Giorno: 18 Gennaio 2015

21 gennaio/ Commemorazione a Cima di Porlezza

210115 porlezzaMercoledì 21 gennaio alle 9.30 a Cima di Porlezza commemorazione dei 6 partigiani uccisi 70 anni fa dalle brigate nere davanti al cimitero, raduno sul lungolago e corteo, discorso delle autorità civili. Alle 17 inaugurazione della mostra Schiavi di Hitler, presentazione di Valter Merazzi, al Conventino di Tavordo di Porlezza, aperta fino al 20 febbraio, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 18 (su prenotazione anche il mattino dalle 9 alle 12). Organizzano Cittadini insieme con il Comune di Porlezza. Per informazioni tel. 335.6044074, e-mail usavolini@teletu.it.

Romania a Lomazzo

IMG_20150118_163430All’incontro Conosciamo la cultura e la comunità romena,  organizzato da Sel, hanno partecipato una trentina di persone, tra loro la sindaca di Lomazzo Valeria Benzoni. All’iniziativa, resa possibile dalla collaborazione con il  Centro Culturale Italo-Romeno  di Milano, ha partecipato anche il viceconsole di Romania e ha permesso di conoscere alcuni elementi della storia e della cultura del paese. Particolare rilievo ha avuto nell’incontro, coordinato da Alessio Buongiorno, l’attenzione a all’opera di Mihai Eminescu, pseudonimo di Mihail Eminovici, poeta, filologo, scrittore, giornalista e politico romeno. Non è mancata anche la possibilità di gustare alcuni dolci rumeni e di conoscere la musica e i balli del paese. Già on line sul canale di ecoinformazioni gli altri video dell’iniziativa.

Attacco alla civiltà/ Vittime scambiate per colpevoli

mezzacannaMio nonno materno, per indicare una condizione nella quale si era perso ogni riferimento alla realtà con il sovvertimento addirittura dell’unità di misura della lunghezza, diceva: «S’è rotta a mezza canna». L’espressione napoletana si adatta alla situazione attuale non tanto e non solo per l’evidente sovvertimento del clima, che pure ci angoscia, quanto per la perdita di ogni ragionevolezza nel dibattito politico e mediatico. Fino ad arrivare a considerare Greta Ramelli e Vanessa Marzullo colpevoli di essersi fatte rapire e debitrici del denaro, probabilmente speso per liberarle, e a insultare Giuliana Sgrena, rea di averle difese e, prima ancora, colpevole di essere stata rapita e ferita nell’agguato nel quale fu ucciso Calipari. La negazione della realtà spinge giornali e persone a descrivere le vittime come colpevoli ignorando che Greta Ramelli, Vanessa Marzullo, Giuliana Sgrena e Nicola Calipari hanno pagato per noi, al posto nostro, in nostro nome. Mentre si ringrazia la diplomazia italiana del governo Renzi per aver saputo salvare le due ragazze, bisogna rendersi conto che, come nel caso della strage di Parigi, i democratici, le persone libere, i pacifisti, non possono che sentirsi Charlie, Greta, Vanessa, Giuliana e Nicola.

Altro esempio di mistificazione dalla realtà, fortunatamente di minore gravità, si registra in alcune analisi dell’uscita di Sergio Cofferati dal partito che lui aveva fondato. Anche in questo caso la vittima diventa colpevole e gli illeciti (politici e paramafiosi) commessi nello svolgimento delle primarie, dimostrati anche dagli organi di controllo del partito e ora al vaglio della magistratura, non bastano a renderlo vittima (insieme alla democrazia e alla dignità del principale partito di centrosinistra italiano), ma per alcuni ne evidenziano colpe di mancata lealtà per non essere stato zitto, non essersi dimesso dal Parlamento europeo non aver fatto karakiri immolandosi cantando «e sempre allegri bisogna stare ché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam». [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Arci Lombardia/ Grave errore chiudere l’Università Statale di Milano ai No Expo

Arci-2010-lombardiaCon una dichiarazione, Arci Lombardia esprime contrarietà rispetto  alla decisione di chiudere l’Università Statale di Milano ai No Expo.
«Venerdì 16 e sabato 17 gennaio avrebbe dovuto tenersi presso l’Università Statale di Milano una iniziativa della rete no Expo. Il  programma preveda anche un’assemblea nella giornata di sabato,  ma già da venerdì mattina l’Università si è presentata  chiusa agli studenti, ai docenti ed al  personale.  L’Università  è stata chiusa  preventivamente per impedire  lo svolgimento dell’iniziativa.
Come Arci abbiamo un approccio e alcune idee rispetto all’Expo anche  molto diverse dalla rete No Expo che ha organizzato la due giorni, ma riteniamo un errore grave quello della chiusura  dell’Università.  Si è impedito alle idee di circolare libere nel luogo deputato alla costruzione di Saperi; si è impedito a studenti e studentesse, cittadini, di informarsi, sentire e conformarsi  un’idea democraticamente, visto che all’assemblea avrebbero parlato diverse voci e posizioni. La chiusura  e censura preventiva  si è fatta nel giorno in cui sotto le insegne dell’Expo ufficiali, la Regione Lombardia organizza un seminario omofobo e razzista. L’Expo avrà senso se saprà dialogare anche con tutti anche con i propri detrattori.
Se per il Prefetto il problema era  il  timore di incidenti che  sarebbero potuti accadere, ci chiediamo come mai non chiuda tutte le  domeniche gli stadi e i palazzetto, piuttosto che “rischiare”.  Insomma un provvedimento che non ci è piaciuto, lesivo della libera circolazione dei pensieri e della libertà di espressione.
Auspichiamo che l’Università Statale sia in grado di rimediare  prontamente a questo incidente, consentendo il libero confronto tra idee e pensieri anche quando sono scomodi e non “mainstream”.» [Arci Lombardia]

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