Cantiere scuola per una scuola nuova

Unione degli studenti Como è scesa in piazza Volta nel pomeriggio di venerdì 9 aprile per lanciare la campagna Cantiere scuola. Il progetto, strutturato sul piano nazionale, regionale e locale ha l’obbiettivo di diffondere un dibattito critico sulla scuola che partendo dagli studenti e dalle studentesse disegni il modello di una scuola migliore.

La scuola è un pilastro della società. Durante la pandemia, sono emersi diversi aspetti critici della struttura dell’istruzione italiana. Le istituzioni, però, non sembrano aver realmente compreso la centralità del mondo scolastico, gettandolo in balia di aperture e chiusure scriteriate e poco facendo per risolvere i problemi prepotentemente emersi nell’ultimo anno.

I punti messi al centro da Cantiere scuola sono diritto allo studio, trasporti, valutazioni, digitalizzazione e Pcto (figli teorici dell’alternanza scuola-lavoro) e salute mentale.
Gli studenti e le studentesse che parteciperanno alla campagna attivandosi nelle proprie classi e nelle proprie scuole sono invitati a riflettere su questi argomenti, chiedendosi com’è la loro esperienza scolastica rispetto a questi aspetti e pensando eventualmente a come migliorarla.

Come sottolineato nei vari interventi del presidio, l’istruzione dovrebbe essere un diritto di tutti e tutte, ma limiti economici delle famiglie ed ostacoli strutturali spesso impediscono la concretizzazione di questo principio. Matteo Toscani ha fatto notare il fatto che il costo enorme dei testi scolastici e dei trasporti è solo una delle barriere che si presentano alla parità di accesso all’istruzione. La pandemia e la didattica a distanza hanno reso ancora più lontano questo traguardo, discriminando tra studenti con la possibilità di connettersi e studenti per cui la partecipazione alle lezioni da remoto si sta rivelando molto difficoltosa.

Discutendo invece il piano didattico, la scuola che i manifestanti vorrebbero è un luogo in cui i le studenti dovrebbero essere considerati come persone e non come voti e in cui la prestazione non è la priorità.
Oltre a creare una visione distorta dei pari, visti come avversari nella corsa al risultato, e di sé stessi, dipinti come meri numeri, lo stress causato da una scuola attenta solo al programma ha anche grosse ripercussioni psicologiche e diversi dati ed episodi di cronaca dell’ultimo periodo ne sono prova.
Uds ha creato uno sportello di supporto gratuito in collaborazione con Jonas onlus, ma l’obbiettivo politico del movimento è costruire un sistema in cui i problemi non devono essere curati perché non si sviluppano nemmeno, arginati a monte.

Un nuovo sistema è possibile o quanto meno è pensabile: lo dimostrano i circa 50 studenti che hanno partecipato al pomeriggio di manifestazione e che, nell’ultima ora di presidio, hanno discusso alcune delle problematiche sollevate dai punti di Cantiere scuola.
La campagna è avviata, ora non resta che aspettare e vedere chi e come si attiverà e quali traguardi concreti il corpo studentesco riuscirà a raggiungere nella sua battaglia per un’istruzione migliore. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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