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Invasione o libera circolazione? A lezione da Grazia Villa

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Nella serata di lunedì 29 gennaio si è aperto il ciclo di incontri Vite migranti, sette momenti di informazione e discussione riguardo il tema delle migrazioni. Le conferenze, organizzate dalla Caritas parrocchiale di San Fermo, avranno cadenza mensile.  La prima relatrice dell’iniziativa, Grazia Villa, avvocata membro dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, ha discusso tramite dati concreti la percezione di un’invasione straniera rispetto al diritto umano dello spostamento da un territorio all’altro.

Da subito la relatrice ha avvisato che la serata si sarebbe sviluppata su un tenore molto scolastico, dato il numero di dati da fornire e la quantità di argomenti da affrontare. Infatti, a parte una breve domanda sulle sorti dei richiedenti asilo a cui fosse rifiutata la domanda d’accoglienza, non c’è stato tempo per il dibattito.

Per cominciare, Grazia Villa ha dato la definizione di “invasione”, e cioè di «un’occupazione violenta di un territorio a discapito di un popolo precedentemente lì stanziato» che però, secondo Treccani, può essere a volte pacifica, e di “libera circolazione delle genti/delle persone (secondo la dicitura del 1995 a Schengen)” come «possibilità di circolare in territorio europeo, se si possiede cittadinanza Europea».
Da queste due definizioni ne nasce una terza, secondo l’avvocata: quella di extracomunitario come colui che non benieficia dei diritti dati da Schengen e Maastricht.
Lo scopo della serata era parlare di un tipo particolare di extracomunitari, cioè i migranti, coloro i quali si stanno spostando nel XXI secolo, secondo l’avvocata, in numero mai visto prima nella storia umana e sugli spostamenti dei quali è possibile, ora come mai in passato, avere informazioni certe.
Andando ancora più nello specifico, Grazia Villa ha parlato dei richiedenti asilo, e in particolare della situazione italiana rispetto alla questione dell’accoglienza.

Esistono tre tipi di diritti che possono avere i richiedenti asilo: quelli derivati dalla condizione di rifugiato, quelli che dà la protezione sussidiaria e quelli dovuti alla protezione umanitaria. Se per essere considerati rifugiati è necessaria una complicatissima procedura di accertamento che esistano nella nazione di provenienza le condizioni per cui sia fondato temere che l’integrità morale e fisica sia danneggiata, e per la protezione sussidiaria serve provare che il ritorno comporterebbe un pericolo, è la terza opzione quella a cui ricorrono più spesso gli avvocati.
La protezione umanitaria infatti implica che non si possa rifiutare nè revocare il permesso di soggiorno nel caso in cui sussista un pericolo per il soggetto richiedente asilo.
Va però sottolineato come la protezione internazionale, frutto della contemporaneità del riconoscimento della condizione di rifugiato e dell’assegnazione della protezione sussidiaria, sia spesso applicabile secondo l’articolo 10 della Costituzione italiana. Infatti, è lì sancito che «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge».
Stando alle parole della relatrice, non è infrequente che negli Stati di provenienza non siano garantiti alcuni dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana. È la Cassazione a ignorare spesso questo dettame, tanto da suscitare forti polemiche tra gli avvocati stessi.

Per quanto riguarda la percezione, sempre più comune in Europa, di star subendo un’invasione, i dati effettivamente smentiscono questa convinzione, pur rilevando che ci siano delle grandi quantità di persone in movimento verso l’Europa. Nel 2017 sono stati 46.000 i migranti esaminati, di cui il 48% accolto.
Nel mondo però i migranti forzati ammontano a 60 milioni, prevalentemente siriani, colombiani, iracheni o afghani, di cui 23 milioni sono rifugiati.
I paesi che vedono il più alto rapporto migranti/abitante sono Turchia, Pakistan e Libano; l’Italia è oltre il centesimo posto.

Tornando all’Italia, in seguito agli accordi per la messa in atto di controlli polizieschi in Libia e alla sospensione di Mare Nostrum, gli sbarchi sono diminuiti di circa 70.000.
Forse è anche per questo che si fa preferire da molti paesi per quanto riguarda i migranti accolti, in una classifica che vede la Germania in testa con più di 8.000 richieste accettate e Polonia e Ungheria sempre più pericolosamente xenofobe con 0 migranti accolti.

La relatrice ha qui fatto una breve pausa, per poi concludere parlando della tratta di donne e minori non accompagnati.
Mentre alle prima è solitamente imposto di dichiarare la maggiore età, per sfuggire all’accoglienza e rimanere nel giro dell’illegalità, ai secondi è consigliato di fingersi, se possibile, minorenni. Ai minori non accompagnati, coloro cioè senza qualcuno a cui riconoscere la loro tutela legale, dovrebbe essere infatti garantita l’accoglienza. La legge Zampa, recentemente promulgata, introduce anche aspetti non strettamente giuridici quali la vulnerabilità nel valutare la situazione dei minori non accompagnati.
Il privilegio teorico dei minori porta molte famiglie a mandarli in viaggio con la speranza che creino un reddito di cui in parte beneficiare o tramite il lavoro o, al peggio, con lo sfruttamento tramite la tratta.
Analogamente alle donne, i minori sono impiegati e sfruttati sessualmente, per commettere reati, per matrimoni forzati, trapianto di organi e lavoro.

Concludendo, Grazia Villa ha lanciato un appello su questo tema, a lei molto caro: i minori soli non accompagnati hanno bisogno di assistenza e sostegno, e per questo sarebbe importante che chi potesse e se la sentisse si attivasse per ricevere una formazione o come tutore legale e appoggio o addirittura come soggetto affidatario.

La serata, densissima, è stata molto partecipata, il pubblico è stato attento e l’impossibilità di fare domande non ha penalizzato la riuscita dell’iniziativa.
La conferenza successiva sarà lunedì 26 febbraio, sempre alle 20.30 a Villa Imbonati, in via Imbonati 1. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Consulta il calendario degli incontri di Vite migranti

Già on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Pietro Caresana dell’iniziativa.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2018 da in Antirazzismo, immigrazione, informazione, legalità con tag , .

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