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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 11 agosto/ Sara Sostini/ Acqua corrente

Falde acquifere, acquazzoni, acquedotti, acquarelli, acquitrini, l’acqua filtra in ogni ambito (ed ambiente) di vita. La puntata di oggi è dedicata non solo a scandagliare le sfumature degli oceani o quelle del Lario, ma anche a misurare la portata dell’inquinamento prodotto dall’uomo, la profondità degli abissi che inghiottono chi parte verso una speranza al di là dell’orizzonte e la meravigliosa forza di quanti – non più gocce d’acqua, ma sorgenti, cascate e torrenti impetuosi – riescono a mondare la sporcizia traendone forza, impegno sociale e politico, tenacia e (perché no?) creatività.

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19 maggio/ convegno “Como città d’acqua”

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Si trasmette il comunicato stampa con cui il circolo Legambiente di Como invita al convegno Como città d’acqua, che si terrà alla sede della Ca’d’Industria in via Brambilla 61 a Como nella mattinata di sabato 19 maggio, dalle 9,30 alle 12,30.

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Venneri, Bonanomi e Corti/ Fallimentare gestione dei disagi legati all’acqua

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Luca Venneri, Gabriella Bonanomi e Marco Corti, candidati di Lombardia progressista per Como e provincia, commentano la sospensione dell’erogazione di acqua corrente in diverse zone di Como con il comunicato stampa che segue:

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Legambiente: lento miglioramento delle acque del Lario, alcuni impianti non ancora a norma. Appello al buonsenso civile

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Venerdì 7 luglio in mattinata al comune di Como, Legambiente ha presentato il rapporto sul monitoraggio scientifico delle acque del Lario in provincia di Como, effettuate anche per quest’anno dalla Goletta dei Laghi, in collaborazione con Conou e Novamont. Rappresentavano l’associazione in sede: Gisella Introzzi del direttivo del presidio comasco di Legambiente Angelo Vassallo, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Enzo Tiso, responsabile scientifico per Legambiente Como, Lucia Coscia, biologa coinvolta nella raccolta e nell’analisi condotta dalla Goletta. (altro…)

7 aprile/ Acqua, bene comune. Un’utopia?

L’Uni3, l’Università della Terza età di Mariano Comense, invita, venerdì 7 aprile alle 21 nella Sala Civica in piazza Roma a Mariano Comense, all’incontro Acqua, bene comune. Un’utopia?, aperto alla cittadinanza, sul tema dell’acqua, al termine di un anno dedicato a questa preziosa nostra risorsa, analizzata nei suoi vari aspetti: scientifico, antropologico, artistico, geografico, sociale, giuridico ed economico.

«Con l’aiuto di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi nonché membro dell’associazione Contratto Mondiale sull’Acqua, e di Igor Malgrati, ingegnere del Comitato Internazionale Croce Rossa, cercheremo di capire come l’acqua da risorsa è diventata merce redditizia che anima un gigantesco giro d’affari i cui protagonisti sono gli Stati e mega imprese multinazionali, come tutelarci e come permettere che tutti ne abbiano accesso, che tutti possano godere di acqua “buona”, insomma che ci sia veramente un Diritto all’acqua.

Durante l’incontro si spazierà dall’ambito internazionale a quello locale. Si discuterà della disponibilità e dell’uso dell’acqua nel Mondo, anche con gli esempi concreti di alcuni Paesi, tra cui in particolare Yemen e Afghanistan. Fino ad arrivare alla gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Como e quindi anche di Mariano Comense: cos’è successo dopo il Referendum del 2011? come funziona la gestione degli acquedotti nel nostro territorio? come cambierà la bolletta dell’acqua nei prossimi anni? L’incontro è a ingresso libero ed aperto a tutti».

Gestore unico del servizio idrico integrato (Sii).

acquaMartedì 21 luglio il Consiglio provinciale comasco all’unanimità: «Ha ratificato la proposta, già approvata nella seduta del 9 luglio scorso dalla Conferenza dei Comuni dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) con 84 voti favorevoli su 84 Comuni presenti al voto».

