5 stelle volta a chiedere la revoca del bando stesso. Chi scrive non è certo assimilabile all’universo grillino ma è doveroso riconoscere il valore positivo di questa iniziativa M5S. Tanto più positivo quanto più è negativo e inadeguato il bando in fase di assegnazione. La sua assegnazione porterebbe immediatamente la nostra città agli ultimi posti in Italia e in Europa quanto a politica energetica.

Cos’è un Bando energia?

Per bando energia o bando calore può intendersi qualunque appalto avente come oggetto l’affidamento dei servizi di fornitura di beni e servizi per il riscaldamento (incluso il combustibile) e/o per l’efficientamento energetico degli edifici e/o degli impianti. Da notare che la gran parte del risparmio energetico si ottiene da interventi sugli edifici più che sugli impianti.

Una forma particolarmente avanzata di contratto fra appaltatore e appaltante è costituita dal cosiddetto Servizio Energia Plus, come raccomandato dal DLgs. n. 115/2008, che rientra tra le tipologie definite a livello europeo come “Energy Performance Contract”, si tratta cioè di contratti che si propongono di riqualificare il sistema edificio-impianto termico aumentando l’efficienza e diminuendo le emissioni, pagando al contempo l’intervento con il risparmio energetico conseguito.

Il bando energia del Comune di Como sta a questa tipologia di contratti come le più antiche centrali a carbone stanno ai più moderni impianti di produzione di energia solare.

Il bando energia del comune di Como

Il bando ha come oggetto “l’affidamento del servizio energia comprendente fornitura di combustibile, gestione, conduzione, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, adeguamento normativo, riqualificazione tecnologica e lavori di ristrutturazione degli impianti termici a servizio degli edifici dell’amministrazione comunale.” Si noti che non figura come oggetto la riqualificazione energetica degli edifici. Il bando prevede solo fornitura di combustibile e servizi connessi, nonché interventi sugli impianti. Nessun intervento sugli edifici.

Si noti, inoltre, che la Direttiva 2012/27/UE del Parlamento Europeo del 25 ottobre 2012 impone a partire da quest’anno che tutti gli stati membri adottino piani nazionali orientati all’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Como si troverà con un bando decennale, che copre solo la fornitura di combustibile, a dover promulgare altri bandi per l’efficientamento energetico degli edifici in maniera slegata e non sinergica con la fornitura di combustibile. Un evidente spreco e un’occasione mancata.

Il bando impegna il comune per 9 anni e prevede una base d’asta di circa 36 milioni di euro (IVA esclusa). Si tratta di un tema strategico sia in termini economici che in tema di politica energetica e di gestione degli appalti comunali.

Il bando è stato indetto il 18 maggio 2012 a soli due giorni dal ballottaggio per l’elezione a sindaco del comune di Como, facendo quindi riferimento agli indirizzi della precedente amministrazione che non si è certo distinta per competenza e oculatezza nella gestione del patrimonio pubblico.

Gli edifici comunali inclusi nell’appalto sono 109 e per nessuno di questi sono stati inseriti nel bando interventi di efficientamento relativi agli edifici.

Il bando è stato a più riprese sospeso e poi riattivato e dovrebbe essere (uso il condizionale data la mancanza di informazione sul tema) in fase di assegnazione a breve termine.

