Mese: Novembre 2019

16 novembre/ Oltre lo sguardo 2019/ The children act- il verdetto

Sabato 16 novembre Cadorago Auditorium (accanto biblioteca) via Manzoni 26 verrà proiettato il film The children act- il verdetto per la rassegna di Oltre lo sguardo.  Entrata con tessera di Oltre lo sguardo  valida tutte le 66 proiezioni del ciclo al prezzo di 5 euro.

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11 novembre/ The Post al Lucernetta

Lo Spi Cgil di Como, in collaborazione con il circolo Arci Xanadù, riporta il cinema al teatro Lucernetta. Il prossimo film è in programma Lunedì 11 novembre e si tratta di The Post. Si comincia sempre alle 15 e sempre al Lucernetta. L’ingresso costa quattro euro. Ogni film sarà introdotto da Grazia Villa.

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Il pianeta sta bruciando/ Il delicato rapporto uomo-Terra

Nella serata di venerdì 8 novembre, la sala consiliare del municipio di Lurago d’Erba ha ospitato il primo dei due incontri della rassegna Il pianeta sta bruciando!, intitolato L’uomo cambia il clima, il clima cambia l’uomo. Ospite e relatore di questa prima conferenza è stato Frank Raes, climatologo belga.
Organizza il Circolo ambiente Ilaria Alpi.

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Lurago d’Erba/ Il Pianeta sta Bruciando!

Venerdì 8 novembre si è aperta presso la sala consiliare di Lurago d’Erba la mini-rassegna Il pianeta sta bruciando! sui cambiamenti climatici, organizzata dal circolo ambiente Ilaria Alpi col patrocinio delle amministrazioni comunali di Lurago e Inverigo.

Alla presenza di un folto pubblico, Roberto Fumagalli ha aperto la serata coi ringraziamenti alle amministrazioni comunali e alle associazioni aderenti (GASS Lurago, Le Contrade e CAI Inverigo), ed è entrato nel vivo ricordando come mutamenti nelle condizioni climatiche siano sempre esistiti, ma mai repentine come di questi tempi.

E’ toccato quindi a Giovanni Molteni fare gli onori di casa e  portare i saluti della amministrazione di Lurago.

Fumagalli ha quindi presentato l’ospite Frank Raes, climatologo di livello internazionale, ex consulente della Commissione Europea, belga di nascita e in Italia da 30 anni.

Ha preso quindi la parola Raes, presentandosi e informando dell’esistenza, a Laveno Mombello, di un museo della Tecnologia dell’Antropocene da lui curato. E’ seguita una interessante e coinvolgente dissertazione cronologica supportata dalla proiezione di immagini, sulla terra, la vita, la razza umana, a partire da 4,5 miliardi di anni fa (nascita della Terra, che presumibilmente vivrà ancora altrettanto a lungo), passando alla formazione della Vita negli Oceani 1 miliardo di anni dopo, quindi la formazione della Vita sulla Terra dopo altri 3 miliardi di anni grazie alla formazione dello strato di Ozono in atmosfera. Grazie ai fossili conosciamo la storia di questi ultimi 600 milioni di anni, con le grandi estinzioni di massa verificatesi, ultima quella di 100 milioni di anni fa. Dopo i primi ominidi, 200 mila anni fa arriva l’homo sapiens. In tempi molto più recenti, 12.000 anni fa ha inizio l’Olocene. Raes cita poi le grandi rivoluzioni, la Rivoluzione Cognitiva di 50 mila anni or sono, la Rivoluzione Agricola e infine la Rivoluzione Industriale di pochi secoli fa.

Raes

La trattazione si è fatta sempre più di effetto, con musica di Haydn in crescendo a supportare immagini dell’attuale era dell’Antropocene (era delle trasformazioni provocate dall’uomo su ambiente e clima), un turbinio di immagini commentate da Raes e culminato in una significativa esplosione finale.

