COMO COMUNEPalazzo Cernezzi non riesce ancora ad arrivare all’approvazione de nuovo Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. Le nuove tariffe entreranno in vigore dall’anno prossimo, approvato un ordine del giorno per impedire di concedere spazi a quelle formazioni politiche che non si riconoscono nel dettato costituzionale antifascista.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 23 marzo Roberta Marzorati, Per Como, ha chiesto novità sulla Casa albergo di via Volta «l’assessore dice sempre che il bando è pronto…», Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha posto il problema del passaggio in via per Civiglio dopo le frane, sarebbe vietato ma non c’è chi passa lo stesso, la collega di gruppo Ada Mantovani ha parlato della «situazione imbarazzante delle concessioni cimiteriali», essendo cambiate le regole, mentre alcuni cittadini hanno ottenuto precedentemente concessioni e non sanno più bene ora che ne sarà, per ultimo Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto quanti termineranno i lavori in viale Giulio Cesare «i lavori si sarebbero dovuti concludere a novembre…»

 

Occupazione di suolo pubblico

Insediata l’assemblea la discussione è ripresa sugli emendamenti al nuovo Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. La maggioranza ha approvato solo proposte di modifica formali, presentate dalla maggioranza stessa, o modifiche che portano ad un chiarimento del testo, come quello di Giampiero Ajani, Lega, sui cartelli «si parla di dimensioni contenute, ma come si possono definire?». Tra gli altri, il sindaco Mario Lucini ha proposto un emendamento, approvato, per applicare le nuove tariffe a partire dal primo gennaio del 2016.

La discussione si è accalorato durante la discussione di un ordine del giorno, presentato da Luigi nessi, Paco-Sel, che invita il sindaco a non concedere spazi a movimenti che non si riconoscano nei valori della Costituzione e nell’antifascimo «nella nostra città Messaggera di Pace in cui è presente il monumento alla Resistenza europea». Scatenate le opposizione per Rapinese si tratta di «un documento ideologico, privo di contenuti concreti, fuffa», per Butti «ci fu in passato un tentativo di eliminare un partito al quale mi ispiro, il Movimento sociale italiano, al quale mi ispiro, ma poi no si riuscì in quell’intento», di provocazione e offesa ha parlato Sergio Gaddi, Fi, per cui il documento reca «pesanti e nocive incrostazioni ideologiche». Per cercare di convincerli Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha argomentato: «Ci sono state in passatp organizzazioni contro la Costituzione non solo Forza nuova, ma anche i centri sociali». In difesa della proposta sono intervenuti Italo Nessi, Como civica, «della gente ci ha lasciato la pelle per difendere i valori costituzionali», Andrea Luppi, Pd, «abbassare la guardia non è buona cosa», mentre il sindaco ha dichiarato di «avere sempre tenuto conto dei contenuti di questo ordine del giorno in questi ultimi due anni e mezzo». Al voto la proposta è passata con i voti della maggioranza, più Marzorati, astenuti sindaco e presidente del Consiglio, Stefano Legnani, Mantovani e Diego Peverelli, Lega, contrarie le opposizioni.

Alle dichiarazioni di voto finali scontata la contrarietà delle minoranze, mentre, unico della maggioranza, Luppi si è espresso favorevolmente definendo il regolamento un successo politico «dopo anni di disinteresse» attaccando l’opposizione, «già in campagna elettorale», per la lunghezza della discussione «più di un mese di sedute», e per alcuni interventi definiti come sproloqui con ricostruzioni faziose. Un intervento a ridosso della mezzanotte che ha riavvivato gli animi e con l’intervento di Enrico Cenetiempo, Ncd, e la prenotazione per parlare di Peverelli si sono prese un contentino facendo rimandare la votazione del provvedimento alla prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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