Como foto social club/ Volti e gesti del lavoro

comofotosocialclubAnticipiamo dal 515 del settimanale ecoinformazioni il Como foto social club Volti e gesti del lavoro a Como di Fabio Cani. Sfoglia on line il 515.

Non solo la grande industria ha lasciato tracce iconografiche capaci di restituire il senso e l’atmosfera del lavoro, che nel corso degli ultimi decenni ha conosciuto una profonda mutazione, ma che non è scomparso, nemmeno nelle sue caratteristiche più manuali. Anche il lavoro individuale, artigianale, domestico, è stato ripreso e raccontato. Se è vero che nel territorio lariano è mancata una scuola di fotografia “sociale”, è anche vero che molti operatori, professionali e dilettanti si sono industriati di testimoniare le diverse sfaccettature del territorio, anche quelle meno “turistiche”. Ecco allora che dall’archivio di immagini della casa editrice NodoLibri è possibile estrarre una piccola, ma significativa scelta di fotografie, distribuite lungo tutto l’arco del Novecento, per mostrare i volti e i gesti dei lavori del territorio. Ci sono i grandi settori dell’economia locale: la seta con la fase più familiare della bachicoltura, il legno, l’agricoltura con la raccolta dell’uva ormai scomparsa e quella delle olive recentemente ripresa. C’è la contadina “più bella del Lario” accanto ai manovali impegnati nella costruzione di una delle tante strade moderna. Ci sono i trasportatori delle imbarcazioni lacustri e i bambini avviati al lavoro in tipografia, ci sono le donne chine a lavare i panni sui laghetti briantei e nelle acque del lago di Como, impegnate a realizzare i piccoli capolavori in merletto oppure a rifare i materassi di tutti i giorni. Ci sono i lavoratori delle officine del gas, gli arrotini, i controllori, gli ebanisti e i venditori ambulanti. È il ritratto collettivo e sociale del territorio che non si deve dimenticare, nemmeno sullo sfondo del lago “più bello del mondo”. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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