Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti

Attivo lo sportello legale per migranti a Como

Lo sportello, chiuso martedì 20 ottobre, per decisone del Comune di Como a causa dell’emergenza sanitaria tornerà operativo già dal venerdì 23 ottobre 2020. Per accedere è necessario prenotarsi al numero +393519270770, in modo da permettere allo sportello di continuare a svolgete le sue attività nel rispetto delle regole vigenti per l’emergenza sanitaria in corso. 

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Oltre i limiti dell’indecenza: Anagrafe anticostituzionale

La nota che segue dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti è determinata da un fatto di assoluta gravità: alle leggi il Comune di Como risponde nei fatti con il fascistissimo «Me ne frego».

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Consiglio di stato/ Diritti ai “dublinati” grazie all’Osservatorio giuridico

L’importante ordinanza del Consiglio di Stato resa nota il 17 luglio apre le porte dell’accoglienza ai richiedenti asilo presenti nel nostro comune che sono in attesa dell’esito della procedura di ricollocamento per l’applicazione del regolamento di Dublino: attesa che non può e non deve costringerli a vivere per strada ed in modo tutt’altro che dignitoso, in totale spregio alle norme nazionali ed europee sull’accoglienza dei rifugiati.

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La Costituzione vince

La decisione della Corte costituzionale che ha sancito la fine del divieto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo ristabilisce la legalità e censura non solo i decreti sicurezza ma anche quei provvedimenti dei Comuni (Como e non solo) contro i quali erano stante intentate e vinte cause a sostegno della Costituzione e dei diritti. Ne parla per ecoinformazioni l’avvocato Antonio Lamarucciola dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti che contro quella norma ingiusta ha sempre lottato con tutti gli strumenti dell’intelligenza e della legge.

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Domani – si spera – l’iscrizione all’anagrafe

Nella nuova puntata dell’ormai incredibile vicenda in cui il Comune di Como si ostina a rinviare a un richiedente asilo il diritto di essere iscritto all’anagrafe, il Comune presenta un reclamo alla magistratura, che però nega la sospensiva, così che domani dovrebbe essere il giorno buono per ottenere l’iscrizione.

Di seguito il racconto dell’avvocato Antonio Lamarucciola, dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, che ha seguito il caso.

«Dopo la presentazione del reclamo e dell’istanza di sospensiva, fondata esclusivamente sul presunto contrasto fra l’ordinanza emessa a favore di “John” e quella che ha invece respinto il ricorso di un’altra persona richiedente asilo (in pratica il Comune ritiene che il grave danno sia nell’incertezza interpretativa creata dai due diversi provvedimenti, che creerebbe il rischio di una discriminazione fra i richiedenti asilo che si rivolgono all’anagrafe, dimenticando che il giudice non ha accolto il secondo ricorso solo per assenza del requisito del periculum in mora e non per assenza del diritto all’iscrizione), alla quale avevo brevemente replicato questa mattina, il Tribunale non ha concesso alcuna sospensiva del provvedimento del dott. Abate ed ha fissato la discussione del merito del reclamo all’udienza del 8 agosto. Il collegio sarà formato dai giudici Montanari presidente, Petronzi relatore e Serra. Il reclamo si fonda sull’interpretazione molto restrittiva dell’art 4 del Decreto sicurezza. In pratica sostiene il comune che vi sia una preclusione legislativa ad ogni valutazione sull’esistenza dei requisiti per l’iscrizione all’anagrafe: la dimora abituale, l’intenzione di abitarvi stabilmente e la regolarità del soggiorno. Tutti requisiti accertati dal giudice nel caso di John. Con la sottolineatura che il titolo di soggiorno non può essere causa di un discrimine.

Dopo aver ricevuto l’ordinanza il comune mi ha avvisato che domani John può recarsi per l’iscrizione all’anagrafe comunale. La prima battaglia per ora è vinta ma ora occorre concentrarsi sul reclamo.

Ora ci prepariamo per l’udienza e stiamo già lavorando per redigere le difese scritte. All’udienza nominerò un sostituto fra i legali dell’Osservatorio.

[Antonio Lamarucciola, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti]

Ancora in attesa della residenza!

Ancora senza risposta da parte del Comune di Como la richiesta di iscrizione all’anagrafe da parte di un richiedente asilo imposta da una sentenza del Tribunale di Como. Nonostante i giorni ormai passati, il Comune continua a rinviare, evidenziando una volontà persecutoria del tutto priva di ragioni.

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Porcata continua

Giustamente Stefano Fanetti, il consigliere comunale pd che il 22 sera in Consiglio comunale ha chiesto ragione della mancata concessione della residenza a “John” dopo la decisione del Tribunale di Como che impone al Comune di farlo, ha definito una porcata negare diritti e umiliare la legge. La risposta dell’assessore Pettignano in Consiglio è stata terribile: «Beh, se dobbiamo dargli la carta d’identità, gliela daremo».

