Teodoro Margarita

Obiezione digitale

Mi  domando, mi chiedo, mi dico. Ogni minuto, l’orario è là, in fondo sulla destra del pc, durante le lezioni della dad. Mi sento svuotato. Mi sento deprivato. Ininfluente. Per poter solamente accedere devo digitare tre password. Qualche volta sbaglio un trattino, un puntino, una lettera, un numero: devo ricominciare daccapo. Se fossi un cyborg, non sbaglierei neppure una volta. Se fossi un cyborg sarei sempre puntuale. Non dovrei nemmeno attivare il libro digitale. Sarei io il libro digitale. Se fossi un cyborg potrei somministrare verifiche e controllare in tempo reale. Sarei anche la videocamera e sarei lo stesso pc degli alunni.

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ecoinformazioni on air/ Minacce e insulti a Teodoro

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Metroregione di Radio Popolare il 10 ottobre alle 7,15. Teodoro Margarita è un insegnante comasco, radicalmente di sinistra, ambientalista da sempre, custode dei semi antichi e collaboratore del Manifesto.

Da ieri è nel mirino della macchina dell’odio sempre attiva sulla pagina facebook del capitano della Lega anche dopo la sua auotodefenestrazione dal governo.

Il video Local team che sulla pagina di Salvini ha già migliaia di visioni è di quest’estate a Lampedusa.

Teodoro urla nel video le colpe della Lega e la sua inumana scelta di lasciare morire in mare i naufraghi e ricorda i 49 milioni rubati, meritandosi l’attenzione non solo del segretario leghista ma anche dei suoi assatanati seguaci che nei 7000 commenti al post danno sfogo a una mostruosa serie di insulti e di minacce di morte.

Comprensibile la rabbia di chi ha perso il potere e non può più utilizzare la bufala dell’invasione dei migranti per ottenere consenso, inaccettabile la volgarità e l’illegalità di alcuni che Teodoro Margaerita denuncerà alla Polizia postale. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Biodiversità in Erba

erbaciviltacontadinaLa tredicesima Giornata della Civiltà contadina si è svolta a Crevenna-Erba domenica 17 maggio. Il resoconto di Teodoro Margarita, da decenni custode dei semi e della natura, paladino della lotta contro chi attacca la biodiversità,  i diritti delle persone e l’ambiente.

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400 in difesa di cedri e cascata

Più di 400 persone domenica 14 marzo 2010 al concerto – protesta dei Sulutumana ad Asso contro la costruzione di un supermercato nell’area della Vallategna.

«Un concerto che non avremmo mai voluto fare». Con questa parole Gian Battista Galli dei Sulutumana ha aperto il Vallategna day, pomeriggio di pacifica protesta contro l’abbattimento dei cedri  di via Matteotti e la costruzione di un punto vendita della catena Iperal in uno spazio verde ai piedi della cascata della Vallategna al quale hanno partecipato più di 400 persone.
Tra le prime canzoni proprio Liberi tutti con quadri di vita assese: il baccano della cascata grossa dopo che ha piovuto,  le biciclette tutte sgangherate e il viale con i tigli, la fontana le panchine ed il cippo del soldato che nessuno lo conosce.
«La cascata è di tutti – ha spiegato uno dei promotori del comitato locale -, vogliamo poterci avvicinare, sederci a guardarla, tutelare il ponte vecchio e il sito di archeologia industriale».
«Questa è una strada molto trafficata – ha continuato Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente Ilaria Alpi di Merone – immaginatevi cosa potrà diventare dopo la costruzione di un centro commerciale, magari aperto anche la domenica. I terreni sotto la cascata non avevano nessun valore e adesso dopo la delibera assurda del consiglio comunale il prezzo è salito alle stelle: questo si chiama speculazione edilizia. Vogliamo sperare che i consiglieri abbiano preso un abbaglio, siamo ancora in tempo per fermare tutto e la forza sono le persone come voi».
Una battaglia anche per i bambini, che hanno il diritto di continuare a vedere i cedri nel loro futuro e in loro onore ecco il gemellaggio dei possenti alberi valassinesi con «la più enorme di tutte le piante», cioè il Baobab del Piccolo Principe, che ha coinvolto adulti e piccini in una forma di protesta divertente: «Chi non fa la lepre vuole abbattere i cedri».
«Questo momento non è che l’inizio della lotta per salvare i cedri e la cascata – ha concluso Teodoro Margarita, uno degli animatori della protesta insieme al Gruppo naturalistico della Brianza e alla lista civica Asso Viva –, il movimento si deve irrobustire perché non si tratta di una questione solo assese, ma riguarda tutta la valle, la provincia, tutte le persone che sono sensibili al concetto di bellezza. Questo è un frammento di bellezza da lasciare intatto e consegnare alle generazioni future. Quando arriveranno le ruspe (si parla di pochi mesi) non ci faranno paura perché saremo in migliaia, anzi se saremo in migliaia le ruspe non arriveranno».
Per il futuro sono già in programma numerose iniziative: il 21 marzo, inizio della primavera e Giornata internazionale della poesia, una lettura di poesie sugli alberi proprio ai piedi dei cedri, poi la proiezione del film L’uomo che piantava gli alberi tratto dal celebre libro di Jean Jono e un ciclo di letture itineranti in tutta la valle.
Nel frattempo il Gruppo Ilaria Alpi ha avviato una raccolta fondi per finanziare perizie tecniche e pareri legali e per proseguire con la sensibilizzazione alla difesa dell’ambiente. [Antonia Barone, ecoinformazioni]

 

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