Acli/ Vaccinarsi è giusto

«Papa Francesco lo aveva detto con chiarezza: “Credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino, è un’opzione etica … un bene comune dell’umanità”. Con il nuovo Decreto, pur con le fatiche della mediazione politica, il crinale è stato superato: per la prima volta si stabilisce un obbligo vaccinale, anche se per una parte della popolazione, con l’obiettivo di fornire una triplice tutela al cittadino.

Le Acli di Como sostengono infatti, da sempre, che il vaccino va inteso anzitutto come tutela della salute della singola persona, ma anche come tutela per l’intera comunità, dato che la vaccinazione fa diminuire in maniera significativa (seppur non totale) la circolazione del virus e quindi contribuisce a proteggere indirettamente l’intera comunità, compresi i più giovani e gli anziani, gli impossibilitati a vaccinarsi e gli immunodepressi. Un atto di generosità verso gli altri.

E infine, una tutela del sistema sanitario nel suo complesso che, sottoposto a minor pressione di ricoveri per Covid, può meglio curare tutte le patologie a beneficio di tutta la popolazione.
Le Acli di Como sono vicine agli operatori sanitari tutti, sottoposti ad uno stress senza precedenti e che , dopo la diffusione record della variante Omicron, hanno subìto una rinnovata pressione sugli ospedali e hanno visto i decessi in drammatica ripresa ; esprimono anche preoccupazione per la disorganizzazione della gestione riguardante il sistema del tracciamento che ancora una volta è saltato, per le lunghe attese per i tamponi, per il mancato invio delle quarantene , nonostante si potesse prevedere l’aumento dei casi.

Sono vicine a tutti i lavoratori e le lavoratrici per gli effetti significativi che la pandemia ha operato in particolare in settori come il commercio, i servizi, la logistica. Questo non solo rispetto a dinamiche occupazionali (contratti non rinnovati alla scadenza, riduzione delle ore di lavoro, difficoltà per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro), ma anche sulla composizione stessa del mercato del lavoro e su interi settori produttivi. Sono inoltre da apprezzare le fatiche che hanno sopportato lavorando anche nei periodi più difficili in questa emergenza sanitaria. Le misure
compensative emanate dal governo per i lavoratori sia autonomi che dipendenti, hanno attenuato il rischio di nuove povertà ma si sono comunque accentuate le situazioni di vulnerabilità.

Abbiamo assistito a gesti sconsiderati da parte di persone contrarie alle campagne vaccinali, frutto di inconsapevolezza, paura e confusione, a volte strumentalizzate da organizzazioni che hanno lucrato su questi sentimenti con obiettivi politicamente esecrabili. Nelle loro manifestazioni peggiori hanno espresso rabbia e violenza creando una frattura sociale.

Le Acli di Como condannano ogni forma di azione da parte dei no-vax che richiami egoismo, indifferenza e irresponsabilità, assurgendo ad una visione distorta della concezione del diritto e della libertà, ma auspicano comunque il proseguimento di una campagna informativa corretta al fine di superare quelle diffidenze e quelle paure che ancora esistono tra le persone.

Per tutto ciò, le Acli di Como sono favorevoli all’introduzione di un vero obbligo vaccinale per scongiurare le nuove ondate pandemiche, considerando tale obbligo come la scelta di uno Stato e di una comunità decise a mettere la tutela della vita al primo posto.
Ma la cronaca quotidiana sull’andamento dei contagi da Covid, non deve però distoglierci da una riflessione in profondità sui temi delle disuguaglianze e delle povertà, anche in ambito sanitario, tra il Nord e il Sud del mondo, con quest’ultimo sostanzialmente escluso dalla copertura vaccinale.

Il ripetuto slogan “ne usciremo tutti assieme”, inizialmente sembrava essere non solo un auspicio, ma anche un progetto politico per il futuro. Ma oggi è sempre più evidente come si stia affrontando la pandemia, che è e rimane una sfida globale, con una visione parziale, escludendo i paesi poveri.
Ma, come dimostra il caso delle varianti sviluppatesi proprio laddove i tassi di vaccinazione sono più bassi, o diamo la possibilità di vaccinare tutte le persone del mondo, o dovremo convivere ancora a lungo con questo pessimo compagno di viaggio.
Ancora una volta ci è offerta la possibilità di capire che uscirne assieme, tutti, non è solo un auspicio.
È la sola opportunità che ci è rimasta. Le Aclidi Como si impegneranno, come hanno fatto fin dall’inizio dell’emergenza, per fare in modo che i loro servizi di patronato, consulenza, formativi e le loro realtà associative rispettino nel modo più rigoroso le norme in vigore, nell’interesse dei loro soci, dei loro collaboratori e dei cittadini». [Marina Consonno, presidente Acli Como]

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