Giorno: 23 Febbraio 2015

Tutti con i frontalieri

FRONTALIERI ALTRIRegione Lombardia e i deputati del Pd comaschi e varesini contro le aziende svizzere che si rivalgono sui lavoratori italiani per il franco forte.

«L’ultima vicenda che ha coinvolto i lavoratori della Exten Sa di Mendrisio è un ulteriore segnale preoccupante dell’atteggiamento di alcune aziende oltre confine che sempre più spesso adottano comportamenti discriminatori e ricattatori nei confronti dei lavoratori frontalieri» affermano i deputati Pd comaschi, Chiara Braga e Mauro Guerra, e varesini, Maria Chiara Gadda, Daniele Marantelli e Angelo Senaldi.

«È inaccettabile che gli effetti del super franco svizzero vengano fatti ricadere sul trattamento dei lavoratori, con un particolare accanimento su quelli frontalieri, senza che ci sia nessun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in un’eventuale trattativa – proseguono i parlamentari democratici –. Proprio mentre si stanno definendo nuovi accordi di grande rilevanza tra Italia e Svizzera, chiediamo che ci sia la massima attenzione del nostro Governo anche su episodi di questo genere, a tutela della dignità dei nostri lavoratori e a garanzia di un rapporto fondato sul rispetto e la reciproca dignità dei due Paesi».

Per questo i cinque deputati hanno scritto anche una lettera ai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni e dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiedere di: «Voler prestare, proprio mentre il Governo italiano si appresta oggi a definire i nuovi accordi bilaterali in materia fiscale tra Italia e Svizzera, la massima attenzione affinché la dignità dei lavoratori frontalieri venga tutelata e garantita, in un quadro di rispetto reciproco tra gli Stati nazionali».

«Riteniamo ingiustificabile che le conseguenze dell’apprezzamento del franco, deciso dalla Banca Nazionale Svizzera, vegano fatte ricadere dai datori di lavoro svizzeri sui lavoratori e, con particolare accanimento, sui lavoratori frontalieri che sono colpiti non solo dalle misure di contenimento dei costi operate da parte delle aziende svizzere – scrivono nella lettera –, ma sempre più spesso anche da veri e propri atti di prevaricazione che si traducono in tagli indiscriminati ai salari, applicati senza alcun criterio né negoziato a livello sindacale, spesso di importo molto superiori ai differenziali di cambio. Oltre al fenomeno del c.d dumping salariale si assiste al rischio, di far arretrare di decenni le condizioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici, italiani e svizzeri» (la lettera).

Anche Regione Lombardia si attiva per i frontalieri e Francesca Attilia Brianza, presidente Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Provincie autonome, intervenuta alla firma del Protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale, siglato in Prefettura a Milano dal ministro Padoan e dal capo Dipartimento federale delle finanze della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, afferma: «Il nostro impegno è rivolto a tutelare gli oltre 60mila lavoratori frontalieri e le loro famiglie e salvaguardare i comuni di frontiera. Continueremo a vigilare sull’evoluzione di questi accordi e in particolare sulle azioni che saranno intraprese da parte di governo e parlamento italiani, ma è fondamentale che i nostri concittadini non siano penalizzati, soprattutto nella attuale situazione di particolare criticità legata alla liberalizzazione del cambio del franco svizzero».

«Ci siamo mossi in questi mesi con interrogazioni, mozioni e interpellanze per sollecitare il governo, abbiamo anche ascoltato in audizione in Consiglio regionale Vieri Ceriani, capo negoziatore da parte italiana, e ci sono state date rassicurazioni: ma noi anche oggi ribadiamo che lavoriamo per evitare i nostri frontalieri possano essere penalizzati da questo accordo – ha sottolineato Brianza –. Noi non abbiamo partecipato attivamente alla predisposizione di questi accordi, ma negli incontri avuti con il negoziatore Ceriani abbiamo chiesto e ottenuto assicurazioni relative al fatto che il trattamento fiscale nei confronti dei frontalieri non subirà variazioni nell’immediato e per questo vogliamo tenere la situazione costantemente monitorata».

Il protocollo, spiega la Regione: «Prevede lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei due Paesi (a regime dal 2017), un nuovo sistema di tassazione dei lavoratori transfrontalieri italiani, ma anche l’uscita della Confederazione elvetica dalla Black List dei Paesi che l’Italia considera non collaborativi in materia fiscale. Questo passaggio è fondamentale per la piena applicazione della Voluntary Disclosure, il provvedimento varato dal governo italiano che ha l’obiettivo di spingere i contribuenti ad autodenunciare i redditi detenuti illecitamente oltreconfine con il pagamento delle imposte dovute e di sanzioni penali e amministrative ridotte».

