Il sindaco c’è, ma non alla manifestazione antifascista

È bello avvertire, nei momenti difficili, la vicinanza delle istituzioni cittadine. Ma va riconosciuto che un sindaco, anche nei  momenti difficili, ha molte cose da fare. Le unghie, ad esempio, provocano in  inverno fastidiosissime ulcerazioni, per non dire della polvere sui cavallucci di cristallo del soggiorno. Non dobbiamo criticare, anche perché quando un sindaco ha già dedicato agli eventi lugubri di  questi giorni ben una (una) dichiarazione il suo dovere l’ha fatto, sia pure di malavoglia, sia pure per ultimo, dovendo proprio in quei momenti sistemare le marmellate nello scaffale del box. Poi, si sa, sono giornate campali per la politica, specie in una città di frontiera come la  nostra: addobbi natalizi, regalini ai commercianti, patacche luminose, balocchi, lavoretti tappabuche, passeggiate in tv. E tanti, troppi giornalisti tra i piedi. Del resto, l’aveva detto, sarò il sindaco di tutti i cittadini.  E gli va riconosciuto. Non facciamo, per favore, di tutta l’erba un fascio. [A.R. ecoinformazioni]

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