4 settembre/ Afghanistan/ Como

Nessuna guerra è giusta. L’iniziativa nazionale, promossa dalla rete delle Donne in nero, si svolgerà a Como, sabato 4 settembre alle 17,30 in piazza Verdi. Aderiscono la rete Como senza frontiere e altre organizzazioni. Si svolgerà nel rispetto delle cautele necessarie per limitare la diffusione della pandemia.

«Saremo in piazza Verdi a Como il 4 di settembre dalle 17.30, e contemporaneamente a tante piazze italiane, al fianco dei fratelli e delle sorelle afgani. Molte donne afghane in questi anni hanno avviato un profondo cambiamento nella società. Sono state attive in organizzazioni non governative, hanno creato case rifugio per le vittime di violenza, orfanotrofi, scuole, hanno fatto politica, sono entrate nelle istituzioni, hanno avuto nuovamente accesso a professioni, prima vietate dai talebani. Ora si trovano un paese devastato, disseminato di mine, senza infrastrutture, scuole, strade, ospedali ma con tante armi tra quelle dei talebani e quelle abbandonate dagli occupanti in fuga. Tutto oggi è per loro molto più difficile di 20 anni fa.

Chiediamo supporto e protezione incondizionati per le donne afghane, i loro figli, figlie. Vogliamo che abbiano diritto al futuro e ad un’accoglienza degna e che chi vuole restare per ricostruire il paese possa vivere in pace nella propria terra…

La guerra sempre devasta vite, ambiente, democrazia, diritti. Quella in Afghanistan non si doveva fare. È stata inutile: democrazia e diritti non si ottengono con le bombe. È stata costosa: in 20 anni di guerra e di occupazione militare gli Stati Uniti hanno speso 1000 miliardi di dollari, la Germania 19 miliardi e l’Italia 8,7 miliardi di euro. E soprattutto è stata dannosa:  ha causato 241 mila vittime e oltre 5 milioni di sfollati. Tanto dispendio di vite e di soldi va addebitato all’arroganza di Stati Uniti, NATO e di tutti i Paesi dell’Occidente, come il nostro, che si sono accodati alla scelta militare. Il disastro dell’intervento in Afghanistan, dopo Iraq, Siria, Libia, svela il fallimento delle strategie politiche internazionali. La perdurante subalternità “atlantica” italiana ed Europea si rivela un grave errore. L’Europa tutta e ogni singolo Paese dovrebbero cambiare la propria politica verso i/le migranti, abolendo i respingimenti e operando nella direzione di una accoglienza dignitosa per i profughi afghani e per tutte le donne e tutti gli uomini che cercano per sé e i propri cari un futuro migliore». [Donne in nero Como]

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