Giorno: 24 Gennaio 2015

Ritratto dell’artista da giovane: Faber e Mimmo Dabbrescia al Gloria

Inaugurata, in occasione del tributo a Fabrizio De André, allo Spazio Gloria, la mostra Il giovane Faber con le fotografie di Mimmo Dabbrescia verrà trasferita dal prossimo 6 febbraio a San Pietro in Atrio, in centro a Como, per essere alla portata di un più vasto pubblico.

Le fotografie, realizzate tra 1969 e 1974, mostrano, nonostante fossero destinate a un uso promozionale, un De André non agiografico, ma quasi intimo e familiare. Mentre nella sala del cinema provano i gruppi del tributo serale al più amato dei cantautori, il fotografo Mimmo Dabbrescia racconta volentieri la storia del suo incontro col Faber.

«Io ero a Milano, perché sono del sud, ma professionalmente milanese (del resto in Puglia, cosa vuoi?, allora potevo giusto fotografare i vini), e mi dicono di andare a Genova per delle foto a Fabrizio De André. Ci vado. Solo che lui non c’era. La moglie mi dice “se ne sarà dimenticato, è a Londra”. Io dico “non c’è modo di rintracciarlo?”. Lo rintracciamo e per farlo c’è voluto un giorno intero… L’appuntamento me lo dà di nuovo due giorni dopo e quella volta c’era e anche le altre volte che l’ho fotografato dopo. Mi avevano detto “E’ un tipo difficile”, ma non era vero.»

La storia professionale di Mimmo Dabbrescia comincia prestissimo: a dieci anni a bottega dal fotografo conosciuto dalla famiglia, «Ma la mia scuola è stato il Navale» (nel senso di Istituto Tecnico), poi, trasferito a Milano, entra nell’agenzia News Blitz, dove inizialmente – come gavetta – passa giorni e notti a sviluppare e stampare. «Soprattutto nel ’56, durante la rivolta dell’Ungheria; i Russi impedivano di trasmettere qualsiasi materiale, ma uno dei nostri era riuscito a portare a casa dei rullini, che erano l’unico documento di quanto stava succedendo». Poi è all’agenzia di Fedele Toscani, poi al servizio fotografico del “Corriere della Sera”.

Nasci come fotografo di cronaca quindi? «Certo, il fotografo è di cronaca». Poi quando fonda la sua agenzia, comincia a lavorare con molti settimanali, tra cui quelli che si occupano di spettacolo. Tra gli altri “Tv Sorrisi e Canzoni”. «Sai, adesso molti storcono il naso, ma TV Sorrisi e Canzoni era un giornale da due milioni di copie…». I contatti si ampliano con le conoscenze delle case discografiche: «Facevo le foto che poi venivano usate da tutti i giornali, in base al successo del cantante, ma è vero anche che comparire sui giornali aumentava il successo…». Nel suo archivio c’è Fabrizio De André, così come ci sono Lucio Dalla, Lucio Battisti, Gino Paoli e Ornella Vanoni, e anche i Beatles a Milano. «Con alcuni siamo diventati amici. Johnny Dorelli, per esempio: sono stato l’unico fotografo invitato al suo matrimonio a Meda. Ero ad Ancona e lui mi telefona “Domani mattina alle 10 mi sposo, vedi tu se venire…”. Ho lasciato la macchina ad Ancona e ho preso il treno, viaggiando tutta la notte. Poi tutti volevano le foto, ma non era possibile darle a tutti i giornali, perché Johnny Dorelli prima di sposare Catherine Spaak aveva avuto una relazione con Lauretta Masiero e c’era chi era per l’una e chi per l’altra e allora bisognava stare attenti».

Le foto dei cantanti sono spesso all’aperto, in situazioni non convenzionali. Come lavoravi? «Con una Pentax e una Hasselblad. Le foto di De André sono fatte in gran parte a casa sua». In luce naturale? «Sì, semmai con un flash riflesso sul soffitto. Non mi è mai piaciuto portare le persone in sala di posa». Mostra una foto con Fabrizio e Dori Ghezzi seduti in teatro e dice «Ecco, questa è la sera che si sono conosciuti. Anche se io Dori Ghezzi la conoscevo da qualche anno e l’avevo già fotografata, perché lei era della casa discografica Durium, per cui io lavoravo spesso».

Le storie sono molte, e Mimmo Dabbrescia si concede volentieri anche alle domande del pubblico intervenuto all’inaugurazione della mostra. Ci sono i cantanti, i musicisti, ma ci sono anche gli artisti e i letterati. A chi gli chiede «Se è passato al digitale» risponde: «Sì, ma non per scelta, solo perché non ci sono più i laboratori che sviluppano e che stampano bene». Le fotografie, comunque ci sono sempre. Come le canzoni di Fabrizio, che tra breve, riempiranno il Gloria, per il nono anno.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La mostra al Gloria

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Mimmo Dabbrescia

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Le prove del tributo a De André

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25 gennaio/ Il Requiem di Mozart a Cantù

Il Requiem di Mozart è al centro dello spettacolo di domenica 25 gennaio al Teatro San Teodoro di Cantù (due rappresentazioni: alle 17 e alle 21), in cui la musica sarà affiancato dal racconto delle “Leggende e verità di Costanza, moglie di Mozart”.