L’intervento prosegue sottolineando come l’uomo muta la composizione chimica di atmosfera e oceani, provoca estinzioni di animali e piante, fino a far ipotizzare da alcuni che la sesta estinzione di massa potrebbe coinvolgere l’uomo stesso. Di sicuro, il sintomo più evidente dell’Antropocene è il cambiamento climatico. Raes ha quindi enunciato alcuni messaggi sul cambiamento climatico:

  • La terra è un sistema aperto, e come tale crea ordine; riceve energia dal sole e la “redistribuisce” nei vari fenomeni che favoriscono la vita (calore, evaporazione, precipitazioni…); tuttavia da 200 anni a questa parte l’uomo tratta la terra come un sistema chiuso (come tale creando disordine), scavando per estrarre materie prime necessarie a creare l’energia anziché sfruttare gratis quella che già abbiamo
  • Il cambiamento climatico è a livello planetario: la CO2 prodotta in eccesso non viene riassorbita prima di un secolo, e nel frattempo si diffonde ovunque determinando i suoi nefasti effetti ovunque
  • Il cambiamento climatico è ingiusto, perché va a discapito anche di chi vive in aree e in generazioni che non hanno contribuito a crearlo

L’accordo di Parigi del 2015 sancisce che il cambiamento climatico è una minaccia, e va affrontato progressivamente, contenendo l’aumento di temperatura rispetto all’era preindustriale entro i 2° C, provando a limitarlo entro 1,5 °C; occorre evitare l’ingestibile (mitigare gli effetti, riducendo l’emissione di gas serra), e gestire l’inevitabile (adattarsi agli impatti che comunque ci saranno anche contenendo l’aumento di temperatura entro i 2°).

Gli studi dicono che per contenere l’aumento di temperatura entro i 2°, occorre ridurre da subito le emissioni di CO2, e azzerarle (ovvero renderle pari all’assorbimento naturale di CO2 da parte delle piante) entro il 2080. Per contenere l’aumento di temperatura entro 1,5 ° occorrerebbe azzerare la produzione di CO2 entro il 2050.

Nel caso di contenimento entro i 2° dell’aumento di temperatura, ogni essere umano avrebbe a disposizione nel corso della propria esistenza 100 tonnellate di emissioni di CO2. Attualmente negli Stati Uniti siamo a 16 tonnellate/anno a persona, in Europa 7, in India e Africa 2. Si è poi calcolato che una vita “spensierata” (utilizzo dell’automobile senza limiti, fare un paio di viaggi in aereo l’anno, fare spesso il bagno per lavarsi, mangiare carne tutti i giorni) determina emissioni di CO2 pari a 14,3 tonnellate/anno; una vita “da monaco” (spostarsi coi mezzi pubblici, lavarsi con la doccia, adottare un regime vegetariano) provoca emissioni pari a 3,3 tonnellate/anno.

A livello individuale è quindi auspicabile iniziare almeno gradualmente ad adottare comportamenti “virtuosi”; altri provvedimenti possono essere presi a livello collettivo: politiche per stimolare l’innovazione tecnologica (energie rinnovabili, economia circolare), per far pagare chi inquina (tasse innovative), per educare e cambiare modelli culturali.

Occorre in definitiva tornare ad un rapporto virtuoso con la natura, efficacemente simboleggiato nel Nastro di Mobius dell’immagine di apertura, dove il lato interno e il lato esterno sono intrecciati e si scambiano, come deve avvenire tra Uomo e Natura.

Rimane tempo per numerose domande da parte di un pubblico attento e del moderatore Roberto Fumagalli, in cui si evidenzia un differente approccio tra Raes e Fumagalli, decisamente pessimista il secondo rispetto alla volontà del mondo politico e istituzionale nei confronti del cambiamento climatico, quanto ottimista il primo nel mettere in evidenza più volte come il mondo politico abbia risposto positivamente attivando politiche che, in Europa, hanno portato a una riduzione delle emissioni di CO2 del 24%, solo in parte dovute alla delocalizzazione di siti produttivi in altri continenti (a fronte purtroppo di un aumento di emissioni nel resto del mondo pari al 60%).

In attesa della seconda serata della rassegna, dedicata allo scioglimento dei ghiacciai, l’invito è quindi quello da una parte di adottare con la dovuta gradualità comportamenti individuali virtuosi, dall’altra di chiedere alla politica programmi conseguenti; e magari passare a Laveno per approfondire il tema con una visita al Museo delle Tecnologie dell’Antropocene. [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

Conferenza di organizzazione Auser Como: il documento finale

Si è svolta venerdì 8 novembre a Cantù la conferenza provinciale di organizzazione dell’Auser, aperta dalla relazione di Francesco De Luca, alla presenza di 50 attivisti in rappresentanza delle 15 associazioni locali. Il documento conclusivo guarda al futuro, con l’impegno a difendere gli spazi di democrazia e coesione sociale,  dentro in nuovi scenari delineati dal Codice del terzo Settore.