«Il Gestore unico della Provincia di Como è previsto che sia Como acqua srl, società in house dei Comuni e dalla Provincia, totalmente pubblica. Il periodo previsto per la convenzione è di 20 anni – annuncia Villa Saporiti –. Sempre nella seduta del 21 luglio in Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la proposta di Piano tariffario del servizio idrico intergrato e il Piano di convergenza tariffaria acquedotto domestico, anche questi approvati nella seduta del 9 luglio scorso dalla Conferenza dei Comuni dell’Ato con 74 voti favorevoli su 87 Comuni votanti».

«L’obiettivo è quello di raggiungere all’allineamento, attraverso un percorso graduale di eventuali aumenti, a un un’unica tariffa per tutti i Comuni della Provincia entro il 2019 – si precisa –. In particolare, per le utenze domestiche dei residenti si parla di 0,516 per l’acquedotto (10,425 per la quota fissa), 0,142 per le fognature (7,818 per la quota fissa) e 0,412 per la depurazione (7,818 per la quota fissa)».

La tariffe saranno comunque aggiornate di anno in anno le previsioni e, «in un’ottica di agevolazione e di sostegno alle attività produttive e a nuclei familiari in condizioni socio-economiche disagiate, varranno valutati in seguito possibili sconti per i grandi consumatori industriali e tariffe sociali».

Le tariffe e gli adeguamenti sono disponibili in Internet www.ato.como.it. [md, ecoinformazioni]

Assegnazioni canoni da imbottigliamento

acquaI nuovi criteri deliberati dalla Giunta regionale sulle acque.

 

«A partire già da gennaio 2015 i canoni da imbottigliamento vengono introitati rispettivamente da Comuni, Provincia e Regione secondo le seguenti quote: il 60 per cento verrà dato direttamente ai Comuni sede di concessione, il 20 per cento alla Provincia competente per territorio e l’ulteriore quota parte, pari al 20 per cento, alla Regione, che la redistribuirà ai Comuni sede di stabilimento d’imbottigliamento – spiega l’assessore regionale lombardo all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi –. In caso di più Comuni interessati dalla concessione per l’individuazione delle Amministrazioni locali beneficiarie della quota del 60 per cento dei canoni di concessione, si tiene conto dell’estensione dell’area di concessione compresa nei diversi territori comunali, tale quota verrà suddivisa in proporzione all’estensione dell’area stessa».

«Novità importanti, perché prima le quote venivano date alla Provincia, che poi doveva redistribuirle, con tempi anche più lunghi, ai Comuni – termina Terzi –. Ora gli Enti locali avranno certezze sui tempi di arrivo delle risorse, con tutti i benefici anche in sede di bilancio. Inoltre, bypassando le Province, si risolve il problema del Patto di stabilità e si danno risorse certe ai Comuni montani per la difesa dell’ambiente e il rilancio turistico». [md, ecoinformazioni]

Como aderisce a Como acqua servizi Srl

3 COMO COMUNEIl Consiglio comunale approva l’adesione alla società per la gestione del servizio idrico integrato.

 

Como acqua servizi

Nessuna preliminare al Consiglio comunale di Como di giovedì 17 ottobre la discussione è ripresa sull’adesione a Como acqua servizi Srl, la società che gestirà l’ambito territoriale ottimale della provincia di Como per i servizi idrici integrati di proprietà pubblica.

Il sindaco aveva già presentato la proposta di delibera e i consiglieri hanno chiesto qualche chiarimento. Ai consiglieri della Lega il sindaco Mario Lucini ha risposto che gli investimenti della nuova società in costituzione saranno finanziati con le tariffe, che potranno anche subire un aumento, mentre uno dei problemi della nuova società sarà dato dalla gestione degli impianti, non tanto per quegli enti, come per il Comune di Como, proprietari degli stessi che ne daranno la gestione in comodato d’uso, ma per quelli di proprietà mista pubblico, privato, dove in via di principio il pubblico dovrebbe riscattare la parte privata, «ma gli enti locali non hanno a breve le disponibilità necessarie», per cui sono in corso ragionamenti su possibili convenzioni a breve e lungo termine.

Dalle opposizioni si è chiesto conto della mancata adesione alla società sin dalla sua costituzione, «avremmo potuto entrare 6 mesi fa ed essere nel Cda» ha detto Laura Bordoli, Ncd, seguita da Ada Mantovani, Adesso Como, e il primo cittadino ha risposto che, date le modifiche che si sarebbero dovute apportare allo statuto societario avrebbe dovuto avere un mandato pieno dal Consiglio per aderire e poi attuare le modiche: «Una facoltà che non sarebbe stata bene accetta a buona parte dei consiglieri».

