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Diritti umani/ Maroni contro il diritto alla salute/ 1. L’involuzione del sistema

In occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani iniziamo la pubblicazione di una serie di approfondimenti, curati da Manuela Serrentino del Forum salute di Sinistra italiana, sulla Riforma sanitaria lombarda vero e proprio attacco al diritto alla salute degli abitanti della regione. Iniziamo con il primo che fornisce un quadro generale sull’evoluzione del sistema sanitario lombardo ai tempi di Maroni.

  1. Evoluzione del sistema sanitario lombardo

La Riforma Sanitaria Lombarda di Maroni inizialmente pareva mettere in discussione il ventennale modello  formigoniano, modello che ha visto la progressiva privatizzazione di ampi settori del sistema sociosanitario.

Le  prime a cambiare sono state le Aziende pubbliche di servizi alla persona (ex Ipab – Istituto Pubblico d’Assistenza e Beneficienza) trasformate in Fondazioni o enti del terzo settore, successivamente acquisite da gruppi finanziari che attualmente gestiscono la maggior parte delle Rsa (residenze sanitarie assistenziali per anziani); successivamente è stata esternalizzata l’Assistenza Domiciliare, con l’inserimento dei voucher attraverso i quali i pazienti acquistano prestazioni  presso Cooperative assistenziali;  infine è stata favorita la nascita di soggetti privati accreditati e la concentrazione di ospedali privati nelle mani di pochi proprietari. Tutto il sistema si è caratterizzato per affrontare le patologie acute, generando così un’ottica ospedalocentrica, favorita anche dalla separazione delle ASL (Aziende sanitarie locali) dagli ospedali pubblici. Senza più una programmazione basata su dati epidemiologici e sull’integrazione tra cure primarie, ospedale e territorio, l’organizzazione dei servizi è stata governata dalla logica della domanda e dell’offerta. Alla prevenzione, intesa come tutela della salute, si è privilegiata la cura della malattia, come insieme di prestazioni erogate. Che queste fossero erogate dal pubblico o dal privato è diventato indifferente, perché la priorità era quella di non superare un determinato budget di spesa: quindi obiettivi di bilancio anziché obiettivi di salute.

La gestione dei pazienti nel post-ricovero è stata completamente delegata alle strutture residenziali o alle famiglie, con relativi oneri a carico. Contemporaneamente il sistema sanitario pubblico è stato oggetto di tagli e di riduzione del personale, con il blocco del turn over, di fusioni, centralizzazioni e chiusure. In questo quadro, le famiglie e i singoli cittadini, grazie al reddito medio lombardo superiore alla media, hanno contribuito di tasca propria ad assicurarsi l’assistenza. Non a caso in Lombardia si rileva la spesa privata sanitaria procapite più alta in assoluto.

I Comuni, che in passato avevano giocato un ruolo importante nelle politiche di prevenzione e di tutela della salute, sono stati privati della loro funzione storica, diventando solo erogatori di interventi di tipo sociale, con risorse sempre più esigue. L’efficienza/eccellenza del sistema lombardo veniva sostenuta da due fondamentali argomentazioni: l’assenza di deficit del Fondo sanitario regionale e l’attrazione regionale dell’utenza di altre regioni.  Il sistema, tuttavia, risultava assolutamente insufficiente per rispondere alla domanda sempre più caratterizzata da patologie ad andamento cronico. In questo scenario è nata la legge 23 del 2015 – evoluzione del sistema sanitario – che ha sancito la cessazione della separazione tra ospedali e territorio e ha previsto un ampio spostamento delle risorse e dell’offerta pubblica dalle Aziende Ospedaliere alle cure primarie e alla dimensione territoriale. Su questi presupposti a Como si è costituito il Comitato Cittadella della salute, che ha evidenziato nell’area dell’ex Ospedale S. Anna il luogo dove poteva realizzarsi la presa in carico personalizzata del soggetto cronico con una forte integrazione tra Ospedale e territorio. La legge stessa prevedeva  la realizzazione di Presidi sociosanitari territoriali (Presst) e presidi ospedalieri territoriali (Pot), possibilità avvallata anche dall’esistenza di un Accordo di Programma siglato, tra gli altri, da Regione Lombardia, Comune di Como, Provincia e Ente Ospedaliero che dava indicazione di realizzare la Cittadella della salute in quell’area .

A distanza di due anni, non solo nella nostra città questa riorganizzazione non ha avuto luogo, ma anche nel resto della Lombardia Pot e Presst sono pochi e male organizzati.  Le Asst (le aziende sociosanitarie territoriali), che dovrebbero presidiare l’offerta pubblica sia ospedaliera sia territoriale, hanno dato solo indicazioni di ristrutturazione dei servizi. I distretti hanno perso i già limitati poteri di coordinamento territoriale. I cittadini non stanno ricevendo dalle strutture pubbliche una migliore assistenza, pur continuando a sostenere il costo del ticket e l’obiettivo di ridurre le liste di attesa, non è stato raggiunto. In questa realtà si inserisce la delibera sulla nuova modalità di presa in carico dei pazienti cronici che va nella direzione di un indebolimento del governo pubblico e di un ulteriore passo verso la maggiore privatizzazione. La Regione, infatti, delega in gran parte ai privati le funzioni di programmazione, committenza ed erogazione per il 30% della popolazione classificata come affetta da malattie croniche  (3.350.000 persone)che utilizza il 70% della spesa sanitaria (circa 13 miliardi di euro). Questa è una quota di denaro appetibile e i cronici, in quanto maggiori consumatori , diventano strategici. Nei prossimi articoli entreremo nel merito delle criticità della delibera sui pazienti cronici. [Manuela Serrentino, Forum salute di sinistra italiana]

Un commento su “Diritti umani/ Maroni contro il diritto alla salute/ 1. L’involuzione del sistema

  1. Vincenzo
    10 Dicembre 2017

    Ottimo articolo . Un consiglio per il webmaster : aumentare la grandezza dei caratteri perché ci vuole la lente di ingrandimento per leggerlo .

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 Dicembre 2017 da in Politica, Salute, sanità con tag .

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