8 Marzo/ Sindacati insieme sul divario retributivo di genere

«Gender pay gap – Divario retributivo di genere: a che punto siamo? Quali strategie per colmare la differenza?: questo il titolo dell’evento online promosso da Cgil, Cisl e Uil in occasione della Giornata internazionale della donna, il prossimo 8 marzo.
Una tavola rotonda in cui, a partire dalle ore 14.15, Elisa Di Marco, segretaria territoriale Cisl dei Laghi, Lorena Panzeri, segreteria territoriale Cgil di Como e Serena Gargiulo, segreteria territoriale Uil del Lario, dialogheranno con: Margherita Roiatti – Ricercatrice Adapt; on. Chiara Braga – Deputata e rappresentante territoriale; Simone Varva – docente Università degli studi di Milano Bicocca. L’evento potrà essere seguito sulle pagine Facebook di Cgil Como, Cisl dei laghi e Uil Lario.

“Mai come quest’anno – spiega Elisa Di Marco, Cisl dei Laghi – l’8 marzo è un’occasione importante per riflettere sul ruolo della donna nella società. La pandemia ha determinato un pesante peggioramento della nostra condizione, causando la retrocessione di diritti garantiti e incidendo in misura significativa sulla partecipazione della donna nel mondo del lavoro. La tavola rotonda che abbiamo deciso di proporre si sofferma sul persistere di una disuguaglianza economia tra uomini e donne che il Covid ha contribuito nell’accentuare. Oggi esiste un divario di genere del 16% tra la retribuzione oraria lorda degli uomini e quella delle donne nell’UE. Insieme cercheremo di riflettere sulle ragioni di questo divario e capire come porvi rimedio».
Ricordiamo che l’uguaglianza di genere è uno degli obiettivi di sviluppo del millennio inseriti nell’agenda Onu. In particolare il tema del gender pay gap è al centro di una battaglia intitolata “End the secreacy” (mettiamo fine alla segretezza), che il Ces, il sindacato europeo, sta portando avanti per arrivare all’approvazione di una normativa, a livello Comunitario, che definisca una chiara struttura retributiva in tutte le aziende del mondo.
«Abbiamo deciso insieme di discutere di questo argomento – spiega Lorena Panzeri, Cgil Como – essendo un tema rilevante che innesca atteggiamenti di discrimine, perché avere una retribuzione più bassa significa anche essere meno libere e meno autodeterminate rispetto alle scelte personali e di vita. E inoltre perché è assolutamente inaccettabile che a parità di condizione ci sia un sesso che percepisce diversità di compensi economici rispetto all’altro. È una questione di dignità che va contrastata prima di tutto con la conoscenza, e in secondo luogo attraverso la contrattazione e la richiesta alla politica che vi ponga rimedio. Queste sono condizioni che desideriamo analizzare ma, soprattutto, contrastare».
«Ci sembrava corretto affrontare la questione sotto vari punti di vista – aggiunge Serena Gargiulo, Uil del Lario – quello giuridico-normativo, quello statistico e quello politico per comprendere meglio la natura del fenomeno, fotografarlo e capire in prospettiva come superarlo. Occorre aiutare le donne non solo ad avere un salario adeguato al tipo di lavoro svolto, ma promuoverne le capacità professionali e le opportunità di carriera, affinché possano ottenere ruoli apicali nella società. Ecco perché va potenziato il sistema di welfare attorno alle donne e considerata la conciliazione dei tempi vita-lavoro»» [Cgil Como; Cisl dei laghi; Uil del Lario].

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