«L’adesione alla società – a cui hanno già aderito 50 comuni della Provincia di Como – consentirà al Comune di conseguire obiettivi di qualità ambientale e un miglioramento della fornitura all’utenza, di garantire una gestione priva di fini di lucro e la progressiva attuazione del Piano d’ambito previsto dalla normativa per la gestione del servizio idrico integrato – spiega Palazzo Cernezzi –. Per l’ingresso nella società, il Comune verserà una quota capitale e una quota riserva che in totale ammonta a 10mila 344,33 euro».

«Non stiamo facendo una scelta di parte, c’è stato il referendum e la scelta della Provincia, all’unanimità, per la gestione sul nostro territorio con una società a capitale completamente pubblico che copra il costo del servizio con le tariffe», il sindaco ha cercato di convincere le minoranze, che però al voto si sono astenute, salvo Bordoli a favore con la maggioranza.

«Con l’adesione alla società, abbiamo fatto un passo avanti verso la gestione unica del Servizio Idrico Integrato per i prossimi 20 anni – dichiara

Lucini in una nota –. Ora dobbiamo completare il cammino con l’approvazione del Piano d’Ambito. Conseguentemente l’Ato (Ufficio d’ambito della Provincia) potrà affidare la gestione del servizio alla Como Acqua srl. È chiaro che ogni passaggio va affrontato con la massima prudenza e perizia e con la condivisione del territorio».

 

Como nuoto

Alessandro Rapiense ha quindi presentato una per il riconoscimento di un contributo in favore della Como nuoto, una proposta che non ha convito la stragrande maggioranza dell’Assemblea, maggioranza e opposizione, che ha riconosciuto i meriti dell’associazione sportiva comasca, ma non ha voluto dare un contributo specifico al di fuori dei normali canali utilizzati dal’ente per sostenere l’attività sportiva in città. Al voto, contraria la maggioranza, astenute le minoranze, Adesso Como si è trovata sola a sostenere la mozione con Per Como e il consigliere leghista Giampiero Ajani.

 

Vigile di quartiere

Mario Molteni, Per Como, ha invece presentato una mozione di opposizione dal titolo Sicurezza cittadina ed istituzione del vigile di quartiere. Il consigliere ha ripercorso la genesi della proposta, nata come delibera, poi mutata in mozione per cui sono state raccolte 500 firme in città, per cui era stata chiesta l’urgenza, «ma arrivata in aula con 10 mesi di ritardo, data l’insensibilità del presidente che no ha colto il senso di insicurezza in città», ha attaccato.

Non c’è il personale per farlo è stato l’intervento di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, che ha sciorinato i numeri e le mandioni del personale del corpo di polizia locale che dovrebbe effettuare il servizio: «Chi non vuole i vigili di quartiere? Noi non abbiamo i vigili che possono intervenire in un incidente di notte». Dopo gli interventi di Marco Butti, Gruppo misto, che ha rilevato l’assenza dell’assessore competente dall’aula, e di Enrico Cenetiempo, Ncd, entrambi a favore, la seduta è stata aggiornata data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Como aderisce a Como Acqua Servizi srl

acquaLa Giunta del capoluogo comasco vuole entrare nella società pubblica provinciale per la gestione dell’acqua, il documento approderà ora in Consiglio.

 

Lunedì 15 settembre la Giunta Lucini ha dato luce verde alla adesione alla società pubblica Como Acqua Servizi srl: «A cui hanno già aderito 50 comuni della Provincia di Como – ricordano da Palazzo Cernezzi, che – consentirà al Comune di conseguire obiettivi di qualità ambientale e un miglioramento della fornitura all’utenza, di garantire una gestione priva di fini di lucro e la progressiva attuazione del Piano d’ambito previsto dalla normativa per la gestione del servizio idrico integrato».

«Per l’ingresso nella società, il Comune verserà una quota capitale e una quota riserva che in totale ammonta a 10mila 344,33 euro – ricorda una nota –. L’adesione del Comune a Como Acqua costituirà, se confermata dal Consiglio comunale, un passo avanti verso la gestione unica del servizio idrico integrato della provincia di Como, stabilita dal legislatore e di cui si è occupato anche di recente il decreto Sblocca-Italia». [md, ecoinformazioni]

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