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8 marzo/ Campanelli d’allarme e di lotta con Nonunadimeno


Contro tutto ciò che mina la libertà delle donne, venerdì 8 marzo, nella giornata dello sciopero globale femminista, NonUnaDiMeno anima comizi a Como.

Il programma del movimento femminista per venerdì 8 marzo è ambizioso: in ogni continente vi dovrebbe essere uno sciopero femminista, nel quale ogni attività lavorativa verrà interrotta per “rifiutare i ruoli e le gerarchie di genere”. Comosi mobilita con NonUnaDiMeno con comizi e iniziative di approfondimento. I comizi inizieranno alle 9.30 con un presidio di fronte al Tribunale della città. Alle 10 l’iniziativa prosegue in via Grand con un incontro con le donne immigrate della Scuola di italiano, una rappresentazione teatrale e un successivo momento di dialogo. Alle 13 comizio davanti ai licei “Volta” e “Ciceri”, in concomitanza con la fine delle lezioni. Nel pomeriggio alle 17 “NonUnaDiMeno” si troverà alle fermate dei bus di piazza Vittoria e via Sauro. Alle 18 l’appuntamento è fuori dalla Biblioteca comunale, al termine del convegno Donne migranti tra immaginario e realtà di Adgi e Osservatorio legale per i migranti. La giornata di manifestazione si concluderà alle 19, a Moltrasio, alla Cooperativa La Moltrasina con la proiezione di un documentario e cen su prenotazione.

L’obiettivo della mobilitazione femminista è mostrare che nella società odierna i diritti delle donne sono in pericolo. Passando dal decreto Pillon al tema del femminicidio, fino ad arrivare a lavoro, divorzio, aborto, questa manifestazione chiede a gran voce un cambiamento radicale per «immaginare una società accogliente, solidale  e libera da ogni dominio». [Luca Spallino per ecoinformazioni]

Il testo integrale del volantino del Gruppo donne “8 marzo a Como con NonUnaDiMeno”

«8 marzo 2019 : Campanelli d’allarme

“Non dimenticate mai che basterà una crisi politica economica religiosa affinché i diritti delle donne siano messi in discussione . Questi  diritti non sono mai acquisiti.  Dovrete  stare attente alla vostra vita.” ( Simone De Beauvoir – 1908-1986)

Facciamo nostra la riflessione di Simone De Beauvoir ,  più che mai attuale ed appropriata.

Non è un caso, dunque, che oggi i diritti e la libertà delle donne siano in pericolo. E sono tanti i campanelli d’allarme che lo dimostrano.

 -Ogni tre giorni avviene un femminicidio ad opera di un maschio conosciuto.

 La violenza maschile è espressione diretta di oppressione e potere che  ha permeato la cultura, la politica e le relazioni pubbliche e private;

-la violenza contro le donne attraversa tutti gli ambiti delle nostre vite.

Si autoalimenta e passa, senza sosta, dalla sfera familiare e delle relazioni, a quella economica e a quella del lavoro, da quella politica e istituzionale  a quella sociale e culturale, nelle sue diverse forme e sfaccettature  come violenza fisica, sessuale e psicologica. Basta pensare al lavoro. Da lungo tempo  il mondo del lavoro e’ sotto attacco attraverso le austerepolitiche di precarizzazione imposte negli ultimi decenni.   Purtroppo questa realtà ha segnato significativamente  la vita delle lavoratrici:  salari  più bassi e condizioni di lavoro peggiorate, con maggior rischio di subire ricatti, spesso accompagnati  da  molestie sessuali.  Carichi  e ritmi di lavoro aumentati, turni ingestibili, crescita di richieste di straordinario  gravano soprattutto sulle donne che si occupano ancora del lavoro domestico e di cura.  Discriminazioni e sfruttamento sono ancora  più evidenti  quando si tratta di donne migranti poichè il permesso di soggiorno le rende più ricattabili e perché spesso chiamate a svolgere quei lavori di cura che il sistema pubblico non garantisce più.

Chiediamo a gran voce il diritto ad un lavoro sicuro e garantito e ad una rete pubblica di servizi;

in materia di separazione, aborto, divorzio ed affido dei minori stiamo tornando  indietro di 50 anni!

Stanno tentando di privarci  delle libertà e dei diritti conquistate dal movimento delle donne  per provare ad annullare il diritto all’autodeterminazione:

  • libertà di separarci da mariti anche violenti;
  • libertà di usufruire della legge 194 per poter scegliere se interrompere la gravidanza, una legge messa in discussione da un’obiezione di coscienza che riguarda oltre l’80% personale medico;
  • riconoscimento dei  diritti civili;
  • libertà di orientamento sessuale.

 In particolare , il disegno di legge “Pillon” attualmente in discussione, solo a parole mira a conciliare i problemi, di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare esercitando il controllo pubblico sui rapporti familiari ed impedendo quindi scelte di autonomia personale.  Inoltre il “mantenimento diretto” presuppone l’assenza di disparità economiche tra i generi ed ancor più grave viene introdotto il concetto di “alienazione parentale” in cui si ipotizza che le donne manipolino i minori contro i padri.

 Le donne che  oggi riempiono le piazze di tutto il mondo appartengono a generazioni diverse ma hanno capito quanto il sessismo sia trasversale a tutte le realtà di sfruttamento, quanto siano intrecciate le diverse forme di oppressione e quanto siano profonde le radici della cultura che abbiamo ereditato e purtroppo in parte interiorizzato.

 Il cambiamento che vogliamo non può essere oggi che radicale: riguarda istituzioni, economia, saperi e poteri della vita privata e pubblica; è contrasto, disobbedienza, ribellione ai governi che legittimano la violenza maschile in tutte le sue forme.

Per questo oggi suonano forte i “campanelli d’allarme”. Perché c’è bisogno di tutta la nostra forza per impedire che si torni indietro e per immaginare  modelli di società  accogliente, solidale, libera da ogni dominio.

Gruppo donne “8 marzo a Como con NonUnaDiMeno”»

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Questa voce è stata pubblicata il 5 Marzo 2019 da in diritti, Donne con tag , .

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