Cantù: Palazzetto di corso Europa

bizzozeroBizzozero incontra commissario e perito del Tribunale di Brescia e spera in una soluzione.

 

«Nel corso del pomeriggio di ieri, giovedì 4 settembre 2014, presso il nostro comune, io e l’assessore Di Febo, accompagnati dai nostri legali, professor Ferrari ed avvocato Benedetti, ci siamo incontrati con la dottoressa Stefania Olivari e col dottor Cristian Carini, rispettivamente Commissario giudiziale e Perito, nominati dal Tribunale di Brescia nell’ambito della procedura di concordato preventivo proposto dalla società SF Costruzioni s.r.l. – spiega in un comunicato il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero –. Nel corso dell’incontro la dott.ssa Olivari ed il dottor Carini ci hanno confermato che sono in corso le attività necessarie a valutare la sostenibilità della domanda di concordato proposta da SF Costruzioni, comunicandoci inoltre che tali attività si concluderanno il prossimo 10 ottobre 2014. Se la proposta di concordato venisse per allora valutata positivamente verrà conseguentemente omologata dal Tribunale consentendo in tal modo alla società CMR Edile S.p.a. di subentrare ad SF Costruzioni con conseguente riapertura del cantiere di corso Europa».

«Noi tutti vogliamo ovviamente continuare a sperare che tutto questo abbia effettivamente a verificarsi, ben sapendo che solo così potremo finalmente assistere alla ripresa dei lavori che attendiamo da oltre un anno – prosegue il primo cittadino della Città del mobile –. Da parte nostra, avendo fatto in questi due anni tutto il possibile per vedere finalmente realizzata un’opera che la città attende da trent’anni, valutiamo estremamente positivo il fatto che ora, a differenza dei mesi passati, l’intera vicenda sia supervisionata direttamente dal Tribunale di Brescia, la qual cosa da un lato è per noi motivo di tranquillità e dall’altro giustifica un’attesa che a questo punto, in un modo o nell’altro, è davvero ultimativa e che, senza detta supervisione, che attendevamo da tempo, non avrebbe ormai più alcuna ragione di essere. Ed in effetti, se anche quest’ultima definitiva speranza dovesse risultare frustrata, non resterebbe altro da fare, da parte nostra, che procedere senza indugi a risolvere il contratto, con tutte le conseguenze del caso che da detta risoluzione verranno inevitabilmente a prodursi». [md, ecoinformazioni]

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