Approvato il bilancio del Cfp di Como

provincia_como_saporitiNel consiglio provinciale di martedì 9 dicembre, l’approvazione del bilancio preventivo 2015 e pluriennale 2015-2017 dell’agenzia è avvenuta all’ unanimità. Persistono, invece, i problemi con la legge di stabilità, che impedisce di spendere 20 milioni di euro (il fondo compensazioni forestali)

«Il Centro di formazione professionale è un’ottima scuola e un vanto per l’amministrazione provinciale – spiega la presidente Maria Rita Livio –. Vengono formati operatori che poi trovano quasi tutti lavoro e si offre un servizio a chi voglia specializzarsi. Gli obiettivi sono sempre stati raggiunti, grazie alla dirigenza che ha operato sempre con efficacia e intelligenza. Una prova: il numero consistente e in aumento d’iscritti».
Le fanno eco Ferruccio Cotta (Verso una nuova provincia) e Maria Grazia Sassi (Forza Italia), i quali snocciolano alcuni dati: più di quaranta dipendenti, 10 laboratori, il programma garanzia giovani attivato. Un’agenzia formativa che collabora con le associazioni del territorio, perché «non si dorme sugli allori».
Come da tradizione, l’approvazione avviene all’ unanimità (12 votanti e altrettanti favorevoli).
In chiusura, il gruppo di Forza Italia ha presentato un’interrogazione circa i 20 milioni di euro, congelati da anni e inutilizzabili causa legge di stabilità, che rappresentano il fondo compensazioni forestali. «Vorremmo sapere – chiede Domiziana Giola – quali sono le iniziative già intraprese per sbloccare i soldi».
«Purtroppo – risponde Livio – il deputato Mauro Guerra ha sottoposto un emendamento in cui si chiedeva che la somma potesse essere esentata dal patto di stabilità ed è stato dichiarato non ammissibile. Si proverà a ripresentarlo al senato, dove le regole sono meno rigide. Nell’ ultimo consiglio abbiamo approvato l’assestamento di bilancio sforando di un milione e ottocentomila euro. Se oggi, tout court, decidessimo di spendere quei denari, anche su indicazioni giunte dai comuni e dalle associazioni del territorio, significherebbe sforare di altri venti milioni. Ciò significa una sola cosa: chiudere per sempre la provincia. Al momento, dobbiamo attendere». Il consiglio si chiude con lo scetticismo di Giola, che ritiene difficile l’approvazione di un emendamento precedentemente bocciato alla camera. Ma la speranza, si sa, è sempre l’ultima a morire. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

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