Giorno: 8 Luglio 2015

Lucini chiede di rivedere il Fondo di solidarietà

Lucini02«I criteri sono inspiegabili, ingiusti, insostenibili. Siamo il secondo capoluogo in Lombardia e il sesto in tutta Italia per contributi versati» afferma Lucini ritenendola una sperequazione inaccettabile.

Il sindaco di Como Mario Lucini ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, trasmessa per conoscenza anche a Roberto Scanagatti, sindaco di Monza e presidente Anci Lombardia, e ai parlamentari comaschi, sul Fondo di solidarietà. Tutto nasce dalla richiesta di 11,3 milioni al capoluogo lariano, mentre città con una popolazione simile pagano molto meno come Varese, con 6,7 milioni.

«La nostra non è una guerra ma è una richiesta di aiuto – dichiara il sindaco di Como Mario Lucini –. L’attuale sistema alla base del fondo di solidarietà va rivisto, i criteri sono inspiegabili, ingiusti, insostenibili. È una questione urgente e che mette a rischio la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini ancor più del patto di stabilità che pure andrebbe rivisto. In più sedi abbiamo presentato le nostre perplessità ma senza grandi risposte e non sapendo più a chi rivolgermi ho scritto ieri al presidente del Consiglio».

«Mi sono preso la briga insieme al consigliere Marco Tettamanti [capogruppo di Como civica] di mettere in fila tutti i comuni capoluogo – prosegue il primo cittadino –. I criteri di ripartizione sono oscuri e si richiamano a voci relative a Imu/Tasi probabilmente riferiti a dati storici. La leggibilità dei dati e dei criteri è difficile e i risultati incomprensibili. Il 20% delle entrate tributarie i cittadini comaschi le girano allo Stato. Mi piacerebbe capire perché i valori Imu di Varese e Bergamo siano così diversi da quelli di Como e questo comporti che i comaschi contribuiscano di più al fondo rispetto a Varese e Bergamo».

«Como con 133,28 euro per abitante è la seconda città in Lombardia dopo Milano (183,95 euro) a versare più contributi al fondo – precisa una nota di Palazzo Cernezzi –. Dopo Como si trovano Lecco (128,48 euro), Lodi (107,13 euro), Monza (104,36 euro), Brescia (103,16 euro)».

«A livello nazionale Como è al sesto posto dopo Olbia, Siena, Milano, Padova, Roma – aggiunge Lucini –. Non metto in discussione il principio del fondo, è logico ridistribuire le risorse per ridurre le sofferenze dei comuni più deboli ma è inaccettabile la sperequazione che esiste con i comuni vicini e con una storia simile come Varese e Busto Arsizio» (il confronto con altre città). [md, ecoinformazioni]

Sdrive – in /Quattro motivi più uno

sdriveLunedì 6 luglio alle 21.30 inizia all’Open di Villa Geno la rassegna di cinema all’aperto Sdrive-in, con la proiezione di Animal House; il primo di quattro lunedì in cui il grande schermo mette piede fuori dalle sale, sommandosi ai mercoledì e ai giovedì in piazza Martinelli.

I posti sono tutti occupati, ma perché non cercare in streaming uno dei quattro titoli cult e scomodarsi tanto? O perché rivedere un film già conosciuto? Perché sfido chiunque a chiudersi in casa con il caldo sahariano che ci sta facendo assaporare quest’estate, e l’aria che soffia dal lago è meglio di qualsiasi ventilatore. Perché vedere tante persone sulle sdraio vicino a te guardare un film e ridere è una sensazione di relax contagiosa, quindi penso: «davvero quel guidatore nervoso che mi suona se non gli cedo il passo sa sdraiarsi innocuo sulla schiena come me?». Perché il cinema all’aperto ha un fascino senza tempo, come i film americani che mostrano assembramenti di macchine nel secolo scorso riunirsi a vedere una pellicola, ma con un audio e un immagine oggi di ottima qualità. Perché Animal House, Paura e delirio a Las Vegas, I guerrieri della notte e Il grande Lebowsky sono si film leggeri, ma dei modelli nel loro genere, scimmiottati da altri film che proprio non riescono a far ridere.sdrive3

Animal House ormai è stato proiettato, però ci sono altri tre lunedì dove si ha la possibilità di esserci. Per chi non fosse ancora convinto di provare a sbirciare che aria tira all’Open, c’è un ultimo motivo: anche un imprevisto diventa un valore aggiunto. Giusto prima della fine del film, quando la confraternita più pazza di studenti del college sta per prendersi la decisiva rivincita con lo scherzo del secolo, il proiettore si ferma per alcuni minuti a causa di un calo di elettricità. Ma la fretta sembra davvero scivolare sulle sdraio, e non ghermisce nessuno. Solo un’occasione per scambiare due parole con il vicino senza disturbare, guardare il cielo e vedere le luci dell’altra sponda specchiarsi nel lago, tremanti come i sorrisi del finale del film poco successivo. [Stefano Zanella, ecoinformazioni – foto Marisa Bacchin]

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