Leggi qui il documento finale https://periferieecoinformazioni.wordpress.com/2019/11/08/conferenza-di-organizzazione-auser-como-il-documento-finale/#more-2901

Auser con Liliana Segre

La conferenza di organizzazione provinciale di Auser, riunita a Cantù l’8 novembre 2019, ha approvato un ordine del giorno di solidarietà con Liliana Segre e di condanna del fascismo, del razzismo e dell’antisemintismo: “Liliana Segre è una di noi, quando parla ai giovani nelle scuole e quando risponde agli odiatori ricordando che Lei non odia nessuno. Per questo, a differenza di coloro che si astengono in Parlamento, noi prendiamo posizione e chiediamo con forza a chi ne ha il dovere di far cessare le provocazioni e le offese, perché il fascismo non è un’opinione, è un crimine!”

La Conferenza Provinciale di Organizzazione dell’AUSER di Como , riunita a Cantù l’8 novembre 2019 esprime solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, da ieri costretta a muoversi sotto scorta a causa delle minacce ricevute per il suo instancabile impegno contro ogni forma di razzismo, fascismo, antisemitismo e per aver promosso una mozione parlamentare per il contrasto a questi fenomeni.

Il mondo del volontariato tutto, ed Auser in particolare, rappresentano l’antitesi e l’antidoto all’odio che viene seminato a piene mani da quelle forze che utilizzano strumentalmente la crisi economica, per proporre un ritorno al passato, all’autoritarismo, al nazionalismo, alla guerra tra i poveri.

Noi siamo per l’uguaglianza, siamo per l’accoglienza, siamo portatori di cultura di pace. I nostri valori sono i valori della Costituzione nata dalla Resistenza, dell’Europa dei popoli – non delle piccole patrie – che costruisce uguaglianza nel rispetto delle differenze.

Noi non facciamo politica, facciamo cittadinanza attiva, ma questo non ci impedisce di cogliere il disegno di chi è stato condannato dalla storia e oggi cerca di riproporre – in forme solo apparentemente diverse ma uguali nella sostanza – idee aberranti e modelli istituzionali autoritari.

Il nostro contributo alla difesa e al consolidamento dei valori costituzionali è nell’impegno quotidiano per la coesione sociale e per il dialogo tra le generazioni .

Per questo Liliana Segre è una di noi, quando parla ai giovani nelle scuole e quando risponde agli odiatori ricordando che Lei non odia nessuno.

Per questo, a differenza di coloro che si astengono in Parlamento, noi prendiamo posizione e chiediamo con forza a chi ne ha il dovere di far cessare le provocazioni e le offese, perché il fascismo non è un’opinione, è un crimine!

Approvato all’unanimità

7 novembre/ La scuola giusta. La giusta scuola

Il Prc/SE- Federazione Provinciale Como e le/i Giovani Comunisti/e Como invitano tutta la cittadinanza, le studentesse, gli studenti e le/i docenti ad una serata per ascoltare la realtà della scuola da chi la scuola la vive, per individuare insieme i bisogni e discutere su come la scuola può venire incontro a studenti, lavoratori e cittadini.

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8 novembre/ In coro a sostegno dell’accoglienza

Venerdì 8 novembre 2019, alle ore 20, presso la Cooperativa Moltrasina in via Raschi a Moltrasio c’è un Apericoro con un ricco buffet e il CaroCoro, diretto da Vittorio Liberti, che interpreta La gatta cenerentola.

Il ricavato della serata andrà a sostenere le attività di ComoAccoglie.

Indispensabile la prenotazione ai numeri 349 3294273 (Antonella) o 3289636321 (Claudio).

9 novembre/ Serata Swing per Manchitunellaria

Ritornano gli eventi a sostegno di #Manchitunellaria, la campagna per salvare lo Spazio Gloria promossa da Arci Xanadù. Sabato 9 novembre alle 21 si ballerà sulle note della Raffaele Kohler swing band allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como.

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7 novembre/ Sulla pelle dei curdi

Makhmaour, foto Il gabbiano

Foto e video della missione di solidarietà nel campo profughi di Makhmour. Giovedì 7 novembre alle 21 allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 Como. Intervengono: Giorgio Barbarini, Associazione Verso il Kurdistan; Cecco Bellosi, Associazione il Gabbiano.
Sarà possibile sottoscrivere per il popolo curdo.

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