Giorno: 13 Marzo 2016

Generi a colori

Generi a colori è il titolo del progetto per conoscere e approfondire le pari opportunità nei contesti multiculturali ampiamente diffusi alle nostre latitudini, progetto sviluppato con la collaborazione dei comuni di Como, Fino Mornasco, Cantù, Olgiate Comasco, Cernobbio, dell’Università dell’Insubria, Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, di AVC-Centro Servizi per il Volontariato e della rete di associazioni rappresentative delle comunità di stranieri del territorio.

La prima uscita pubblica, giovedì 10 marzo al teatro San Teodoro di Cantù (in verità non gratificata da una vasta partecipazione di pubblico) è stata dedicata a un rapido assaggio cinematografico. Tre cortometraggi di ambiente nordafricano (Quando dormono di Maryam Touzani – Marocco, 2012 -, Il sogno di una scena di Yasser Shafiey – Egitto, 2014 -, e Amal di Ali Benkirane – Marocco-Francia, 2004) sono serviti ad affrontare il tema secondo differenti punti di vista; il primo, unico firmato da mano femminile, è delicato e metaforico, ma assai fermo nel mettere in evidenza la discriminazione a danno delle donne nei momenti centrali dell’esistenza; il secondo è anch’esso metaforico, ma assai più duro nel linguaggio espressivo; il terzo è elegante ma piuttosto didascalico: tutti, comunque, servono a proporre uno sguardo non convenzionale (e soprattutto non appiattito sugli stereotipi occidentali) sul complesso problema delle differenze di genere.

Il progetto comasco prevede di seguito una serie di seminari di approfondimento della situazione in specifici contesti geografici e culturali: sull’Est Europa (31 marzo alle 20.45 al Cine-Teatro Il Mulino, piazza della Chiesa, Fino Mornasco, con Letizia Casertano, ricercatrice di Diritto privato), sul nord Africa (14 aprile alle 20.45 nella Sala consiliare di Palazzo Volta, piazza Volta, 1 a Olgiate Comasco, con Alessandro Ferrari, docente di Diritto ecclesiastico), sull’Asia (5 maggio alle 20.45 alla Biblioteca comunale, piazzetta Venosto Lucati 1 Como con Daniele Brigadoi Cologna, docente di Lingua cinese, e Rin Odawara, docente all’Università degli Studi stranieri a Tokyo) e infine sull’America centro meridionale (20 maggio alle 20.45, sempre in Biblioteca, con Manuel Barriuso, docente di Lingua spagnola). E si spera che siano occasione di un vero confronto, con una partecipazione superiore al primo tentativo, l’ingresso è sempre libero e gratuito; agli studenti del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università dell’Insubria che parteciperanno ad almeno tre seminari a loro scelta verrà riconosciuto un CFU. [FC, ecoinformazioni]

Dal pane nero al pane bianco/ una mostra di storia

La mostra Dal pane nero al pane bianco, inaugurata sabato 12 marzo 2016 alla sala mostre del comune di Menaggio, è una buona occasione per riflettere sull’importanza dell’alimentazione svincolata dalla mode e dal chiacchiericcio.

Nata in occasione di Expo Milano 2015, dedicata com’è noto proprio al tema del cibo, per iniziativa del Comune di Milano e del comitato provinciale milanese dell’Anpi, la mostra storica si propone di approfondire il ruolo del cibo negli anni cruciali prima e dopo la seconda guerra mondiale, la lotta di liberazione la ricostruzione. È una mostra articolata e accattivante al tempo stesso, ricca di materiali diversi (ritagli di giornale, documenti, statistiche, immagini pubblicitarie, fotografie), evidentemente pensata per un uso didattico, ma interessante per ogni tipo di pubblico.

Viene proposta per la prima volta nel Comasco da Anpi Dongo, Associazione Museo della Resistenza di Dongo, Istituto di Storia contemporanea di Como e Cittadini Insieme di Porlezza e Valli, come contributo alla conoscenza non superficiale di un periodo centrale nella recente storia nazionale, di cui la memoria della vita quotidiana è già, nonostante tutto. in gran parte perduta.

Una delle due curatrici, la storica Roberta Cairoli – l’altra è Debora Migliucci -, ha fornito durante l’inaugurazione di sabato una approfondita illustrazione della mostra: in cinque grandi capitoli, i materiali documentari sono organizzati intorno ai temi dell’autarchia alimentare, del ruolo dell’educazione scolastica per l’orientamento dei comportamenti alimentari, delle ristrettezze dei consumi negli anni della guerra e dell’occupazione tedesca, del ruolo della vita quotidiana nella lotta di liberazione e – finalmente – il ritorno alla normalità dopo il recupero della libertà. L’ampiezza delle indicazioni fornite è tale che tra una tabella alimentare, una pubblicità di una vecchia marca di surrogati di uova e un volantino degli scioperanti del 1944, non è difficile trovare una ricetta della marmellata di more o qualche suggerimento su come sfruttare gli avanzi. Della varietà di stimoli è testimone anche il titolo, ispirato da due libri scritti da due grandi protagoniste di quegli anni, Pane nero di Miriam Mafai, e Il pane bianco, autobiografia di Onorina Brambilla Pesce.

L’esposizione è visitabile fino al 25 marzo alla sala mostre di piazza Garibaldi il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, gli altri giorni su prenotazione (Cristina Redaelli 3289188743, Paola Rosiello 3396023781); poi dal 26 marzo all’8 aprile sarà a Musso e dal 9 al 25 aprile a Porlezza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

L’allestimento della mostra a Menaggio.

Dal pane nero al pane bianco-02

 

Un momento dell’inaugurazione.

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