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9 novembre/ Como porta d’Europa: frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino

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Presentato lunedì 5 novembre in mattinata al Tribunale di Como il programma dell’iniziativa Como Porta d’Europa. Frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino, promossa dall’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti attivo a Como dal 2016, che avrà luogo venerdì 9 novembre a Villa Gallia, via Borgovico 148, a Como dalle 9 alle 18,30.

Antonio Lamarucciola, Grazia Villa, Elena Vimercati e Roberto Dalla Bona, rappresentanti dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, sono intervenuti a illustrare più nel dettaglio modalità e ragion d’essere di un convegno che, nella sua intenzione originaria, voleva riassumere i primi due anni di attività dell’Osservatorio, realtà dapprima informale e poi ufficialmente costituita come associazione nello scorso mese di febbraio. La sua nascita coincide praticamente con l’istituzione del campo governativo di via Regina Teodolinda, di cui è stato recentemente disposto lo smantellamento.
Operatrici e operatori dell’osservatorio hanno spesso manifestato un atteggiamento critico verso una struttura per definizione temporanea, eppure ben più diffusa – a Como come nel resto del paese – della rete Sprar di accoglienza diffusa, da cui la maggior parte dei comuni italiani ha preso le distanze (di nuovo, quello di Como non fa eccezione). A parte la natura concentrativa del centro di via Regina, l’Osservatorio ha registrato diverse e numerose criticità sulla selezione e sul trattamento delle persone ospitate, tra cui  – segnala Villa – diversi minori non accompagnati, tecnicamente titolari di una specifica protezione; senza contare le difficoltà incontrate da persone in condizioni si salute critiche. Intanto, diffusi rallentamenti burocratici hanno contribuito a esacerbare fino al paradosso le difficoltà legali e pratiche dei migranti, intorno ai quali gravitano i già noti fraintendimenti e luoghi comuni. Anche chi riesce ad accedere a uno status di protezione /o a un permesso di soggiorno fatica a inserirsi pienamente e dignitosamente nella società, ottenendo un lavoro e un alloggio; e poi ci sono tutti “gli altri”,  problematizzati come attentato al “decoro” ma altrimenti invisibili in quanto titolari di diritti platealmente negati dai campioni del primato italiano (diritti di fatto negati anche a diversi cittadini italiani: ma di questo si preferisce tacere). In due anni di attività, l’osservatorio, che opera alla sede della Circoscrizione 6 in via Grandi 21, ha assistito tra le 800 e le 1000 persone, fornendo loro una consulenza circa le loro possibilità legali e assistendoli nelle procedure di regolarizzazione, con un supporto linguistico e psicologico che è comunque funzionale all’assistenza giuridica. Se in molti casi questa  si è rivelata provvidenziale, operatrici e operatori ammettono però di doversi spesso arrendere all’evidenza di casi impossibili da sbloccare. Ora, prevedono le avvocate e gli avvocati dell’Osservatorio, il decreto Salvini e  lo sgombero del campo di via Regina non faranno che pesare ancor più in questo senso, con una drastica contrazione del già risicato sistema di accoglienza comasco; senza dimenticare la collocazione “strategica” della città, adiacente al confine elvetico, che costituisce, nonostante i frequenti e reiterati respingimenti, un importante pull factor delle migrazioni, quali che ne siano le cause e le provenienze.
Un’iniziativa che era già da tempo pensata per far conoscere l’Osservatorio – un esperimento che combina la cittadinanza attiva alla pratica giuridica professionale, e che coopera con altre realtà locali dell’accoglienza e del volontariato – non può che prendere atto degli sviluppi politici contingenti, proponendosi non soltanto come seminario teorico ma anche come arena di confronto tra relatori/trici e uditori/trici, in cui presentare esperienze ed elaborare proposte concrete.

Interverranno come relatrici e relatori, in ordine di intervento: Antonio Lamarucciola, presidente dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, Georgia Borderi e Luciana Carnevale (operatrici dell’Osservatorio), Michele Nicoletti (docente di filosofia politica all’Università di Trento e già presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa), Sandra Zampa (Consiglio scientifico e strategico del Consiglio italiano per i rifugiati, firmataria del ddl sui minori non accompagnati, entrato in vigore nella primavera 2017 in concomitanza con il decreto Minniti). Dopo l’apertura di un primo dibattito che proseguirà fino alle 13, i lavori riprenderanno alle 14,30 per la sessione pomeridiana, introdotta da Anna Introini (presidente del Tribunale di Como) e Alessandro Patelli (presidente dell’Ordine degli avvocati di Como), nella quale prenderanno la parola Alberto Guariso (Asgi), Nicola Piacente (procuratore della Repubblica presso il Tribinale di Como) e Maria Luisa Lo Gatto, gip al Tribunale di Como. Concluderà il convegno il secondo dibattito, che si terrà tra le 18 e le 18,30. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Scarica la locandina con il programma completo (le iscrizioni al convegno saranno aperte dalle 9 per la mattina e dalle 14,30 per il pomeriggio).

2 commenti su “9 novembre/ Como porta d’Europa: frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino

  1. Alida Franchi
    5 novembre 2018

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

  2. ecoinformazioni
    5 novembre 2018

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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