«Il testo del Protocollo siglato a Milano prevede l’assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all’imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell’imposta prelevabile alla fonte da parte dello Stato del luogo di lavoro. Per quanto concerne la tassazione – è stato sottolineato dai ministri italiano e svizzero – il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà né inferiore né superiore a quello attuale. L’allineamento con la legislazione domestica dovrà essere molto graduale».

Saltano quindi le erogazione dalla Svizzera ai Comuni di frontiera: «Prima avevano i ristorni da parte Svizzera ma il governo ha detto che ora ci saranno trasferimenti da parte italiana – ha terminato Brianza –. È indispensabile che gli impegni del governo siano garantiti anche in futuro». [md, ecoinformazioni]

24-25 febbraio/ Sardegna terra di Giganti

Sardegna Terra di GigantiGaetano Ranieri, Geofisica applicata – Università di Cagliari, e Raimondo Zucca, Storia e archeologia del Mediterraneo antico – Università di Sassari, «presenteranno a Como la recente scoperta in Sardegna di nuovi reperti archeologici, individuati e portati alla luce grazie alla collaborazione interdisciplinare dei loro team di ricerca», martedì 24 febbraio alle 18 nel Salone Enrico Musa dell’Associazione Carducci, in viale Cavallotti 7 a Como, e mercoledì 25 febbraio alle 10 all’Aula Magna del Polo territoriale di Como, in via Castelnuovo 7.

 

«I Giganti di Mont’e Prama (in sardo Sos Zigantes de Mont’e Prama) sono sculture nuragiche di altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri scolpite a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti, sono state trovate casualmente nel marzo del 1974 appunto in località Mont’e Prama, una collinetta che guarda gli stagni di Cabras, nella Sardegna centro‐occidentale – spiega la presentazione –. Sul sito archeologico non ci sono più le palme, che hanno dato il nome al luogo, ma a Mont’e Prama è stata aperta nuovamente l’area già scavata per effettuare ulteriori ricerche, dopo che il team di geofisica applicata guidato del prof. Gaetano Ranieri aveva scandagliato il sottosuolo, palmo a palmo, con le più moderne tecnologie riportando una analisi dettagliata del paesaggio archeologico che ancora si celava sotto terra. Un tesoro che ha pensato a far emergere l’equipe guidata dal Prof. Raimondo Zucca, uno dei primi studiosi ad occuparsi del caso».

«In soli 40 giorni sono arrivati gli impressionanti risultati, come appariva logico non si trattava di una necropoli isolata, ma di un vero e proprio eldorado degli archeologi: in appena 144 metri quadrati di scavo sono stati rinvenuti numerosi blocchi di pietra calcarea, due betili grandiosi, otto tombe, tantissimi modelli di nuraghe, piedi calzati e due giganti praticamente interi – prosegue lo scritto –. A Mont’e Prama si è avviata quella che si può definire la “nuova archeologia”, fatta di incontri quotidiani tra geofisici e archeologi, di discussioni e scavi in diretta e d’interpretazione all’istante. Il connubio tra archeologia e nuove tecnologie verrà così raccontato a Como dalla viva voce dei due protagonisti, con l’ausilio di proiezioni». [md, ecoinformazioni]

Modifica al progetto del monumento di Libeskind

monumento-libeskind-renderingBloccato il cantiere, la diga non regge il carico, per Spallino: «Allo stato attuale non è possibile autorizzare l’avvio dei lavori».

 

«Il responsabile del procedimento, architetto Giuseppe Cosenza, preso atto della documentazione presentata in data 17 febbraio relativamente alle prove di carico effettuate sulla diga foranea, ha chiesto, già nella medesima giornata, al Consorzio Como Turistica di depositare l’adeguamento del progetto – spiega il Comune di Como –. Insieme all’adeguamento dovrà essere consegnato anche il necessario aggiornamento della validazione del progetto stesso. A seguito della trasmissione del progetto aggiornato e della relativa validazione, l’amministrazione comunale, sulla base della tipologia delle modifiche progettuali e dei relativi valori economici, provvederà ad accertare la sussistenza o meno di varianti sostanziali e a definire il successivo sviluppo del  procedimento». [md, ecoinformazioni]

Nuovi 5 negozi storici nel Comasco

negozi storici regione lombardiaSono: Ornaghi Market di Cabiate; Bianchi Giovanni Srl di Lipomo; Trattoria Capanna di Lurago dErba; Edicola di Sironi Delia di Mariano Comense; Ristorante Gnocchetto di Solzago.

 

«In un periodo caratterizzato da un ciclo di vita alquanto “breve” degli esercizi commerciali, c’è chi resiste e porta avanti con orgoglio – e spesso con fatica – la propria attività da molti anni, ricevuta in eredità dai genitori o addirittura dai nonni» esordisce un comunicato di Confcommercio Como che ricorda come Regione Lombardia abbia: «Deciso di premiare quelle imprese che si sono distinte per aver superato i 50 anni di attività, dichiarando attraverso l’ultimo decreto, altre 27 storiche attività presenti in tutto il territorio lombardo, cinque delle quali presenti in provincia, e tutte associate a Confcommercio Como».

