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Vietata la solidarietà, anche usata

Colpire i poveri, negarne i diritti, perseguire chi li aiuta è la mission del governo di destra comasco. Lo confermano la maggior parte dei provvedimenti imposti a Como e anche l’ultima insana idea di chiedere una sorta di pizzo alle organizzazioni caritatevoli che si occupano di raccogliere abiti dismessi per donarli a chi non ne ha. Lo scandalo dell’appalto che imporrebbe per ciascun punto di raccolta centinaia di euro di tassa è stato denunciato da Bruno Magatti consigliere comunale della lista Civitas che il 29 aprile ha illustrato nuove proposte, destinate crediamo a essere ignorate se, come temiamo, il problema non solo l’incompetenza, ma la scelta deliberata e consapevole di colpire la solidiarietà.

«Alcuni giorni fa, Civitas – Progetto città, ha portato alla luce e posto all’attenzione l’intimazione da parte dell’amministrazione comunale alla rimozione dei cassonetti per gli indumenti usati.

Abbiamo scritto al Sindaco chiedendogli il ritiro in autotutela alla rimozione dei cassoni, di proseguire il servizio, non facendo mancare lo stesso ai cittadini e di indire immediatamente una nuova gara a condizioni economiche più consone al reale mercato di riferimento del servizio. Ci duole constatare che, all’oggi, 29 Aprile, non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte del Sindaco.

Abbiamo letto, tuttavia, con molta attenzione il comunicato che l’amministrazione comunale ha diramato alcuni giorni fa.

Abbiamo constatato che non sembra esserci volontà da parte del Sindaco di accogliere le nostre sollecitazioni, con motivazioni, a nostro avviso, molto deboli sia tecnicamente sia giuridicamente.

Due sono gli aspetti tecnici e giuridici in questione: il primo riguarda la qualità del bando e il secondo l’impossibilità di prorogare il servizio fino all’espletamento della prossima gara.

Sul primo punto rinnoviamo l’invito a riconsiderare con attenzione i dati economici della questione e, a supporto della nostra analisi, poniamo all’attenzione di tutti il fatto che il bando in oggetto ne richiama uno espressamente evocato nel corso dell’audizione della “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” con il Presidente dell’ANCI, in quella sede definito esattamente con l’espressione “una gara completamente fuori mercato” (riferito alla cittadina di Vasto).

Sul secondo punto vogliamo ricordare che la natura giuridica della proroga si fonda su elementi che, a nostro parere, includono in tutto e per tutto il nostro caso in specie (Consiglio di Stato, sez. V, sent. 11.5.2009, n. 2882). La norma preserva la continuità dell’azione amministrativa (art. 97 della Costituzione) garantendo i servizi ai cittadini. A ciò si deve aggiungere il dato economico certo di maggiori costi di smaltimento, molto grave, perpetuato a danno dei cittadini di Como.

Affermiamo, quindi, che il  mantenere ostinatamente le posizioni assunte su questo tema certificherebbe una inadeguatezza logico-politica del Sindaco e di questa Giunta, a danno degli abitanti della nostra Città.

Siamo altresì a dover prendere atto che non risulta assunto alcun atto di indirizzo politico su questo tema, nemmeno dopo il mancato affidamento della prima gara.

Non possiamo, infine, che leggere tutto ciò in termini di sostanziale indifferenza e disinteresse nei confronti di tematiche importanti come riciclo, riuso e solidarietà, molto cari non solo a noi ma a gran parte dei nostri concittadini e ribadire la necessità di mantenere alta l’attenzione ai processi che rendono possibile lo scambio sostenibile, come elemento caratterizzante la realtà presente». [Civitas]

Guarda le immagini presentate da Civitas nella Conferenza stampa del 29 aprile a Palazzo Cernezzi.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 Aprile 2019 da in Politica, Solidarietà con tag , .

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