In sintesi: perché il bando va revocato immediatamente

  1. Il Bando in corso si articola in 2 parti: fornitura di combustibile e interventi di riqualificazione su edifici e impianti. La quota dell’importo di appalto destinato alla fornitura di combustibile rappresenta ben il 65% del totale; quota che aumenta addirittura all’86% se si aggiungono i lavori ed la manutenzione ordinaria degli impianti. Gli interventi veri e propri di riqualificazione degli edifici e degli impianti, pari a circa 5 milioni di euro, non rappresentano che il 14% del totale dell’importo di appalto. In altri termini non è previsto un significativo intervento di riqualificazione energetica degli edifici come chiesto invece dalla normativa e dalle direttive UE. Sono previsti solo interventi di sostituzione e di ammodernamento degli impianti che non si riflettono nelle stime di consumo contenute nel bando.
  2. Nel Bando in corso non è evidenziato alcun criterio di remunerazione in base al risparmio energetico garantito e ci si limita a stabilire un tetto di consumo senza includere obiettivi di risparmio. Così facendo l’appaltatore è incentivato al consumo fino al raggiungimento del predetto tetto, per altro elevato e senza assunzioni di obiettivi espliciti di risparmio. Si noti che il tetto è definito come media dei consumi storici degli ultimi 5 anni (nessun obiettivo di risparmio)
  3. Anche sulla parte di sola fornitura di combustibile il bando è fortemente inadeguato ed è possibile stimare sovracosti significativi per le casse comunali sui 9 anni del bando. In particolare:
  4. Si fissa in 32 euro per Gjoule il compenso per la fornitura di combustibile. Tale costo è sovrastimato di almeno il 25%.
  5. Tale costo include una quota lavori “a forfait” del 24% (valore altissimo) per lavori difficilmente verificabili che invece andrebbero scorporati dalla quota consumo
  6. Tale costo non è soggetto a gara e quindi non ribassabile.
  7. Solo il tetto di consumo è oggetto di gara, il possibile risparmio sul tetto è incerto e dipende dall’esito della gara. Sappiamo invece fin da subito che non sarà possibile alcun risparmio sul consumo unitario non essendo la quota per GJ oggetto di gara.
  8. Non recepisce il decreto legislativo 115/2008 in particolare per quanto concerne l’impostazione di contratti a compenso sui risultati e non sui consumi (Energy Performance Contract)
  9. Non recepisce direttiva europea 2012/27/UE in relazione alle misure obbligatorie per il risparmio energetico incentrate non solo sugli impianti ma anche sulla riqualificazione energetica degli edifici.
  10. Non recepisce quanto previsto in materia di tutela delle piccole e medie imprese negli appalti pubblici dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.
  11. Non assume espliciti obiettivi e criteri di risparmio energetico.

Quanto sopra, ormai ripetuto in tutte le opportune sedi da almeno due anni senza aver ricevuto nessuna risposta nel merito, dovrebbe tradursi in un’unanime consenso sulla mozione del M5S, ma così non è.

La domanda quindi è cui prodest?» [Massimo Lozzi da democraziaeconomica@libero.it]

Ps.  «Ringrazio Democraziaeconomica e ecoinformazioni  per la pubblicazione del mio articolo sul Bando energia. Solo alcune puntualizzazioni in merito alla introduzione di Luca Michelini per evitare ambiguità e malintesi circa le motivazioni che mi hanno spinto a riproporre, con i dovuti aggiornamenti, la questione.

Il mio principale obiettivo è cogliere l’occasione offerta dalla mozione per la revoca del bando proposta dal M5S. La mozione sarà discussa a breve in consiglio comunale e costituisce un importante stimolo per aprire un dibattito pubblico e “fuori dal palazzo” su un tema tanto importante. E’ infatti stupefacente la sproporzione fra intensità e qualità del dibattito e importanza del tema se non  altro per i valori economici in gioco. Sarò ben lieto di accogliere contributi qualificati che smentiscano, con competenza,  le mie considerazioni critiche. Un passo avanti verso un civile confronto su temi che dovrebbero interessare tutti i cittadini.

Per quanto riguarda Amc posso solo evidenziare che è stata l’unica forza politica della maggioranza di Palazzo Cernezzi che ha cercato di aprire alla cittadinanza il dibattito sulla questione e che, coraggiosamente,  ha espressamente e pubblicamente criticato il bando. Ogni altra considerazione è una forzatura delle mie intenzioni.

Infine il tema apre un’ulteriore spazio di dibattito più ampio. Interventi di riqualificazione energetica degli edifici richiedono investimenti che oggi i comuni spesso non possono fare per i vincoli posti dal patto di stabilità. L’unica possibilità è far fare ai privati questi investimenti così come previsto dalla legge con il meccanismo delle Esco ma siamo sicuri che l’alternativa o privato o spreco energetico abbia un senso? Non è forse uno di quei temi, accanto ad esempio agli interventi per la rimessa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, su cui vale la pena rimettere in discussione il patto di stabilità?». [Massimo Lozzi]

Incontro fra Lombardia e Ticino per le infrastrutture ferroviarie

Piano_dei_servizi_TILO_2014Arcisate-Stabio forse per il 2016, 1,5 milioni di euro per i collegamenti sulla Milano-Chiasso. Per Gaffuri: «Chiasso si configurerà sempre più come stazione internazionale di Como e del Lario».

Venerdì 21 febbraio il consigliere di Stato del Canton Ticino e direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali e l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità della Regione Lombardia Maurizio Del Tenno si sono seduti a un tavolo a Milano assieme ai funzionari responsabili del trasporto ferroviario regionale, Trenord, Trenitalia e Rfi, i rappresentanti dei comitati pendolari della Milano-Chiasso e i delegati degli enti locali interessati.

