Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@gmail.com

Luigi Nessi/ Lettera aperta a Alessio Butti: «Si potrebbe (si dovrebbe) trovarsi d’accordo»

Lettera aperta di Luigi Nessi al senatore Alessio Butti. «Sfogliando e riguardando i giornali dei giorni scorsi, trovo, e ho letto con interesse l’articolo dello scorso venerdì 27 luglio su La provincia di Como, “Immigrati tra fede e politica” del senatore Alessio Butti. Con il massimo rispetto, mi permetta, con queste righe, però di sottolineare la mia posizione, anche perché “confrontarsi e condividere” sulle idee, anche se diverse, è sempre positivo. Lungi da me, pensare ad un ritorno al collateralismo, cosa imperante tanti anni fa, tra fede e un partito politico (ci conosciamo e sa delle mie scelte), penso però che un cristiano, Lei lo è, come mi ritengo umilmente io, “cristiano in cammino” alla ricerca della Verità, non possa scindere il proprio pensiero, il proprio stile di vita, dalle situazioni che il tempo in cui viviamo ci pone quotidianamente. Situazioni di difficoltà, mancanza di lavoro, solitudini, povertà varie e immigrazione.

Personalmente, mi creda, non posso mai scindere il mio impegno di “cristiano in cammino”, dalle Beatitudini evangeliche; beato chi ha fame e sete, beati i poveri di spirito e dalle opere di misericordia: dar da mangiare a chi ha fame, visitare i carcerati, e le tante altre proposte che il Vangelo quotidianamente ci presenta.
Quindi difficile, mi creda, per me, discernere, come Lei dice, affermando che la Chiesa debba preoccuparsi di trascendenza e governo delle anime,  la politica di vicende terrene.
Secondo me, sono nella Chiesa attuale di Francesco, cose difficili da scindere e dividere….
Pensando ai punti che Lei cita, sono d’accordo quando dice che qualsiasi uomo ha una dignità, sia quelli che arrivano da noi, sia quelli che restano nella loro terra, soffrendo fame, miseria, guerra.
Occorre dire che l’Africa, è stata da sempre, e lo è tutt’ora, un luogo che continua ad essere utilizzato dai paesi ricchi quale terreno dove soddisfare le proprie aspirazioni di dominio economico e strategico.
I tanti piani di cooperazione, i tanti “anni dell’Africa”, i proclamati Piani Marschall attuali, sono sempre falliti.
E l’Unione Europea, che da tempo pensa e dice di interventi mirati a sostegno di economie africane, che servirebbero anche a ridurre i numeri dei migranti e dei rifugiati, magari a far cessare guerre e favorire processi democratici, ha proposto invece di raddoppiare il finanziamento per il programma  G5 Sahel Task Force, il contingente multinazionale africano, che combatte i gruppi armati delle varie regioni e tenta di interrompere flussi migratori verso il Vecchio continente.
Concretamente i governi europei hanno appaltato il lavoro sporco ad altri, rendendo più difficile l’arrivo dei migranti verso le nostre coste.
Vedi poi le idee tipo i campi in Libia, che tutti, identificano come dei veri e propri lager di questi tempi.
Quindi una scelta militare, magari sostenuta dalla vendita di armamenti, molti prodotti nel nostro Paese.
La produzione e la vendita delle armi, cosa  su cui la politica non interviene, anzi favorisce, pensiamo all’insensato programma degli aerei da guerra F35, che usa soldi delle nostre tasse, non impegnandoli nei veri bisogni della nostra società.
Le faccio quindi, una domanda. In queste situazioni come interviene la politica?
Posso pensare che queste masse di persone che scappano dalle loro terre, lo fanno non solo per calamità naturali e ambientali, ma da Paesi coliti da fame e guerre, causate dalle politiche neocolonialiste dell’Occidente.?
Quindi penso che al posto delle armi, occorra portare dappertutto il “rispetto dei diritti umani” contestando l’attuale tendenza a costruire muri e di vedere dietro ad ogni migrante, un pericoloso criminale.
Pericolosi criminali che ora si insinua, siano anche su tutte le navi che invece, salvano persone nei mari, che altrimenti annegherebbero. Ppurtroppo il nostro Mediterraneo, penso convenga con me, è ormai un cimitero.
Attualizzando poi il Suo intervento alla nostra città, quale cristiano, non capisco perché le amministrazioni (parlo dell’attuale, ma anche della precedente di cui anch’io facevo parte), non possano risolvere certe situazioni, cose primarie per le persone migranti presenti; dico persone straniere, non dimenticando mai però, le situazioni difficili dei nostri concittadini comaschi e italiani.
Dico luoghi per un dormitorio, un impegno di ascolto e di crescita umana e sociale, scuola, luoghi di incontro e di sport..lavori utili a servizio della città.
Questo con le tante persone, le tante associazioni cristiane e laiche che nella nostra Como operano da tempo per superare varie difficoltà.
Ci sono  stati esempi, proposte da associazioni, da organizzazioni, che, purtroppo non hanno avuto seguito. Ci ricordiamo dei profughi che hanno verniciato le scuole, di chi ha spalato  anni fa la neve, di quante possibilità di lavoro ci sarebbero per migliorare la città, boschi, giardini, strade,altri servizi.
Mi pare sia una mancanza della politica non confrontarsi. Non rendere meno diseguale la città, mi permetta, per me significa pensare anzitutto ai più deboli e ai più poveri e anche i migranti sono tra questi.
E penso che da cristiani su questi temi, temi per l’uomo, ci si potrebbe (si dovrebbe) trovarsi d’accordo.
Grazie comunque del Suo intervento. [Luigi Nessi, aclista e portavoce de La prossima Como]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 agosto 2018 da in Politica con tag , .

Arci ecoinformazioni

Circolo Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@ gmail.com, www.ecoinformazioni.it. Registrazione Tribunale di Como n. 15/95 del 19.07.95. Direzione: Fabio Cani, Jlenia Luraschi, Andrea Rosso, Gianpaolo Rosso (responsabile). Proprietà della testata Associazione ecoinformazioni - Arci. Consiglio direttivo: Fabio Cani (presidente), Gianpaolo Rosso (vicepresidente), Jlenia Luraschi (tesoriera), Michele Donegana, Marisa Bacchin.

Benzoni gioielli Benzonibijoux

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: