Ca’ d’Industria/ Un corteo per la città

È sfilato per tutta la mattinata di sabato 25 settembre il corteo delle lavoratrici e dei lavoratori della Ca’ d’Industria, istituto (ora Fondazione) ben noto in città per il lavoro di cura e assistenza per le persone anziane e fragili.

Al centro della mobilitazione i problemi del contratto di lavoro, ben riassunti nel volantino di convocazione della manifestazione.

«Noi, lavoratrici e lavoratori della RSU Ca d’Industria di Como, vogliamo condividere con la cittadinanza il rammarico e la sorpresa che ci ha colto quanto ci è stata data informazione delle intenzioni da parte del Consiglio di Amministrazione di cambiare i contratti ai lavoratori come unica soluzione ai problemi attuali. Dopo più di un anno, in cui abbiamo lavorato “a mani nude” affrontando la prima fase della pandemia, ancora sottovalutata da tutti, con coraggio e professionalità, siamo stati travolti dalla scelta del CdA. Abbiamo fronteggiato questo periodo con devozione, abnegazione e non ultima umanità. Abbiamo vissuto la morte da vicino cercando di stare accanto alle persone che stavano soffrendo in primo luogo a causa della lontananza dei propri cari. In alcuni casi non abbiamo potuto salutare gli ospiti (diventati parte della famiglia della Ca d’Industria), che sono mancati e non abbiamo trovato al nostro rientro dalla quarantena. Abbiamo affrontato la morte, e siamo stati presenti, contagiati, ammalati, ma sempre pronti a tornare al lavoro come da sempre facciamo, spesso anteponendo il nostro lavoro alla famiglia. Molte e molti di noi lavorano in Fondazione Ca d’Industria da moltissimi anni e non è mai mancata la collaborazione e il senso di responsabilità, che ha permesso di garantire un servizio di qualità. Dopo tutto questo siamo stati ripagati con una scelta unilaterale e di chiusura totale verso le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo. Tutto questo ha determinato una spaccatura e un senso di sfiducia nei riguardi degli amministratori. Si è quindi perso quel senso di famiglia che ha contraddistinto i rapporti e le relazioni della fondazione Ca d’Industria. Siamo deluse/i, amareggiate/i, sfiduciate/i e oggi chiediamo solo di provare a pensare un futuro diverso per tutto il personale della Fondazione. Vogliamo con questo messaggio ringraziare tutte le persone che ci stanno sostenendo, le colleghe ed i colleghi che sono presenti nelle varie iniziative e che saranno presenti al corteo di sabato, CGIL, CISL e UIL che ci stanno supportando nella nostra protesta, i cittadini che abbiamo incontrato al mercato durante i volantinaggi. Non vogliamo che la Fondazione Ca d’Industria sia divisa con personale di serie A e di serie B, solo uniti e con gli stessi diritti potremo svolgere al meglio il nostro lavoro».

Durante il corteo un lungo momento di approfondimento è stato dedicato a questi temi in piazza Cavour, dove hanno parlato non solo lavoratrici e lavoratori, insieme ai responsabili sindacali di Cgil Cisl e Uil, ma anche esponenti delle forze politiche e di altre realtà che sostengono le rivendicazioni.

Il corteo è poi proseguito fino al Municipio, dove c’è stata una lunga protesta per il mancato incontro con il sindaco, Mario Landriscina, che si è rifiutato di ascoltare le ragioni di lavoratrici e lavoratori, trincerandosi dietro l’assurda scusa di avere già “sentito il Consiglio d’Amministrazione”, cioè esattamente i responsabili della situazione di agitazione…

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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