Oggi si vota in Germania

Oggi, si vota in Germania e questi sono i fiori del mio orto. Oggi si vota in Germania e quella è la bandiera dei Verdi tedeschi,avuta in dono ad Amburgo dal loro portavoce, Ludger Wolmer, fine anni Novanta, era d’estate e giravamo per l’Europa. Oggi si vota in Germania e questa estate, Annalena Baerbock, la loro candidata alla cancelleria, era in testa nei sondaggi. Il Reno era esondato, migliaia di cittadini sfollati, danni per qualche miliardo di euro e, soprattutto, un centinaio di morti.

Poi. piano piano, è cominciata una campagna di denigrazione. Il fango che aveva invaso le case, provocando lutti e distruzioni, lo hanno riversato sulla candidata verde. Tesi copiata ed altre ridicole accuse che la storia , quella vera, avrebbe ignorato. Perchè la storia importante sarebbe stata, per la prima volta, un capo del governo di una delle più importanti potenze mondiali, un ecologista.La campagna di diffamazione , cominciata dai media di stato e borghesi è proseguita e culminata con gli attacchi criminali del partito Afd, i para-nazisti tedeschi, sono arrivati ad affiggere manifesti con la scritta “Hangt die Grun”, impiccate i verdi.E adesso, alla soglia delle elezioni, dimenticando la tragedia del Reno, dimenticate tutte le parole sprecate sul cambiamento climatico, i Verdi sono stati superati sia dalla Spd, i socialdemocratici, dati per vincenti, sia dai democristiani, la Cdu della Merkel, ritirata per raggiunti limiti di potere, più che d’età.

Nelle strade tedesche, da Monaco a Berlino, venerdì, sono sfilati migliaia e migliaia di giovanissimi. Come in tutto il mondo, anche a Milano. Io non sono potuto andare, avevo lezione. Tra i diciottenni, in Germania, i Verdi sono il primo partito, largamente, non tra le altre fasce d’età, evidentemente. Io non dico che un partito possa frenare o invertire la rotta verso il disastro che questa umanità ha imboccato dalla rivoluzione industriale in avanti, l’umanità si identifica con il “progresso” e finchè sarà così, finchè si identificherà con lo “sviluppo” credo che poco si possa fare per arrestare lo scioglimento dei ghiacciai e l’estinzione delle foreste, polmone del mondo.

Robert Habeck, filosofo e coreggente dei Verdi, ha affermato che, a causa della pandemia e delle restrizioni degli incontri, tra noi esseri umani si è come scavato un reticolo di fratture analogo ai solchi che si formano nei terreni siccitosi. Quelle fratture geometriche che caratterizzano i terreni screpolati e spaccati dal torrido. Egli afferma che occorre provvedere a riempirle al più presto, viceversa, queste distanze tra gli umani, alla prima precipitazione forte, queste fratture non ricomposte, ciascun essere umano, nella sua zolla disseccata, sarà trascinato via, completamente sconnesso dagli altri e una società composita, esattamente come un terreno ben equilibrato, rovinerà nell’indistinto della solitudine e della desolazione. Oggi si vota in Germania e quella è la bandiera dei Verdi.

Oggi si vota in Germania e dalla soffitta si intravedono boschi ed i miei fiori. Io non voglio dimenticare questa giornata. Io non voglio soffocare la verde speranza di un mondo migliore. Non voterò, ovviamente, ma questi fiori, che coltivo da decenni a Cranno e che provvedo a moltiplicare e riprodurre e dei quali semi invio, regalo e spedisco dove so essere bene accolti, ebbene, questa domenica 26 settembre, io non voglio scompaia così. Questo gesto, il drappo sul terrazzino in soffitta, questi pensieri, questi fiori, sono un dono che confido la Terra voglia ben giudicare e considerare. Certamente, la bellezza ha un significato palese e compreso da ogni essere vivente non corrotto e sano. Api e farfalle, anche gli uccellini gradiscono i semini dei girasoli.Girasoli, sono fiori e sono in quella verde bandiera. Bandiera che non potrà mai essere separata da quello che rappresenta. Ad Amburgo, quell’estate, notammo ragazze che avevano girasoli, veri, i fiori più piccoli, intrecciati nei capelli. Non si può vivere senza la bellezza, non è possibile ignorare la speranza. Avanti, da questo mio podere, coltivando, dico che è necessario ingentilire e mitigare la boria dell’umano potere.

Ce la possiamo fare. Impastando i pensieri con la terra, sporcandosi le mani nella politica vera che è nella cura e difesa della terra.Lo dobbiamo a noi stessi, per non avvizzire, disseccati dal pessimismo. Lo dobbiamo alla cura ed alla bellezza. Lo dobbiamo ai bambini. Lo dobbiamo alla bellezza ed al sorriso dei fiori. Oggi si vota in Germania e questi sono i miei fiori e questa è la mia bandiera. Queste sono le mie speranze e queste, sono le mie parole. [Teodoro Margarita, per ecoinformazioni].

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