Giorno: 13 Febbraio 2016

L’Anpi ricorda Perugino Perugini

Perugino2016-02A pochi giorni dalla ricorrenza esatta del settimo annivarsario dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 febbraio 2009, la sezione Anpi di Como ricorda la figura di Perugino Perugini (a cui la sezione è dedicata) con una commemorazione laica al cimitero di Como-Albate, dove il Partigiano giace con la moglie Giordana che ci ha lasciato qualche Perugino2016-01mese fa. Alla presenza di una trentina di partecipanti, tra cui l’assessore Marcello Iantorno, il vicepresidente del Consiglio comunale e presidente del Coordinamento comasco per la Pace Mario Forlano, i consiglieri Luigi Nessi e Patrizia Lissi, oltre a rappresentanze di partiti e associazioni, il presidente della sezione Nicola Tirapelle ha aperto il ricordo con un breve intervento che riportava alla luce l’attivismo e la dedizione nei valori dell’antifascimo e della democrazia che hanno riempito la vita di Perugino e di sua moglie Giordana (leggi qui l’intervento). A seguire, l’on. Renzo Pigni, fraterno amico dei Perugini ha omaggiato la coppia con un’orazione a ricordo del loro importante impegno sociale e politico per la città di Como. Marcello Iantorno ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando quanto la salvaguardia dei diritti e della Costituzione debbano essere una priorità, lasciando poi concludere Laura Perugini, la quale ha ringraziato affettuosamente tutti gli intervenuti e la sezione Anpi di Como, che come già detto, porta il nome di suo padre. [jl, ecoinformazioni – foto Fabio Cani]

14 febbraio/ One Billion Rising

one billionAnche l’Arci aderisce e sostiene One Billion Rising , la campagna del movimento globale contro la violenza sulle donne che il 14 febbraio porterà nelle piazze di tutto il mondo migliaia di persone. Insieme all’Italia, infatti,  207 paesi nel mondo hanno raccolto l’invito a manifestare con la danza la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.  Il 14 febbraio, giorno di San Valentino tradizionalmente dedicato agli innamorati, diventa l’occasione per testimoniare l’impegno e la volontà di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine. Vogliamo che questa giornata diventi una testimonianza d’amore verso tutte quelle donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire violenze in silenzio. Il tema scelto per questa edizione è la Rivoluzione: in Italia l’attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti. La danza sarà il mezzo per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino. Balleremo in tutto il mondo, per le donne in fuga dalle guerre e dalla violenza, per i diritti, dalla parte di tutte!

A Como l’appuntamento è alle 15.30 in Piazza Verdi, davanti al Teatro Sociale. La Scuola di danza contemporanea del Teatro Sociale di Como, con l’insegnante e coreografa Arianna Bracciali, scenderà in piazza e chiede a tutte le altre scuole comasche, a tutte le ragazze e donne di ballare insieme. Chiunque voglia partecipare è invitato ad indossare vestiti coi colori della manifestazione (bianco, rosso, rosa) e ad imparare la coreografia “Break the Chain” (link https://www.youtube.com/watch?v=mRU1xmBwUeAi ) che verrà ballata in tutte le città aderenti all’iniziativa. La referente dell’iniziativa Arianna Bracciali è a disposizione di chiunque voglia informazioni o delucidazioni sulla coreografia e sarà presente in piazza già dalle ore 15 per un “ripasso”.

L’Arci è per la Costituzione

pacewebSe l’Arci di Como è tra i primi promotori del Comitato comasco del Coordinamento per la democrazia costituzionale,  a livello nazionale l’associazione non aveva ancora aderito. Nell’importante sessione del Consiglio nazionale dell’Arci a Roma il 13 febbraio si è affrontato il tema del Referendum costituzionale sulla riforma renziana. Il Consiglio ha invitato a illustrarlo il costituzionalista Alessandro Pace che ha evidenziato tutti i limiti e i pericoli insiti nella riforma. Il Consiglio nazionale dell’Arci, dopo la discussione nella quale anche Celeste Grossi ha sostenuto la necessità di dare il massimo sostegno ai comitati per il No, a stragrande maggioranza, ha votato l’adesione al Comitato nazionale per il No alle riforme Costituzionali. (altro…)

Felice Besostri per il No/ Il nodo della comunicazione

pubblico-circoscrizione-6modGrande attenzione dei tantissimi cittadini e cittadine presenti venerdì 12 febbraio alla Circoscrizione 6 di Como alle difficoltà comunicative della campagna referendaria per il rifiuto delle modifiche costituzionali. Come raggiungere la popolazione e come interessare i diversi pubblici le domande chiave del dibattito, mentre le riserve, legate anche alle diverse identità politiche e alla coesistenza delle stesse, si raccordano attorno al timore della deriva tecnicistica nella divulgazione di temi molto complessi.

Troppa distanza e troppa autoreferenzialità rischiano, secondo i partecipanti, una sala gremita in cui la mancanza di giovani è apparsa preoccupante, di desertificare la campagna allontanando la cittadinanza dalle ragioni del no; la necessità di semplicità e di diversificazione dei linguaggi si configura quindi come indispensabile, fondamentale per raggiungere i diversi pubblici, ma con l’accortezza che il prezzo non possa e non debba essere lo svilimento del concetto, l’impoverimento delle argomentazioni, la parodia di una comunicazione che rappresenta proprio ciò che si cerca di contrastare.

La prima uscita pubblica del Comitato di Como del Coordinamento democrazia costituzionale , con gli interventi di Bruno Saladino e Felice Besostri, ha quindi dato l’avvio a quel processo di fermentazione di idee e opinioni che sostanzierà l’uscita della campagna referendaria dalla sua fase embrionale.

La panoramica generale a cura di Saladino, coordinatore e portavoce del Comitato insieme a Paolo Ceruti e Giovanna Fierro, ha dato avvio all’incontro. In primo luogo un dubbio è stato chiarito: nonostante non sia possibile definire una tempistica certa, l’ipotesi dell’accorpamento dei due referendum, che destava non poche preoccupazioni, è stata definitivamente scartata, vedendo come orizzonte temporale l’autunno 2016 per quello confermativo costituzionale ed eventualmente l’anno successivo per quello abrogativo della legge elettorale.

felice-besostrimodAnche Besostri si è concentrato sulla confutazione di alcuni luoghi comuni, demolendo argomentazioni fallaci legate all’Italicum e alla riforma costituzionale. I falsi miti del risparmio, dell’accelerazione nel processo di approvazione delle leggi e della semplificazione dei rapporti fra camera e senato sono stati presi in esame per descrivere un quadro inquietante di riduzione del potere decisionale del corpo elettorale e di perdita di rappresentanza; una riforma pericolosa, insomma, che della politica non riduce i costi ma i valori, allineando l’Italia non con i paesi più democratici, ma, al contrario, riportandoci nel novero di quelli con un progressivo deficit di democrazia.

Lo svilimento del parlamento e il rafforzamento dell’esecutivo non aumenteranno l’efficienza della macchina legislativa, ma agiranno sull’influenza dell’elettorato su quella stessa macchina, riducendola. Paradossalmente, sottolinea Besostri, il premio di maggioranza previsto dall’Italicum risulta essere in definitiva «tanto più importante quanto più basso è il consenso elettorale», prefigurando il tramonto della repubblica parlamentare figlia della resistenza a favore di un nuovo status quo oligarchico e verticistico.

E se l’immagine simbolo del Comitato è la Costituzione che affonda, «Renzi è il nostro Schettino», commenta Besostri.

Online sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

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