Cesareo/ Attenzione e controlli su chi fa accoglienza

cesareoAncora una volta il Consiglio comunale affronta (come dire di striscio, svogliatamente) temi rilevanti, che invece sarebbero la priorità assoluta della sua azione politica, nell’inconsueta e inadatta cornice delle dichiarazioni preliminari, svolte spesso a sala vuota e incomprensibilmente marginalizzate e tenute fuori dal Consiglio comunale vero e proprio dal bizzarro regolamento vigente.

In questo caso  a essere trattata in pochi minuti e senza dibattito, a sala occupata dai volonterosi che si presentano prima dell’appello, è la questione cruciale dei controlli necessari per la cosiddetta accoglienza ai profughi, affidata oltre che a soggetti privati meritori di ogni considerazione che la svolgono con correttezza, professionalità  e umanità a operatori che andrebbero accuratamente verificati per evitare che si estendano aree di attività al limite o oltre il limite della legalità. La consigliera del Pd Andrée Cesareo nel Consiglio comunale del 29 febbraio ha proposto la dichiarazione preliminare che riportiamo integralmente nella quale invita il prefetto, gli amministratori, ma anche tutta la città, giornalisti compresi, a prestare attenzione alla possibilità che si sviluppino azioni scorrette e (aggiungiamo noi) si ricavino grandi vantaggi economici dalla gestione della cosiddetta emergenza a fronte di servizi resi che sarebbe bene venissero monitorati con attenzione sia quantitativamente che qualitativamente.

«Nei pochi minuti della mia preliminare vorrei affrontare un tema che già altre volte è stato oggetto di attenzione, anche e soprattutto da parte degli amministratori.

Mi riferisco alla gestione dell’emergenza profughi, che a livello territoriale vede coinvolta innanzitutto la Prefettura e attraverso un meccanismo di gare ad evidenza pubblica (o in taluni casi con assegnazioni dirette) Associazioni o Cooperative sociali.
Ad ogni modo, ora, intendo riferirmi in particolare alla struttura di via Conciliazione nr. 98 a Tavernola, dove l’Associazione il Focolare gestisce oramai da qualche mese un numero assai considerevole di profughi.
Parecchie sono state le segnalazioni da me ricevute in queste settimane circa le condizioni in cui versano alcuni di questi ospiti. In particolare per quanto riguarda l’inadeguatezza dell’abbigliamento rispetto alle rigide temperature del periodo (mi riferisco soprattutto all’uso di magliette, infradito…) che evidentemente attengono più ad un periodo estivo e che certo possono essere stati causa dei ricoveri per bronchite che hanno riguardato, appunto, alcuni degli ospiti della struttura.
Come tutti sappiamo, o dovremmo sapere, il controllo di questo genere di strutture è di stretta competenza prefettizia. L’attenzione ritengo però sia dovuta da parte di tutti, specialmente da parte di chi come noi amministra la cosa pubblica ed ha un dovere di controllo sull’uso delle risorse. Attenzione che deve riguardare anche le altre istituzioni coinvolte nonché i privati che, come nel caso specifico, gestiscono – non certo per semplice volontariato- quella che ormai non possiamo più definire un’emergenza temporanea.
Ecco perché questa sera, da qui, voglio rivolgere un appello a tutti, anche ai giornalisti, affinché venga tenuta alta l’attenzione sulle condizioni in cui si trovano a vivere queste persone, sull’utilizzo delle risorse economiche che vengono a ciò destinate nonché sull’effettiva predisposizione da parte dei diversi attori privati coinvolti di percorsi di integrazione (corsi di italiano, corsi di formazione, di accompagnamento al lavoro…).
Certo sarebbe più facile girare la testa dall’altra parte e far finta di non vedere nulla, specie in una situazione di stretta competenza altrui ma credo sia segno di civiltà e trasparenza, allorquando si
riceva una segnalazione cercare di approfondire e capire se la gestione viene effettuata nel migliore dei modi possibili.
Questo appello lo voglio rivolgere in particolare al Sig. Prefetto, perché da parte sua venga posto in essere l’adeguato controllo su chi collabora, percependo danaro pubblico, alla gestione dei profughi». [Andrée Cesareo, consigliera comunale Pd]

 

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