Arcisate-Stabio

Del Tenno ha spiegato l’accordo trovato per far ripartire i lavori sulla Arcisate-Stabio: «È stato stabilito un programma che permette di operare a pieno regime fino a settembre, allorché è attesa la decisione di approvazione dei siti per il deposito definitivo delle terre di scavo da parte del Cipe – precisa un comunicato del Canton Ticino –. Durante questo periodo potranno essere portati avanti diversi interventi ed in particolare anche lo scavo delle gallerie che comportano movimenti di terra, facendo capo a un deposito provvisorio per circa 80-100mila metri cubi», si tratta delle gallerie di Induno e della Bevera.

«La data di riferimento più favorevole possibile per l’apertura della linea è la metà del 2016 – precisa la nota –. Determinante per il rispetto dei tempi sarà la decisione del Cipe».

In attesa della fine dei lavori per far fronte al traffico transfrontaliero Zali ha spiegato che: «Si intende riordinare la gestione dei posteggi limitandone il numero e nel contempo migliorare l’offerta del servizio ferroviario. È dunque intenzione attivare dal dicembre 2014 un servizio “transitorio” in attesa della messa in esercizio della linea completa. È stata così chiesta la disponibilità della Regione a collaborare per attivare un servizio da Como a Stabio da finanziare secondo il principio di territorialità». Da parte italiana assicurano gli svizzeri: «L’Assessore ha dato una disponibilità di principio ad approfondire questa possibilità nelle prossime settimane».

Milano-Chiasso

«A fronte della riorganizzazione dei servizi ferroviari internazionali sulla Milano-Zurigo – ha dichiarato poi in un comunicato Del Tenno – che, a partire da giugno 2014, subiranno un drastico ridimensionamento, Regione Lombardia, in collaborazione con Trenord, ha deciso di investire 1,5 milioni di euro per limitare il più possibile i disagi per i pendolari comaschi e transfrontalieri».

«Da giugno 2014, infatti, l’assetto dei servizi ferroviari tra Milano e Zurigo sarà oggetto di importanti cambiamenti sull’asse del Gottardo – spiega Regione Lombardia –. Questo porterà al passaggio del servizio internazionale nella galleria di Monte Olimpino e alla conseguente perdita di 7 delle attuali 16 fermate alla stazione Como San Giovanni. Al contempo, però, Monza acquisterà 7 nuove fermate del sistema internazionale. Il tempo di percorrenza tra Milano e Zurigo aumenterà di 17 minuti e gli orari degli EuroCity verranno anticipati di circa 45 minuti».

«Abbiamo individuato l’unica soluzione compatibile dal punto di vista tecnico e capace di limitare il più possibile i disagi – ha precisato Del Tenno –. La Lombardia non ha strumenti formali o normativi per impedire l’operazione perché le tracce non impattano in modo sostanziale sul servizio ferroviario regionale e sono di sola competenza delle ferrovie svizzere e Trenitalia Lunga».

RegioExpres

«Abbiamo lavorato per individuare possibili soluzioni compensative che prevedono di mantenere l’attuale relazione internazionale a servizio di Como e Chiasso attraverso nuovi servizi RegioExpress (Re) Milano-Bellinzona –prosegue l’assessore lombardo –. È un impegno importante per Regione Lombardia che ancora una volta dimostra di lavorare per migliorare le condizioni di viaggio dei cittadini».

«Il progetto di Regione Lombardia e Trenord prevede l’introduzione di almeno tre coppie di nuove corse Re Milano-Bellinzona (con fermata a Seregno, Monza e Como San Giovanni) per compensare, almeno nelle ore di punta, le principali fermate perse a Como San Giovanni – precisano da Palazzo Lombardia –. Regione Lombardia ha chiesto a Trenord di introdurre 6 nuove corse sulla relazione Re Milano-Bellinzona a partire da giugno 2014. Le corse avranno periodicità giornaliera e saranno impostate secondo i canali cadenzati del servizio Re Milano-Chiasso, con fermate a Chiasso, Como San Giovanni, Seregno e Monza. Infine Tilo, insieme alla Lunga percorrenza Ffs, si è adoperata per trovare soluzioni utili e ha previsto una corsa aggiuntiva da Chiasso per Lugano».

«Favorita dal nuovo orario sarà Monza che, acquistando 7 fermate EuroCity, diventa di fatto la prima stazione italiana dopo la frontiera – sottolinea invece il Pd lombardo che rimarca però la novità: –. Con il nuovo orario si libereranno slot che permetteranno l’attivazione di cinque nuove corse Tilo (10.50, 16.50, 18.50 da Como verso Sud e 17.10 e 19.10 da Milano verso Nord) per un costo per la Regione di 1,5 milioni di euro all’anno».

