Fridays for future/ Mobilità sostenibile contro l’asfalto

L’asfalto (quello della futura Canturina bis), non è per forza l’unica soluzione plausibile e possibile per risolvere problemi di congestione del traffico; Fridays for future propone diverse soluzioni alternative ad esso.

«Pensare che la realizzazione di una strada di 7 km possa risolvere i problemi di traffico di una città come Cantù è pura follia. Noi del movimento ambientalista Fridays For Future Como proponiamo delle alternative concrete all’opera e che già da ora possono essere applicate dalle amministrazioni comunali, dalle istituzioni preposte e dagli enti competenti. La nostra proposta individua tutta una serie di interventi che andranno ad incentivare la mobilità collettiva, la mobilità ciclabile e la logistica delle merci sostenibile al fine di ridurre il traffico circolante sulle arterie stradali.

Ci teniamo a sottolineare che i cambiamenti climatici, causati dall’aumento delle emissioni di gas serra climalteranti derivano anche dal comparto dei trasporti. Infatti il settore della mobilità incide al 20% circa sulle emissioni antropiche globali di gas serra. Quello che a nostro parere serve è: ridurre la circolazione dei mezzi inquinanti (principalmente auto), incentivando gli spostamenti tramite i mezzi collettivi (treni e bus) o i mezzi che non producono né emissioni climalteranti né inquinamento atmosferico (biciclette).
Allo stesso modo non pensiamo che la transizione del mercato automobilistico dalla vendita di auto a diesel/benzina alle auto elettriche possa risolvere i problemi ambientali. L’efficienza energetica delle nuove auto elettriche è quasi sempre maggiore rispetto alle auto a diesel/benzina, ma non basta questo tipo di “sostenibilità” per risolvere alcune criticità ambientali. In primis, non viene risolto il problema delle emissioni di gas serra pro-capite.

Il modello di mobilità sostenibile che cerchiamo di proporre verte su tre tipi di infrastrutture:

– l’infrastruttura ferroviaria, a cui devono essere migliorati i servizi su tutta la rete. Come? Aumentando la frequenza dei treni sulle gronde ferroviarie pedemontane ovvero lungo la ferrovia Como-Lecco e la Seregno- Carnate – Bergamo. Far sì che queste infrastrutture già esistenti, abbiano un servizio ferroviario affidabile e frequente. Ricordiamo che sulla linea Como Lecco insistono circa 230.000 abitanti, ma nonostante ciò il servizio ferroviario è carente nell’arco delle giornate feriali e completamente assente nei giorni festivi e nel mese di agosto. Se è vero da un lato che la maggior parte dei flussi di traffico si muovono ogni giorno dalle città capoluogo verso Milano, è anche vero che mancano i servizi ferroviari che collegano i comuni tra provincia e provincia. La bocciatura della regione all’intervento di elettrificazione della linea è un fatto altrettanto grave, in quanto si è dimenticato che sulla stessa linea si potrebbe garantire l’arrivo dei treni Tilo dalla Svizzera in Brianza, sgravando parte del traffico frontaliero. Questo servizio ferroviario “di gronda” consentirebbe di dare un servizio TPL a un territorio altamente urbanizzato.

– l’infrastruttura stradale, che deve essere usufruita maggiormente dal trasporto pubblico su gomma (ovvero i bus). Il cittadino medio non usufruisce dei bus perché la scarsa frequenza dei mezzi pubblici porta alla scarsa capacità di integrazione tra mezzi pubblici che viaggiano lungo direttrici diverse. I 473 mln di euro che regione Lombardia ha deliberato lo scorso 12 ottobre per la realizzazione di nuove infrastrutture stradali in vista delle olimpiadi del 2026 potevano essere destinati proprio al TPL urbano ed extraurbano. Ci appaiono ingiustificati i finanziamenti a nuove opere stradali in un clima di collasso del trasporto pubblico, anche a causa dell’emergenza sanitaria. Per la città di Cantù serve collegare il centro cittadino alle sue due stazioni: Cantù – Cermenate e Cantù con un servizio TPL frequente, spostando ad esempio i capolinea delle corse extraurbane dal piazzale CAI al piazzale di via Vittorio Veneto davanti alla stazione. Allo stesso modo, servirebbe aumentare l’offerta del servizio TPL alle frazioni di Cantù (Fecchio, Mirabello, Vighizzolo, Asnago, C.ina Amata) e ai comuni confinanti alla città. Nel contempo servirebbe una riforma tariffaria del TPL, per rendere gratuito il trasporto delle biciclette sui treni o consentire la gratuità dei mezzi pubblici a certe categorie (es. chi ha un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro all’anno, gli studenti, gli anziani ecc.). Il TPL deve essere un servizio pubblico e le istituzioni possono prevedere di migliorare i servizi TPL anche attingendo risorse economiche dal Recovery Fund europeo.

– l’infrastruttura ciclabile, che purtroppo è pressochè inesistente. Le piste ciclabili non devono essere progettate unicamente per le passeggiate domenicali, devono essere progettate anche per garantire ai cittadini di raggiungere: stazioni, negozi di alimentari, ambulatori, biblioteche, scuole… Sul nostro territorio manca una pianificazione sul lungo termine che preveda la realizzazione di collegamenti ciclabili per garantire questi brevi spostamenti.

Infine, c’è chi sostiene la realizzazione della Canturina Bis perchè sul centro di Cantù insiste un problema di traffico dovuto a furgoni e tir. Il problema, a nostro parere, va affrontato in modo serio dagli strumenti urbanistici pertinenti. Come cittadini non possiamo pretendere di dare soluzioni puntuali a un problema complesso, quindi chiediamo che la città di Cantù realizzi un piano urbano della mobilità sostenibile dove venga affrontato il problema della logistica in città. Una volta che verrà redatto questo piano, che analizzerà origine e destinazione del traffico merci, si potranno ricercare delle soluzioni puntuali al problema (aumento di quota merci su rotaia, hub logistici in grado di razionalizzare gli spostamenti delle merci, ripristino degli scali merci ecc. ecc.).

Concludendo, troviamo comunque ingiustificata la spesa complessiva di 100 o 150 milioni di euro per un’opera stradale, quando questi fondi potrebbero essere destinati al trasporto pubblico, alle piste ciclabili e alla realizzazione di un piano urbano della mobilità sostenibile che affronti il problema della logistica delle merci in una sua sezione». [Fridays for future]

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