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30 gennaio/ Uds in piazza con le proposte alla ministra Fedeli

Saranno in piazza  il 30 gennaio (alle 18,30 in via Muggiasca, Como) l’Uds e il Coordinamento Comitati diplomati magistrali in occasione della presenza della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli in città. Leggi nel seguito il testo del comunicato La nostra buona scuola dell’Uds.

«L’Italia è in piena campagna elettorale. Le forze politiche si sfidano a colpi di promesse elettorali. Ma che tipo di promesse? La ‘flat tax’ di Forza Italia? Il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle? Oppure quelle del Partito Democratico, come i ventiquattro milioni di posti di lavoro? Tutte promesse molto interessanti certo. Ma ci siamo chiesti qual è il tema principale, che andrebbe affrontato? Oltre al tema Economico? Parlare di Scuola, ovvero di futuro, di società e di formazione, sarebbe interessante, no? Noi, come Unione degli Studenti, abbiamo deciso di lanciare una provocazione alle forze politiche chiedendo questi cambiamenti all’interno dell’Istruzione pubblica Italiana. Ecco le nostre proposte:

  1. Abolizione de “La buona Scuola”

Nel 2015 viene approvata la “Buona Scuola”. La legge che ha reso obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro, per tutte le scuole. I licei nel triennio dovranno svolgere 200 ore, mentre gli istituti tecnici e professionali 400. L’Intento dell’alternanza scuola-lavoro è quello di formare gli studenti, con la pratica e non solo, a determinati compiti inerenti al proprio percorso di studi, e a creare un primo orientamento nel mondo del lavoro. Per ogni ragazzo/a la legge prevede due figure di riferimento: un tutor nella scuola e uno nell’ente ospitante. In tutto questo però i problemi ci sono, e si fanno sentire. Secondo una ricerca condotta dall’Unione degli Studenti il 57% ha portato avanti percorsi non inerenti al proprio percorso di studi, il 40% ha visto i propri diritti negati (tra cui anche la stessa sicurezza sul lavoro). Ben l’87% vorrebbe poter decidere sul proprio percorso di alternanza scuola-lavoro. La stessa ministra Fedeli aveva dichiarato: «Con l’alternanza si è introdotta innovazione didattica nella scuola, per consentire ai ragazzi di completare il proprio percorso formativo con competenze nuove, che difficilmente maturerebbero nel solo ambito scolastico». Per ora però questa affermazione della ministra è stata parecchio sconfessata. In numerosi casi gli studenti sono stati utilizzati unicamente come manodopera gratuita e sfruttabile, spesso al posto di dipendenti con contratto a chiamata o a contratto a tempo determinato. Di esempi pratici ce ne sono a bizzeffe: studenti costretti a lavare piatti, pulire pavimenti, lavorare nei campi, friggere patatine da McDonald’s.

 

  1. Abolizione School Bonus, da ridestinare i fondi all’edilizia

Abolire lo “School Bonus”, dove i fondi dovranno essere utilizzati per l’edilizia scolastica e per il mantenimento delle spese per quanto riguarda il Reddito di formazione

  1. Educazione Antifascista e Femminista
  2. Istruzione Integrata
  3. Laicità
  4. Reddito di formazione
  5. Diritto alla mobilità

Copertura delle spese da parte degli enti che ospitano gli studenti in stage

  1. Obbligo scolastico a 18 anni

Un “Calmiere” per quanto riguarda la dispersione scolastica. E non solo. Utile anche per gli studenti che, costretti ad abbandonare la scuola dopo un periodo di tempo superiore ai tempi precedenti, saranno più formati. Quindi più si sa, meglio si costruisce un futuro.

 

Per questo in collaborazione con il Coordinamento Comato Diplomati Magistrali scenderemo in piazza martedì 30 gennaio 2018 per gridare a voce alta La Nostra Buona Scuola.

Ripetiamo nuovamente: Scuola è futuro, non una Multinazionale. Noi siamo il futuro, ci servono gli strumenti adatti». [Uds Como]

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2018 da in Lavoro, Politica, Scuola.

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