Biodiversità in Erba

erbaciviltacontadinaLa tredicesima Giornata della Civiltà contadina si è svolta a Crevenna-Erba domenica 17 maggio. Il resoconto di Teodoro Margarita, da decenni custode dei semi e della natura, paladino della lotta contro chi attacca la biodiversità,  i diritti delle persone e l’ambiente.

Una domenica a Erba. E così se n’è andata, questa domenica a Crevenna. Sono venuti tanti amici, per la tredicesima volta ed hanno trovato tantissime piantine, grazie Alice!, ci hanno portato due ragazzi da Maslianico palmette ed allori: simbolo di festa, di gioia, grazie. C’era tanto buon cibo fatto in casa, pane buonissimo, marmellate, sorbetti con frullati, farinata di ceci… C’erano gli abbracci di chi si conosce da sempre e i sorrisi curiosi di chi veniva per la prima volta. Il parco di Villa San Giuseppe era più frequentato quando c’era la biblioteca, un posto che sta decadendo, in alcune parti puntellato, peccato, ma è meraviglioso con le piante antiche e le piccole grotte, il laghetto artificiale… senz’acqua. Il torrente Bova che vi scorre sotto, l’edificio seicentesco con l’orologio, il colonnato solenne, i massi avelli megalitici, uno viene da Fraino. Dovremo raccontarle queste domeniche di maggio, tredici domeniche una diversa dall’altra. Uno dei primi scambi di semi d’Italia, nato qui, per iniziativa nostra. Mi son voltato all’indietro con lo sguardo ed ho pensato che qualcuno di quei volti non c’è più, ciao Nazareno! ed invece tanti erano bambini e sono dei ragazzi o addirittura non erano ancora nati ed adesso fanno scorribande nel prato. Sono tredici anni e qui dentro non abbiamo mai visto una Coca cola, una barretta Nestlè: tutta roba che abbonda dentro Expo. Ieri abbiamo discusso del Neem, una pianta benefica che ha mille proprietà curative per la terra e gli uomini, abbiamo spiegato con Gigi, cosa sia questo sconosciuto, maledetto Ttip, abbiamo ragionato di Expo “Affamare il pianeta-Energie per la morte”, venuto per noi da Milano, con Andrea, tra gli organizzatori della May Day del primo maggio. Qui nella frazione, il villaggio di Crevenna con la sua chiesetta col campanile caratteristico, non ci sono centri commerciali e così, chi viene qui, vive una scampagnata felice d’altri tempi tra persone che se non si conoscono, trovano l’atmosfera giusta per farlo. Civiltà contadina, ci chiamiamo: e non era questa,in fondo? Lo stare insieme, mangiare quattro cose alla buona, parlare, noi non abbiamo mai pagato i nostri relatori, e nemmeno chi viene a cantare e suonare e sono stati tanti, una giornata che già nelle sue forme è diversa, antica. Decisamente noi andremo oltre, oltre Expo, oltre i milioni e milioni di euro, oltre gli Ogm, il cemento, le mafie. Se il mondo si salverà sarà per merito dei bambini che giocano a nascondino nel parco, della cagnolina Gina che li rincorre, vuol giocare anche lei, se il mondo si salverà, lo salveremo qui, lontano dalle città, dai centri di potere. Chi non è mai venuto alle nostre giornate non sa cosa si perde. Qui confabulano capelli bianchi e giovanotti zazzeruti, mani callose e signorine che hanno solo un balcone, per i vasi. Qui, le nostre giornate di Erba, tredici anni di storia e sembrano secoli o un lampo, abbiamo portato un mondo a conoscersi e chi è venuto non se n’è mai andato senza una pianta, un sorriso, un abbraccio. All’anno prossimo, arrivederci. [Teodoro Margarita]

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