Diego Peverelli: il ricordo di un amico e di mille idee diverse

Scrive Luigi Nessi: «Secondo me, occorre ricordare Diego Peverelli, uomo del popolo». Lo facciamo dunque proprio con le parole scritte da Luigi, nel 2018, in occasione della festa per i suoi ottanta anni. E aggiunge: «Sapete che ero suo amico e tutti i venerdì passava da casa mia a bere il caffè, e molte volte abbiamo fatto mangiate da quindici persone insieme! Questo non ci esentava da mille discussioni e idee diverse su molte cose. Ma lui portava sempre un salame, mai piccolo, e un bianco buonissimo».

Ecco il ricordo di un amico, con mille idee diverse.

«PEVEDIEGIEIDE

Beh, sono sincero: non ho mai saputo bene inquadrare il Diego Peverelli; un po’ il Peppone di Guareschi, un Peppone “verde”, un po’ Don Rodrigo manzoniano, un po’ un personaggio che Olmi avrebbe messo nel suo Albero degli zoccoli; tanta fede nel superare i momenti duri che la vita gli ha riservato, tanta durezza in rapporti politici, tanta semplicità dovuta alle sue origini, gioie e amarezze.

Ma… ma… sotto la scorza, la faccia tante volte dura, un cuore grande e d’oro… Io con il Peverelli ho avuto rapporti sul lavoro; ogni tanto sbagliavamo a consegnare (lavoravo in una ditta di trasporti), e dopo la sua incazzatura telefonica, la sua rinnovata fiducia… “basta, non entrerete più nella mia ditta. Voi del Noseda”, poi, dopo un po’.., “dai vegnì su, che ho un po’ di roba per Roma”… Poi me lo ritrovo in Circoscrizione, io ero già consigliere comunale, considerato il duro della Tre; io vicino alla moschea, lui a comandare le sue “brigate verdi”, all’inizio della via Pino. Poi il tempo del suo assessorato; lui che fa spalare la neve a persone in difficoltà (beh, è stato il primo e l’unico), lui preoccupato per dare a un dipendente, Caspani Nicola, la giusta dimensione lavorativa (era un ragazzo con difficoltà motorie). Il suo continuo impegno per la sua città, Breccia e per le sue persone. La sua scelta di dimettersi da assessore (siamo sinceri, chi l’avrebbe fatto?) e il ritrovarlo poi, in Consiglio Comunale, io in maggioranza, ma proprio di fronte a lui, in minoranza… Io rosso, lui sempre verde.

Tante volte in disaccordo, ma alcune volte d’accordo… i cimiteri, il forno crematorio, le case comunali… una volta l’ho tradito per l’obbligo di coalizione, ma – lo dico – aveva ragione lui: dopo aver votato contro un suo emendamento a favore degli anziani, mi sono – lo dico – vergognato.

Da qui una grande amicizia… non ditelo ai giornalisti, potrebbero trovare occasioni postume di gossip… ma il Peverelli, tutti i venerdì veniva e viene a bere il caffè a casa mia… Ogni tanto, siamo in tanti, al venerdi pranziamo e soprattutto beviamo insieme a casa mia.

Logicamente, con le sue incazzature alle provocazioni; qualcuno è di sinistra, qualcuno è del PD, e tante volte le urla la fanno da padrone. Beh, io ringrazio veramente, e aggiungo anche il nome di tanti altri, ringrazio di avermi fatto incrociare una persona come Diego Peverelli; aggiungo con la sua burberità, il suo cuore d’oro, la sua onestà, la sua disponibilità, il suo impegno nel lavoro e per la nostra città. Quindi sono davvero contento di essere qui a festeggiare i suoi ottanta anni, con tante altre persone. Ad maiora, Diego Peverelli.» [Luigi Nessi]

Diego Peverelli, alla festa per i suoi ottant’anni nel 2018 [Foto di Luigi Nessi]
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