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Così lo spettacolo viene presentato da Eduardo Rescigno, autore del testo:

“Costanza, la vedova, e due figli, Karl Thomas di sette anni e Franz Xaver Wolfgang, di sei mesi: questa era la situazione della famiglia Mozart al momento della morte del capofamiglia, nella notte fra il 4 e il 5 dicembre 1791. Mezzi di sussistenza? pochi, per non dire irrisori. Aiuto da parte di amici e ammiratori? inconsistente, se non addirittura nullo. L’imperatore Leopoldo II? qualcosa era disposto a fare, e a dare; ma per stimolare l’appoggio delle autorità, era necessario che il nome di Mozart, e soprattutto la sua musica, continuasse a vivere, a circolare, a essere richiesta. Potremmo stupircene, oggi; ma allora, sul finire del Settecento, non era per nulla consueto riascoltare le opere, le sinfonie, le sonate di un compositore defunto. Bisognava impegnarsi, chiedere, sollecitare; bisognava che i teatri rappresentassero le opere di Mozart, che gli editori stampassero le sue partiture. Per Costanza non esisteva un’altra strada: se voleva sopravvivere, se voleva dare ai figli una onorevole esistenza, doveva dedicarsi a tener vivo il ricordo del marito. Ritornò a fare la cantante, chiedendo anche aiuto ad altre due cantanti, assai più qualificate di lei, le sue sorelle Aloysia e Josepha, e fece più volte eseguire la Clemenza di Tito e l’Idomeneo. Si rivolse a due importanti editori tedeschi, e diede avvio alla pubblicazione di molti inediti mozartiani. Fra questi inediti c’era anche il Requiem, che era necessario giungesse nelle mani del conte Walsegg che l’aveva ordinato e preventivamente pagato; ma poiché era rimasto in sospeso, Costanza fece in modo che diventasse eseguibile, grazie ai completamenti realizzati da Süssmayr, il giovane allievo del Maestro. Ma il Requiem, una volta nelle mani del conte Walsegg, avrebbe potuto perdersi nel nulla, poiché il committente intendeva eseguirlo in memoria della moglie defunta facendolo passare per una propria composizione, e non era nel suo interesse divulgarne l’autentica paternità svelando la sua infantile velleità di compositore. Fu così che Costanza decise di cederlo a un editore, affinché venisse pubblicato con il nome di Mozart: una scorrettezza, non c’è alcun dubbio, che noi tutti siamo propensi a perdonarle. Ed è lei stessa, oggi, a raccontarci con le sue parole questa strana vicenda, che saremmo portati a considerare del tutto improbabile, se non fosse assolutamente vera.”

Orchestra Sinfonica del Lario
Coro Sine Nomine
direttore Pierangelo Gelmini
attrice Elisa Salvaterra

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
“Io ti lascio, oh cara, addio”
Aria per basso e orchestra KV 621 a (Praga, 1791)

“Ave verum corpus”
Mottetto in re maggiore KV 618 (Baden, 1791)

Franz Xaver Süssmayr (1766-1803)
Sanctus in re maggiore (Vienna, 1792)

Wolfgang Amadeus Mozart
Requiem in re minore
per soli, coro e orchestra KV 626 (Vienna, 1791)

Introitus, Kyrie, Dies Irae, Tuba mirum, Rex tremendae majestatis, Recordare, Jesu pie, Confutatis maledictis, Lacrimosa dies illa, Domine Jesu Christe, Versus: Hostias et preces, Agnus Dei, Lux aeterna
testo drammaturgico
Eduardo Rescigno

Inserito nella stagione Prosa
Prezzo dei biglietti: intero € 15,00 – ridotti € 13,00 / € 12,00 / € 7,50

24 gennaio/ Dai diamanti non nasce niente. De Andrè per la nona volta al Gloria

don-gallo-fabrizio-de-andreSabato 24 gennaio lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, organizza dalle 21 la nona edizione di Dai diamanti non nasce niente, la serara di tributo all’arte e alla musica di Fabrizio De Andrè che il circolo Arci Xanadù intitola all’artista dal 2007. Questa edizione sarà dedicata alla memoria di don Andrea Gallo, prete partigiano, fraterno amico di De Andrè scomparso nel maggio 2013. Porteranno un saluto durante la serata dei rappresentanti della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, comunità fondata proprio dal Gallo. Si esibiranno sul palco del Gloria : Gianfranco D’Adda Set da Rescaldina (Mi), Ostinati e contrari Zena  da Genova, Sciaccanuxe da Saronno (Mi), Den Gallo da Gallarate (Va), Renato Franchi & l’Orchestrina Suonatore Jones da Legnano (Mi) e i Sulutumana, noto gruppo d’autore comasco. Walter Pistarini parteciperà con Racconti e Frammenti e la serata sarà condotta dal giornalista e musicista Alessio Brunialti. Alle 18.30 verrà inoltre inaugurata la mostra fotografica Il giovane Faber – nelle fotografie di Mimmo Template Piccolo formatoDabbrescia. La mostra raccoglie i magnifici scatti che il fotografo di fama internazionale Mimmo Dabbrescia realizzò a De Andrè tra il 1969 e 1974. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la galleria Prospettive d’arte di Milano, vanta il patrocinio morale della Fondazione De Andrè presieduta da Dori Ghezzi ed il patrocinio del comune di Como. Entrambi gli eventi sono parte del progetto Luogo Comune realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo. L’ingresso all’inaugurazione della mostra, che resterà esposta fino al 13 febbraio è gratuito, mentre i biglietti per la serata (riservata ai soci e alle socie Arci) sono già disponibili in prevendita a 12 euro presso lo Spazio Gloria negli orari di apertura (tutti i giorni tranne il martedì dalle 20.30 alle 23; il venerdì anche dalle 15 alle 17 e la domenica anche dalle 17 alle 19). [jl, ecoinformazioni]

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