Cambiamento climatico: un problema (anche) locale

Nella serata di venerdì 3 dicembre si è tenuta Migrazioni climatiche, la prima di due conferenze organizzate dall’associazione Battito d’ali nell’ambito del progetto Il futuro è oggi, intitolate Clima 1-Uomo 0 autogol! Cambiamenti climatici e la partita che bisogna vincere. Claudio Foglini, naturalista, e Fabio Barni, biologo, sono stati i due ospiti dell’iniziativa, svoltasi in presenza al Csv di Como in via Col di Lana 5 ed online su Facebook.

I cambiamenti climatici sono un argomento delicato ed ampio, che i due relatori hanno deciso di circoscrivere riferendosi a due aspetti localizzati. Claudio Foglini si è occupato dell’effetto del turismo alpino e del riscaldamento globale sulla flora e la fauna autoctone; Fabio Barni ha parlato invece dell’invasione delle specie alloctone favorite dai cambiamenti climatici.

La montagna è un luogo ben noto alla popolazione lariana ed è un ambiente che nel periodo invernale viene invaso da moltissimi esseri umani in vacanza. Durante l’anno, però, è abitata da un’ampia varietà di animali, tra cui diversi tipi di uccelli, i galliformi alpini (gallo cedrone, pernice bianca e fagiano di montagna sono tra questi). Questi presentano, a livello morfologico ed ecologico, diverse strategie di adattamento per resistere al freddo delle alture.
L’essere umano invece colonizza le alte quote in un periodo che si può collocare tra novembre e marzo ed anch’esso presenta una serie di “adattamenti” ad altitudine e freddo, ovviamente tutti antropici. Se i pennuti hanno piumaggi folti e costruiscono tane isolanti, gli umani si servono di bastoni da montagna e creano strutture di divertimento e sport per le proprie vacanze. La convivenza tra questi due gruppi è tutt’altro che pacifica: la fruizione irresponsabile da parte degli umani di boschi e spazi percorribili a piedi e gli impianti di risalita danneggiano l’habitat ed alterano le abitudini di vita delle specie autoctone. Inoltre, il riscaldamento globale restringe l’area dello 0 termico, diminuendo lo spazio che homo sapiens ed autoctoni potrebbero potenzialmente condividere.
La neve artificiale non è una soluzione in nessun senso: pur replicando le condizioni della neve reale per quanto riguarda la fruizione turistica, chimicamente ed ecologicamente ha effetti dannosi ed alteranti sulla flora e sulla fauna locale. In sintesi, il rapporto dell’umanità con l’ambiente alpino è sempre più fragile e sembra destinato alla distruzione di un habitat chiave per moltissime specie.

Fabio Barni ha invece parlato degli ambienti alieni che oggi ci circondano sempre di più: non si tratta ovviamente di nicchie ecologiche extraterrestri ma di zone che, nel giro di poche generazioni, hanno visto la propria morfologia completamente stravolta. Diverse specie, mostra uno studio della regione Trentino, hanno sviluppato una sempre maggiore resistenza all’inverno, aumentando le proprie capacità riproduttive e migrando sempre più a nord. È il caso della lucertola campestre (originaria della Puglia) e del geko, che sono ora insediati in gran numero in varie aree del nord Italia. L’Agenzia europea dell’Ambiente registra uno spostamento delle aree climatiche di 6,1 chilometri ogni dieci anni. A fronte di questi stravolgimenti, si deduce come le zone più prossime all’equatore desertificano mentre l’area polare è sempre più ridotta. Il danno per la biodiversità è una logica conseguenza.
La competizione tra specie autoctone ed alloctone conseguente lo stravolgimento climatico porta a selezione ed impoverimento di flora e fauna ma anche all’insorgere di nuove patologie nell’essere umano, dalle allergie a nuove malattie più complesse da risolvere e spesso trasmesse attraverso gli animali. Questa realtà non va immaginata lontana, esotica o “da documentario”: Barni ha citato varie zone del nord Italia anche molto prossime al comasco, come ad esempio i boschi dell’Insubria.
Il Mediterraneo stesso porta le tracce del cambiamento climatico: al netto di stravolgimenti non dovuti all’intervento umano, negli ultimi decenni sono arrivate diverse specie alloctone ed invasive dai mari caldi. L’invasione alloctona di mari e terraferma comporta danni alla biodiversità, ma anche all’agricoltura ed all’allevamento delle zone interessate.

La prima delle due serate organizzate da Battito d’ali ha messo al centro, quindi, con tono divulgativo ed accessibile a tutte e tutti, il problema del cambiamento climatico. Questa questione, su cui i media maggiori informano presentando dati generali e riferiti agli Stati nel loro complesso quando non al continente, sviluppata sul piano locale assume una portata che chiama in causa più direttamente la cittadinanza.
Il problema è qui chiaramente declinato sul piano della responsabilità individuale. Organizzazioni e movimenti come Legambiente e Fridays for future lavorano molto sulla costruzione di un’opinione pubblica che solleciti le istituzioni all’azione sul piano macro; con conferenze come Migrazioni climatiche, invece, l’accento viene posto sull’etica della responsabilità e sull’attenzione alle scelte dei consumi e dello svago. Pur sapendo che sul piano globale l’individuo è poco potente rispetto a multinazionali e governi, la scelta di un divertimento sostenibile anche per l’ambiente è qualcosa che possono fare tutte e tutti. Un esempio per stare in Lombardia: la Valsassina e la Valtellina ogni inverno, ma anche ogni estate, portano i segni del traffico (ad esempio sulla ss36 di Como e dello Spluga) e delle settimane bianche di una popolazione che preferisce vivere per qualche giorno la favola della neve e dell’altura piuttosto che sacrificarsi per avere un pianeta vivibile sul medio-lungo periodo.
Se è chiaro che non ha senso diventare reazionari del turismo, la responsabilità, la moderazione e la scelta di attività compatibili con l’ambiente sono qualità che ormai, più che denotare una qualche spiccata sensibilità, mostrano solo la presa d’atto che lo stile di vita umano è attualmente insostenibile per il pianeta Terra. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

L’incontro è parte del progetto ID 2285150 Il futuro è oggi, di Arci Como, Auser Como, Legambiente Como, L’isola che c’è, Battito d’ali, Sentiero dei sogni e ecoinformazioni,  approvato e finanziato con DDUO n. 16298/2020 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e da Regione Lombardia.

Guarda il video della serata su fd di Battito d’ali.

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