«Il nuovo schema lascia aperto però una questione di cui anche la Regione è consapevole da giugno l’EuroCity operato da Trenitalia con partenza da Milano Centrale alle 7.10 verso Zurigo è già cessato, non verrà ripristinato e non potrà essere sostituito da Trenord o Tilo per ragioni industriali in quanto le due aziende non hanno treni disponibili a quell’ora da dedicare a un nuovo servizio – ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri, presente all’incontro –. Restano così a piedi i pendolari, milanesi e comaschi, che ora utilizzano il treno per raggiungere in tempo utile, e quindi prima delle 9, il posto di lavoro a Lugano e Bellinzona. Altro aspetto da non sottovalutare è su un tratto ferroviario già molto trafficato come la Milano-Chiasso, con il cambio orario, la Regione rinuncia a completare il cadenzamento semiorario della linea S11 Chiasso-Como-Milano Porta Garibaldi, il treno regionale che ferma in tutte le stazioni locali».

Tariffe

«Attualmente esistono i biglietti per viaggi singoli su tratte Tilo fino a Milano (via Como o via Luino), tuttavia i sistemi tecnici di Trenord non sono in grado di vendere biglietti dall’Italia al Ticino – ricorda il Canton Ticino –. Obiettivo condiviso da realizzare è: Abbonamento Arcobaleno plus: estensione del sistema Arcobaleno [la tariffa integrata del Canton Ticino e del Moesano] con l’aggiunta di zone fino a Milano; Biglietti singoli: vendita dei biglietti secondo la tariffa Tilo a partire da tutte le stazioni servite sia in Lombardia che in Ticino». Infatti: «Gli accordi tra Cantone, Regione Lombardia e imprese ferroviarie prevedono la realizzazione di un sistema tariffale transfrontaliero coordinato» e «Regione e Cantone sono concordi sulla necessità di uniformare la tariffa e semplificare i sistemi di vendita» per cui «è stato rinnovato il mandato all’apposito gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei due enti e dalle ferrovie per approfondire l’indirizzo concordato finora».

Como e Chiasso

«Chiasso si configurerà sempre più come stazione internazionale di Como e del Lario quindi occorrerà verificare alcune cose per evitare che si verifichino inconvenienti – prosegue Gaffuri –. Sarà possibile e a quali condizioni che i taxi italiani si attestino alla stazione in territorio elvetico? E i bus urbani di Como potranno collegare la città e la stazione di Chiasso, visti i problemi verificatisi in dicembre nella località varesina di Porto Ceresio dove, per incertezze sul regime delle autorizzazioni sui due lati del confine, la polizia italiana ha sequestrato il bus svizzero che effettuava il servizio di linea dalla stazione ticinese di Capolago?» Per il consigliere democratico poi «in vista del potenziamento dello scalo ferroviario e del nuovo parcheggio d’interscambio a Camerlata, il ripristino del servizio Tilo, recentemente soppresso, è questione rilevante» per cui potrebbero essere utilizzati «una parte dei ristorni dei frontalieri non assegnati ai Comuni di confine, che ora vanno alle province». [md, ecoinformazioni]

Luciana Mella/ Primi passi in Germania

primipassimellaLa giornalista comasca Luciana Mella è l’autrice della guida per gli italiani che vogliono informarsi su come trasferirsi in Germania, imparare la lingua, trovare casa, lavorare e studiare. La pubblicazione Primi passi in Germania. Guida per un primo orientamento, edita dal Comitato degli italiani all’estero di Colonia e di  Dortmund con il patrocinio dell’Ambasciata italiana a Berlino, racchiude in 76 pagine un grande volume di informazioni, indicazioni. È una vera guida ai diritti per gli italiani che per lavoro o studio scelgono la Germania. Leggi la pubblicazione.

La Cgil: «La cittadella sanitaria non si “perda nella nebbia”»

santannaLa funzione pubblica comasca e la Camera del lavoro di Como intervengono nel dibattito circa il riutilizzo dell’area ex- Trevitex e la riqualificazione del quartiere di Camerlata; torna, perciò, centrale, la proposta per una cittadella sanitaria nell’area dell’ex Ospedale S. Anna di Via Napoleona

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Comunicazione e nuovi media

web radioWeb Radio: una voce per i giovani e per i territori, incontro-workshop martedì 25 febbraio alle 14.30 a Cernobbio nella sala consiliare del Comune di Cernobbio in via Regina 23.

Una «iniziativa, inserita nel Piano di lavoro territoriale per le politiche giovanili approvato dalla Giunta Comunale in collaborazione con la Cooperativa Parsifal di Como che collaborerà con l’Amministrazione Comunale per una valorizzazione dello Spazio giovani appunto anche attraverso l’apertura di una Web Radio». Uno: «Strumento di comunicazione che può essere utile anche all’associazionismo attivo nei campi sociale, della cultura, e dello sport su iniziativa dei giovani ma coinvolgendo un pubblico ben più ampio».

