Giorno: 25 Giugno 2015

Una farfalla ci salverà

La farfalla dell’Amazzonia che dà il titolo al libro presentato nella serata di giovedì 25 giugno nell’ambito di Parolario è quella stessa il cui battito di ali può provocare uno sconvolgimento al capo opposto del mondo?

Forse no, ma certamente dovrebbe essere in grado di scuotere le coscienze.

La farfalla è evocata dal titolo Amazon Butterfly in realtà perché lo stato dell’Acre, territorio che fa parte della grande area amazzonica, ha la forma di una farfalla, incastrata tra Perù, Bolivia e gli altri stati brasiliani di Amazonas e Rondonia. Ma davvero le vicende recenti di questo territorio, cui anche Como ha contribuito costruttivamente, dovrebbero scuotere le coscienze, mostrando come, nel solco tracciato da Chico Mendes, i seringueros stiano difendendo la foresta e contemporaneamente il pianeta e insieme i diritti fondamentali delle persone e la possibilità di uno sviluppo sostenibile.

Nel corso della presentazione sono stati affrontate le diverse sfaccettature di queste complesse vicende, da quelle ambientali a quelle politiche, da quelle nutrizionali a quelle imprenditoriali, finanche a quelle filosofiche. Sono tutte parti di un più ampio discorso che – appunto – tocca, o forse meglio dovrebbe toccare, molto da vicino anche le società occidentali. Al centro vi è la questione ecologica nel suo senso più ampio e più vero, cioè la sopravvivenza dell’ambiente e del suo rapporto con le comunità umane. Per questo – nel corso della serata – vengono evocate non solo memorie della lotta per la difesa della foresta amazzonica, ma anche l’attualità delle migrazioni dal sud al nord del mondo (e, sia pure più velatamente, anche quelle in direzione contraria di qualche decennio fa) così come le riflessioni sull’essenza stessa dell’umanità da Platone e Plotino fino ad Heidegger.

Testimonianza concreta di questo complesso intreccio di questioni è il libro, edito da Artigiani di pace (e distribuito da NodoLibri), promosso a sostegno del progetto per lo sviluppo sostenibile dell’Acre, ideato e scritto da Alfredo Vanotti – recentemente scomparso – e Giovanni Moretti. Per convincere della bontà – in senso proprio – dell’iniziativa il libro presenta una serie di prodotti alimentari della foresta amazzonica (frutta, tuberi, pesci) accompagnati da gustose ricette che possono stimolare l’introduzione di questi prodotti “esotici” nel gusto delle latitudini europee.

A dimostrazione che non solo un altro mondo, ma anche un altro gusto è possibile. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Video/ Work is progress

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Con l’introduzione di Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel, si è aperto il 25 giugno nella sala piccola dell’ex Circoscrizione 6 di Como l’incontro Work is progress. Un dibattito ampio e vivace, forse favorito dalla modesta presenza di pubblico che ha dato all’incontro un veste seminariale e ha permesso ai relatori (Giuseppe Callisto, Antonio Femia, Gerardo Larghi, Marco Lorenzini, Rosaria Maietta, Ettore Onano, Paolo Sinigaglia, Ivan Talloru) sindacalisti e personalità politiche del territorio di andare nell’analisi della situazione molto oltre la denuncia dell’inadeguatezza e la pericolosità dei provvedimenti imposti dal governo Renzi per indicare i principali punti di crisi del lavoro in Italia e nel nostro territorio e arrivare a ipotizzare, se non soluzioni, almeno percorsi per avviarne la ricerca. Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa. 

Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa. 

Parco del Bersagliere, Latorraca: «rispettare il principio di legalità»

10923560_419234121568174_6639323614603765602_n«Chi fa politica – scrive Vincenzo Latorraca, Lavori in Corso, sul suo blog – ad ogni livello, a partire da quello locale, si assume delle responsabilità. Può capitare che la vis polemica possa indurre taluni ad affermazioni sopra le righe. Altri, ritenendo lecita ogni critica, anche personale, arrivano all’ offesa. Non mancano, purtroppo, gli insulti. C’è però un limite insuperabile: la norma giuridica»

 

«Non si tratta – continua –  di un’astratta linea di confine, ma di una regola di convivenza: norme di relazione e di azione che disciplinano l’agire dei cittadini e delle amministrazioni. L’insulto, in astratto è un fatto di reato, perseguibile a querela della persona offesa. L’agire delle amministrazioni pubbliche deve rispettare il principio di legalità. A fronte della violazione di norme che disciplinano un’attività regolamentata, come ad esempio quella edilizia, l’amministrazione non può che tenere un’unica condotta: reprimere l’abuso. Il potere di vigilanza, sempre nello specifico ambito edilizio, impone agli organi preposti (e non si tratta di quelli che esprimono l’indirizzo politico-amministrativo come il Sindaco, la Giunta o il Consiglio) di avviare il procedimento sanzionatorio a seguito di una denuncia. Non vi sono opzioni alternative o scelte che possano essere dettate dal tanto abusato buon senso. Ecco la ragione per cui è assolutamente inaccettabile l’inutile vociare di quegli esponenti del P.D. che, a fronte di responsabilità proprie ed evidenti di chi avrebbe agito nell’illegalità, vorrebbero ascrivere alla maggioranza che amministra la città colpe inesistenti sulla vicenda del parco del Bersagliere. Lic e C.R. non hanno, in alcun modo, determinato la situazione attuale. Al contrario: questa Maggioranza, accogliendo le osservazioni presentate dal partito democratico, ha riconosciuto nel Piano di Governo del Territorio, con grande senso di responsabilità, la vocazione del comparto, prevedendo la destinazione a servizi di interesse generale. Per poi essere ripagati con la cattiva moneta delle gratuite illazioni, strumentali a polemiche sterili e di bassa lega. A Cantù abbiamo bisogno di elevare il livello della politica, nell’interesse della città e nella consapevolezza (che la maggioranza ha dimostrato di avere) che l’ordinamento non segue il barometro o le inaccettabili baruffe chiozzotte di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità lanciando inutili proclami». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

La scuola di Renzi/ Una follia ideologica di autoritari dementi

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Mentre sembra essere avviata a conclusione vittoriosa la battaglia del governo Renzi contro il Parlamento per imporre senza discussione il testo della “deforma” della scuola, cresce nelle scuole la rabbia e la più radicale presa di distanza dalle idee autoritarie e devastanti che delineano la “buona” scuola del capo del Pd.  Il commento sul maxi emendamento del governo di Andrea Bagni, vicedirettore della rivista comasca école: «… è una follia ideologica di autoritari dementi». L’oltraggio, la violenza alla cultura, alla scuola e a chi lavora nella formazione è così grave da generare non solo opposizione diffusa, ma anche disgusto e voglia di andarsene.

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