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La guerra tra noi

Non basta neppure Cecilia Strada a rianimare il pacifismo lariano e la “Bella Como”. Nonostante il prestigio di Emergency, la statura e la notorietà della relatrice, la vastità dei soggetti che hanno organizzato la serata del 29 gennaio all’Astra di Como, la grande attualità del tema e l’importanza del libro presentato [Cecilia Strada, La guerra siamo noi, Rizzoli, 2017, 184 pagg., 18 euro], la sala è rimasta in buona parte vuota e a seguire il dialogo tra Fabio Ronchetti, direttore del Coordinamento comasco per la Pace, e Strada appena una cinquantina di persone replicando la scarsa presenza già notata alla Manifestazione per la Pace del giorno prima e quella all’iniziativa Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai con il premio Nobel  Francesco Vignarca e con Francesco Catone del 26 gennaio.

C’è evidentemente in città una certa difficoltà a cogliere il nesso tra i problemi locali e i grandi fenomeni nazionali, internazionali che li determinano e una certa resistenza ad impegnarsi non solo per la meritoria carità verso il vicino, ma anche per comprendere quanto quel derelitto sia vittima di ingiustizie e violenze globali come le guerre, le desertificazioni, le scelte dei paesi ricchi di continuare a opprimere il resto del mondo. Tale difficoltà attraversa sia il mondo cattolico che non riesce a dare seguito alle sollecitazioni di Francesco che  parte delle forze democratiche non tutte convinte della necessità di ripudiare la guerra e dare attuazione reale, senza “missioni di Pace” armate come quella in Niger,  all’articolo 10 della Costituzione. Ai presenti Strada ha offerto un panorama vasto di considerazioni. Si è parlato di migranti per chiarire che nessuna distinzione tra essi è sensata quando si parla di Diritti umani, si è parlato dei signori delle guerre, si è parlato della necessità di una formazione civile che inizi presto nelle scuole, si è parlato del ruolo dei “professionisti della Pace” la cui preparazione e capacità di contrapposizione agli “esperti di guerra” deve essere tale da renderli convincenti e vincenti. Strada ha dato alla serata un taglio nonostante tutto ottimista osservando che ovunque si incontrano, anche nelle situazioni più terribili, persone straordinarie, costruttrici di futuro per se stesse e per ciascuno di noi. Nel dibattito sono stati aggiunti altri elementi di riflessione; tra questi la necessità di violare le leggi quando esse si contrappongono ai Diritti umani affermando che sono esse illegali perché contrarie alla Costituzione. Un tema quest’ultimo che era già stato evocato nella stessa sala nel dibattito, prima delle elezioni, con i candidati sindaco a Como che avevano dichiarato (tutti meno una) che se eletti avrebbero applicato le mostruosità della Minniti Orlando. Tra loro Mario Landriscina, che ha mantenuto la promessa con la devastante ordinanza anti-accattoni. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa. 

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2018 da in Cultura, libri, Pace con tag , , .

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