Giorno: 17 Dicembre 2015

Il prefetto fa gli auguri al territorio, relaziona sull’operato degli uffici e assicura che l’allarme sui furti è fuori luogo

Poco prima della fine dell’anno il prefetto di Como, Bruno Corda, ha voluto raccogliere a villa Olmo rappresentanti dell’amministrazione pubblica, del mondo associazionistico, sindacale, imprenditoriale, ecclesiastico, delle forze di polizia e della cittadinanza in generale per fare il punto della situazione sull’operato della massima rappresentanza dello Stato sul territorio e intanto formulare i propri auguri alla città e al territorio.

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Molta parte dell’intervento del prefetto è stato dedicato al tema della sicurezza, dando conto della grande attività dei vari corpi dello Stato e fornendo anche uno sguardo statistico, non edulcorato, sulla consistenza dei vari fenomeni. La provincia di Como, dal punto di vista criminologico, è abbastanza tranquilla, e in una ideale classifica del territorio italiano è – fortunatamente! – molto in basso; fa eccezione, per la verità, il settore dei furti nelle abitazioni dove, per quel che riguarda il 2014, Como risale non pochi posti in classifica, mettendo in evidenza problemi di sicurezza e di “allarme sociale”. Ma è stato proprio il prefetto, nel proseguire la sua analisi, a sottolineare come tra 2014 e 2015 si sia registrato, dati alla mano, un sensibile calo dell’attività criminosa, in tutti i settori (tutti in decrescita di oltre il 10%) e in particolare in quello delle rapine che hanno visto un decremento di oltre il 20%. Il prefetto ha così sottolineato come sia del tutto fuori luogo, nonostante la gravità di questi reati e la loro “odiosità”, calcare la mano sull’allarme sociale, e ha anzi invitato i mezzi di comunicazione ad avere particolare attenzione nell’usare le “parole” riguardo a questi avvenimenti. “Una volta instillata la paura – ha ripetuto più volte – poi è molto difficile estirparla. E la paura non ha ragione d’essere in questo caso”.

Un’altra parte dell’intervento ha riguardato l’attività per contrastare la grande criminalità organizzata e mafiosa. A questo proposito, pur dando conto di una sostanziale capacità di tenuta del territorio e di una grande collaborazione da parte di tutti i corpi sociali, è stato però anche elevato l’allarme su alcuni segni di cedimento da parte di alcuni settori imprenditoriali, pur attualmente estremamente minoritari, disponibili a venire a patti con la criminalità pur di ottenere alcuni risultati…

Il prefetto si è anche diffuso sulle attività ispettive nei grandi cantieri delle opere pubbliche che hanno interessato e interessano anche il territorio provinciale comasco, attività svolte in collaborazione con gli enti amministrativi dei territorio contigui e che vedranno all’inizio del prossimo anno ulteriori rafforzamenti e nuovi strumenti operativi.

Un importante passaggio del rapporto è stato dedicato alla questione dei profughi e dei richiedenti asilo (circa 1200 attualmente presenti in provincia); l’accoglienza a queste persone è stata garantita grazie alla collaborazione della Caritas diocesana, e a numerose cooperative, ma anche grazie a un crescente coinvolgimento delle amministrazioni locali.

Dopo il prefetto, è stata la volta del sindaco di Como, Mario Lucini, e della presidente della provincia, Maria Rita Livo; entrambi hanno fatto il punto sui problemi attuali (molti) e sulle prospettive future (non rosee), dando conto del grande impegno delle rispettive amministrazioni, ma non nascondendo nemmeno una certa amarezza; al sindaco di Como che ricordava che a volte si è costretti “a far nozze coi fichi secchi”, la presidente della provincia ha risposto che loro spesso sono costretti “a fare a meno anche di quelli”.

L’intervento del vescovo di Como, Diego Coletti, più vivace degli altri, si è chiuso ricordando le due parole centrali del giubilo angelico sopra la capanna di Betlemme: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”; “gloria” è la notizia delle buone pratiche che si possono divulgare e “pace” è opera di giustizia, non semplicemente assenza di guerra. E questo dovrebbe essere, più che un augurio, un impegno.

Dopo i discorsi c’è stata la consegna di riconoscimenti ad alcuni esponenti della lotta di liberazione, tra cui il comandante partigiano Mario Tonghini, e ad alcuni esponenti della società civile impegnati nel mondo del lavoro e dell’assistenza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Il prefetto con i tre premiati con la medaglia “della Liberazione”

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Il comandante partigiano Mario Tonghini con la medaglia “della Liberazione”

Acsm-Agam/ I lavoratori in assemblea dicono no alla vendita

acsm-agamI lavoratori comaschi del gruppo Acsm-Agam Spa  non voglio essere privatizzati, ritengono un errore la vendita anche parziale delle quote del Comune di Como e pensano che ciò determinerebbe problemi per l’azienda.  La scelta, avversata anche da parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta Lucini, potrebbe portare alla «privatizzazione di servizi attualmente gestiti dal gruppo Acsm-Agam, tra cui in particolare: il servizio di distribuzione del gas nei comuni attualmente gestiti dal gruppo; la gestione dell’acqua nei comuni di Como, Brunate e Cernobbio; la gestione del forno inceneritore; la gestione del teleriscaldamento». Un disastro insomma e per evitarlo i lavoratori  chiedono con una lettera al sindaco di Como e ai consiglieri comunali della città di non procedere alla vendita, nemmeno parziale, delle azioni possedute dal Comune.  Leggi nel seguito il testo della lettera a sindaco e consiglieri. (altro…)

ecoinformazioni on air/ Asf senza diritti

logo ecopopIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 17 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.  L’azienda dei trasporti comasca è a maggioranza pubblica con il 51 percento del Comune e della Provincia di Como, ma preferisce ottimizzare  gli utili anche a costo di licenziare un dipendente reo di non essere più abilitato a guidare un autobus. La vicenda, sottolineata anche dalla presenza di una delegazione di lavoratori dell’Asf all’ultimo Consiglio comunale a Palazzo Cernezzi,  è surreale: un dipendente si sottopone come è giusto alla visita medica,  viene giudicato inidoneo alla guida e invece di essere destinato a altro incarico a parità di condizioni di lavoro e di diritti si pensa di licenziarlo.

Si tratta di un autista quarantanovenne da dieci anni in servizio nell’azienda che dovrà lasciare il suo lavoro a fine malattia. Contro tale decisone, oltre che il sindacato, anche i consiglieri di Paco-Sel in Consiglio comunale e esponenti del Pd che hanno ottenuto la sospensione del Consiglio per ricevere i lavoratori.

Il sindaco Mario Lucini si è detto dispiaciuto per la vicenda e ha preso l’impegno di contattare nuovamente l’amministratore delegato di Asf, ma senza escludere l’ipotesi dell’azienda che offre all’autista il demansionamento con la decurtazione dello stipendio. L’indisponibilità dell’Asf, che pure vanta utili milionari, ha già determinato due scioperi del settore che in questa situazione non potranno che ripetersi anche perché questo licenziamento rappresenterebbe un precedente per altri lavoratori. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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