«La storia dell’Ornaghi Market di Cabiate (1963) ha radici profonde – prosegue la nota ricordando i premiati –. Infatti le prime tracce dell’impresa risalgono intorno al 1880 in provincia di Monza dove il bisnonno Angelo aprì il primo negozio alimentare che divenne tappa dei conducenti dei carretti che si spostavano da Monza a Milano. Il più grande dei cinque figli, nonno Ugo, tornato dal fronte dopo la morte del padre, cominciò a lavorare nel settore e nel 1951 aprì a Cabiate un panificio-salumeria in via Matteotti 51, trasferito poi al numero 39, gestito attualmente dal nipote Ugo Ornaghi, dalla moglie e il figlio giungendo così alla quinta generazione. Bianchi Giovanni Srl di Lipomo (1925) fu fondata originariamente nel 1866 dal bisnonno Giovanni Bianchi – che sorgeva in via Milano 26 – specializzata nelle produzione di scialli e stole. Nel 1966 entra come socio il sig. Giovanni Mason, diventando poi titolare dell’impresa. Dopo alcuni spostamenti, la ditta viene trasferita nella sede attuale di via Oltrecolle a Lipomo, che nel 2010 passa al figlio Riccardo Mason. La Trattoria Capanna di Lurago d’Erba invece, dal 1947 porta in tavola le specialità tipiche della Brianza. Riccardo e Antonio sono gli attuali titolari dell’impresa che portano avanti la storica attività di famiglia. Edicola di Sironi Delia di Mariano Comense (1956) venne aperta dal sig. Sironi che nel 1960 inserì all’attività di cartoleria anche la vendita di giornali e riviste. Nel 1988 i figli Delia e Donatello rilevano l’attività, che da 59 anni viene svolta negli stessi locali. Il Ristorante Gnocchetto di Solzago (1962) fu costruito nel 1910 lungo il tracciato della linea del tram Como-Erba-Lecco. Nei primi anni di attività era una locanda con alloggio e nel 1927 la famiglia Sozzi rilevò la gestione della locanda senza più abbandonarla. Con il passare degli anni e con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, divenne prima alloggio per gli sfollati milanesi e poi ristorante, dove oggi si può assaporare una cucina sempre più curata». [md, ecoinformazioni]

Wwf contro l’autosilo di viale Varese

parcheggio-viale-varese-interrato-2L’associazione ambientalista si schiera contro la proposta del Comune di Como per un nuovo posteggio contro le mura cittadine.

 

«Il Wwf Como si esprime sulla proposta di realizzare un autosilo in viale Varese, con conseguente abbattimento di una settantina di essenze arboree, chiedendo all’amministrazione comunale di evitare uno scempio ambientale e un danno permanente alla città – afferma un comunicato del Wwf comasco dato che – l’opera in esame non solo comporterebbe il sacrificio del pregevole viale alberato, ma altresì il futuro aumento del traffico veicolare privato che la struttura di per sé attirerebbe e del relativo inquinamento atmosferico, senza contare i notevoli disagi che la cittadinanza dovrebbe sopportare per tutta la durata dei lavori».

«Una durata che inoltre risentirebbe delle problematiche relative ai probabili ritrovamenti archeologici che avverrebbero nel corso degli scavi, nonché a quelle concernenti l’ambito idrogeologico, con inevitabile slittamento delle tempistiche previste – dichiara Pierangelo Piantanida, presidente dell’associazione ambientalista comasca –, così che il rischio di trovarsi di fronte a un altro cantiere infinito in città è tutt’altro che remoto».

«E questo di fronte a un’opera la cui reale necessità è tutta da dimostrare – termina la nota – poiché al contrario contrasta con le più avvedute teorie urbanistiche e di fluibilità del traffico, che vedono invece collocare tali strutture al di fuori dei centri urbani, ad esso collegati con una funzionale ed efficiente rete di trasporti pubblici». [md, ecoinformazioni]

24 febbraio/ Tessuti, colori, abiti, nei personaggi degli affreschi della Basilica di Sant’Abbondio

tessuti in sant'abbondioConferenza di Francina Chiara martedì 24 febbraio alle 18.30 alla Fondazione Antonio Ratti, a Villa Sucota in via per Cernobbio 19, organizzata con gli Amici dei musei, in collaborazione con la Basilica di Sant’Abbondio, l’Università dell’Insubria e l’Università popolare di Como. Per informazioni 031.3384976, e-mail info@fondazioneratti.org.

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