Programma

Primo modulo introduttivo dalle 14.30 alle 16; Esperienze di comunicazione online con e per i giovani: Il giornale online Parsifal. Il metodo utilizzato, le difficoltà e le opportunità; La comunicazione “virale” e le esperienze di Cittadinanza attiva; YRadio. Una Case History di successo. Come è nata e come è attualmente strutturata.

Secondo modulo dimostrativo dalle 16 alle 17.30; Esperienza diretta della Web Radio: Collegamento al sito YRadio; Spiegazione delle attrezzature necessarie e dei percorsi formativi; Fuori Onda: analisi di una trasmissione condotta da giovani. Come si è costruita, le crucialità e le soddisfazioni.

Sono previsti gli interventi di Adriano Sampietro (presidente Cooperativa Parsifal), Laura d’Incalci (giornalista e direttore Parsifal), Monica Molteni (giornalista), Christian Caruso e Christian Alacqua (responsabili YRadio Cooperativa Aeris), Stefano Novati (presidente Vo.Ci.). [md, ecoinformazioni]

Zone economiche speciali

lombardia_svizzeraLa Lombardia imita la Calabria e la Giunta regionale manda al Parlamento un progetto di legge.

 

«Prendendo spunto dal progetto di legge del Consiglio regionale della Calabria che riguarda l’istituzione di una Zona economica speciale nel distretto logistico-industriale della piana di Gioia Tauro, che ha già riscosso pareri favorevoli in Commissione attività produttive, vogliamo fare una legge analoga per Regione Lombardia – ha detto il presidente regionale lombardo Roberto Maroni annunciando un progetto di legge, approvato in Giunta in attesa dell’approvazione del Consiglio, inviato al Parlamento –. La nostra proposta di legge riguarda le circa 76mila imprese che sono attive nella zona che già oggi prevede la Carta sconto benzina, perché lì c’è la massima pressione competitiva da parte del Cantone Ticino e c’è il problema dei frontalieri, cioè i 60mila lavoratori che rischiano adesso di vedere la propria attività compromessa dal referendum svizzero e dalla rinegoziazione dell’accordo sulla doppia imposizione e i ristorni. Sono cose che temo si realizzeranno nei prossimi mesi, per cui serve un intervento urgente».

«Abbiamo preso a modello la legge della Calabria – conclude Maroni – perché è già in discussione in Parlamento e perché, se si fa una cosa del genere per la zona di Goia Tauro, non si può non fare per la Lombardia, che è la locomotiva d’Italia». [md, ecoinformazioni]

La Lombardia rivuole le province

province lombardePalazzo Lombardia avvia un ricorso alla Corte costituzionale contro «un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere». Per Maroni si può intervenire sulle province solo con una modifica costituzionale.

 

«Abbiamo deciso, analogamente a quanto fatto dalla Regione Veneto, di presentare un ricorso alla Corte costituzionale contro la Legge di stabilità 2014 – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni il 21 febbraio scorso –, nella parte in cui prevede che le Province che vanno al voto quest’anno non vadano al rinnovo con la rielezione dei presidenti ma ci sia il commissariamento».

«Riteniamo che questa norma sia incostituzionale, per questo abbiamo deciso di sollevare il conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale – ha precisato Maroni –. Non si tratta di una posizione ostile al cambiamento, ma di una posizione ostile verso un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere. Le Province sono previste dalla Costituzione. Si vogliono abolire? Allora si deve fare con una modifica della Costituzione, non con una norma che mantiene le Province con pieni poteri, ma conferisce a una persona nominata dal Ministero dell’Interno questi poteri che invece devono essere dati attraverso le elezioni, perché così si torna indietro di 40 anni».

«Noi siamo favorevoli a un’evoluzione nel sistema istituzionale – ha concluso il presidente lombardo –: le Regioni devono avere le competenze certe e le risorse certe, attraverso una riforma del Titolo V, e devono poter organizzare il governo del territorio come meglio credono e a proprie spese. Sulle aree vaste deve poter decidere la Regione, che così si può organizzare un proprio governo del territorio, che sia realmente rappresentativo delle sue esigenze. E io, per la Lombardia, voglio essere il regista del disegno di legge istituzionale che decide del mio territorio. Per questo martedì interverrò nella seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle riforma costituzionale e lì riferirò questa posizione della Giunta». [md, ecoinformazioni]

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