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Me ne frego del Tribunale

Certo, se per restituire i 49 milioni presi la Lega impegna decenni, è naturale che per attuare una sentenza emanata per l’urgenza del caso dal Tribunale di Como non ci sia fretta. D’altra parte il clima eversivo che il governo sostiene porta anche gli organi periferici della pubblica amministrazione a considerare in modo leggero le sentenze valutandole meno dei cinguettii del potere con cui si scivola sempre più verso un regime violento e illiberale. Ciò che conta è solo assecondare l’opinione del “capitano” e si sa lui con i giudici non ha un buon rapporto tanto che per non incontrarli ha minacciato la crisi di governo ottenendo da Di Maio l’accordo sull’impunità ministeriale.

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Il diritto dell’iscrizione all’anagrafe riconosciuto anche dal Tribunale di Como

Anche a Como, come già in altre città italiane, la magistratura accoglie un ricorso per l’iscrizione all’anagrafe di un richiedente asilo, controbattendo una delle regole più odiose del cosiddetto «decreto sicurezza» salviniano.

Ecco, di seguito, il resoconto che ce ne ha fatto l’avvocato Antonio Lamarucciola, dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti.

Il giudice dott. Abate del Tribunale di Como con un’ordinanza ha accolto ieri la domanda di iscrizione all’anagrafe in via di urgenza (ricorso ex art. 700 c.p.c.), patrocinata dall’avv. Lamarucciola, per un cittadino extracomunitario che ha in corso la richiesta di asilo (è in attesa dell’esito dopo il colloquio presso  la commissione territoriale), “sposando” di fatto le interpretazioni costituzionalmente orientate delle norme che regolano le iscrizioni anagrafiche già espresse da alti tribunali di Italia (Firenze e Bologna). La storia di questa persona (che al momento preferisce rimanere anonima, poiché è in attesa anche dell’esito della commissione) è particolare perché ha dapprima provato ad avere la protezione internazionale in Svizzera (circa 10 anni fa) e poi ha avuto il permesso provvisorio elvetico per circa 7 anni, ma alla fine la l’asilo gli è stato negato, notificandogli una sorta di espulsione. Nel frattempo, la moglie (all’epoca solo fidanzata), grazie a un permesso per lavoro ottenuto con i decreti flussi (aveva una parente che l’ha assunta in Italia), è arrivata regolarmente in Italia. La coppia ha avuto due figli nati a Como. Giunto in Italia il ricorrente ha formulato sia una istanza al tribunale dei minori sia come richiedente asilo. Motivo per cui ha un permesso di questo tipo. Nel 2018 la coppia è anche riuscita a formalizzare il matrimonio in Italia, proprio a Como.

Il giudice anche nel corso dell’udienza ha lasciato intendere che non ritiene giustificabile che il Comune non abbia analizzato la posizione del singolo che ha richiesto l’iscrizione anagrafica e ritiene che la norma invocata dal Comune, contenuta nel cosiddetto «decreto sicurezza» che definisce il permesso di soggiorno dei richiedenti asilo titolo non idoneo all’iscrizione anagrafica, non possa contrastare con gli altri requisiti, previsti dalle norme che disciplinano l’anagrafe, che danno diritto all’iscrizione anagrafica, prima fra tutte la permanenza nel territorio. Norme che sono state richiamate nel ricorso e quindi anche dal magistrato.

Dopo tale causa ne è stata discussa anche un’altra simile, pure patrocinata da una esponente dell’Osservatorio; il suo cliente è un richiedente asilo ospite presso un CAS. Il giudice in quel caso ha respinto il ricorso ma solo perché ha ritenuto che non sussista, nel suo caso, il requisito del “periculum in mora”, presupposto necessario per ottenere un provvedimento “di urgenza” ai sensi dell’art. 700 c.p.c.. Motivo per cui lavvocata chiederà la stessa prescrizione contro il Comune chiedendola in via ordinaria e non di urgenza. Nel primo caso invece l’urgenza è stata motivata e riconosciuta per il fatto che senza l’iscrizione all’anagrafe il ricorrente non riusciva a ottenere la conversione della patente di guida regolarmente conseguita in Svizzera.

Video/La “Bella Como” a Villa Gallia con l’Osservatorio giuridico

La grande sala di Villa Gallia a Como piena conferma l’interesse della Bella Como all’approfondimento del tema dei Diritti dei migranti in città Con gli interventi di Antonio Lamariucciola,  di Giorgia Borderi e di Michele Nicoletti si è aperta la prima sessione del Convegno. Nel pomeriggio ugualmente alta la partecipazione alla sessione coordinata da Grazia Villa con i saluti (non formali) delle Istituzioni e gli interventi  di Alberto Guariso, Maria Luisa Lo Gatto e Nicola Piacente ai quali è seguito il dibattito.  Presenti tute le istituzioni meno il Comune di Como. Antonio Lamarucciola, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti: «Al Convegno sono state invitate tutte le istituzioni. Tutte hanno aderito salvo il Comune di Como. Preciso che anche il Comune di Como è stato invitato».

Già on line su fb la diretta e, sul canale di ecoinformazioni,  i video hd (in corso di caricamento) dell’intero convegno. 

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