Memories: arte, visione e riflessione a S. Pietro in Atrio

Brassesco-concorso

Lo spazio espositivo di San Pietro in Atrio a Como ospita fino al 20 dicembre la mostra personale Memories, di Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, che hanno vinto l’edizione 2015 di CoCoCo Como Contemporary Contest, concorso ideato nel 2009 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como per promuovere e far conoscere giovani artisti.

Memories è un’esposizione molto interessante, per i molti livelli che esprime. Al primo sguardo sembra una mostra di fotografie, di quelle fotografie accuratissime, iperrealiste e sognanti al tempo stesso a cui una certa “scuola” visiva e editoriale ci ha abituato. Ma basta poco per accorgersi che non solo di questo si tratta; numerose immagini si rivelano infatti come remake (il termine cinematografico non è fuori luogo, come si vedrà…) di opere pittoriche del passato e in particolare di quella stagione del Romanticismo e del Simbolismo che dall’Otto al Novecento ha fortemente segnato la cultura occidentale.

Dunque le opere visive (difficile a questo punto definirle solo fotografiche) si collocano in uno spazio ibrido, che viene facile definire “metalinguistico”, poiché evidentemente di riflessione sul fare, smontare e rimontare il linguaggio dell’arte si tratta. La battuta che mi è venuta spontanea è che in queste opere c’è la voglia di fare qualcosa “più vero del vero che vero non è”.

Brassesco-Corcos

 

Eppure anche questo non basta: le opere sono perfettamente godibili anche al di là di qualsiasi riflessione “filosofica” ed evidenziano un gusto della comunicazione che è immediata, spontanea, non certo di sponda, facendosi forza delle citazioni di Gustav Klimt, Dante Gabriel Rossetti o Vittorio Matteo Corcos.

Se poi, com’è doveroso (visto che fanno parte integrante della mostra), si presta attenzione ai video che mostrano il backstage della realizzazione delle opere, si capisce che ogni opera è una produzione (in senso, appunto, cinematografico), in cui il percorso di realizzazione è altrettanto significativo dell’opera finale. Anche qui verrebbe facile un ripensamento di certe tematiche filosofiche (ormai, ahimé, desuete) sul modo di produzione e sulla reificazione, ma tant’è… le opere, come si diceva, sono godibilissime e quindi è inutile tediare il pubblico con divagazioni impegnative. Meglio divertirsi a guardare le fasi della costruzione della panchina “di Corcos” o dell’abito bianco “di Dante Gabriel Rossetti” e far mente locale al fatto che quasi sempre la protagonista ritratta nelle immagini è l’artista stessa… perciò anche di lavoro interpretativo (attoriale in senso stretto, direi) si tratta.

Se nella mostra comasca il nucleo è formato da queste riletture/reinvenzioni, non mancano comunque opere assolutamente originali, dove la dimensione del “raccontare” l’opera si traduce in allusioni fiabesche.

Frutto del lavoro di due giovanissimi (un anno meno di trenta lei, un anno più di trenta lui), le opere di Tania e Lazlo mostrano già oggi una maturità non comune, una capacità di coniugare la consapevolezza linguistica con l’immediatezza comunicativa, una abilità tecnica aggiornatissima (che traduce nei pixel digitali quella che fu la maestria delle pennellate): tutte caratteristiche che fanno sperare di poterli incontrare di nuovo, tra qualche anno, più originali e più veri che mai. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, Memories

San Pietro in Atrio, via Odescalchi a Como

aperta fino al 20 dicembre

da martedì a venerdì dalle 14 alle 18, 
sabato e domenica dalle 15 alle 19, chiusa lunedì

ingresso libero

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