Corteo a Milano verso gli Stati generali della scuola pubblica

Doveva essere una manifestazione partecipata, e in effetti almeno un migliaio di studenti e studentesse sono scesi in strada nella mattina di venerdì 11 febbraio, in risposta alla chiamata di Unione degli studenti e collettivi. Il corteo ha portato avanti le rivendicazioni di chi la scuola la vive ogni giorno in vista anche degli Stati generali della scuola, che si terranno tra 18 e 20 febbraio a Roma.

Dopo due anni di didattica discontinua Patrizio Bianchi, il ministro dell’istruzione, ha deciso di ripristinare una prova di maturità tradizionale, con un orale preceduto da due prove scritte. Questa decisione non è andata affatto giù al movimento studentesco che, tra venerdì 4 e 11 febbraio, ha manifestato in tutta Italia il proprio dissenso.

Quella sull’esame finale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in una situazione che era già caldissima dopo la morte di Lorenzo Parelli, deceduto nel friulano durante il Pcto, ucciso in fabbrica da una trave.

Ma ancora, l’inverno 2021-2022 è stato costellato di problemi infrastrutturali scolastici, tra crolli di grondaie e pareti e numerose evacuazioni di interi istituti per via delle caldaie rotte che lasciavano aule fredde ed invivibili.
Infine, la pandemia ha avuto conseguenze pesanti sulla salute di moltissime persone, soprattutto studenti e studentesse, ma questa grave tematica non è mai stata presa concretamente in considerazione nelle agende politiche nazionali.
Ciò che si sta chiedendo al corpo studentesco, in sostanza, è un ritorno alla normalità che non solo ignora i problemi storici del sistema formativo, ma dimostra totale insensibilità anche per le complessità della nuova realtà che il mondo si sta trovando a fronteggiare.

La rabbia del movimento studentesco è risuonata forte per le strade di Milano. Tra i tradizionali cori che hanno accompagnato le mobilitazioni degli ultimi mesi, tra cui “Senza la scuola non c’è futuro!” o “Lo studente paura non ne ha!”, e nuovi slogan ad hoc elaborati sicuramente col dono della sintesi (“Bianchi, Bianchi, la senti questa voce? Vaffan…”), i punti sollevati dai manifestanti sono stati sollevati con chiarezza ed efficacia.
Moltissimi gli interventi delle realtà più diverse, testimonianze dalle scuole occupate in queste settimane così come chiamate ad un’autocritica istituzionale per ora inesistente. Non è mancato anche un momento di chiamata per gli Stati generali della scuola pubblica, promossi per il fine settimana 18-20 febbraio da Rete della conoscenza nella capitale.

Arrivato davanti al liceo Manzoni, uno degli istituti occupati a Milano, il corteo si è fermato a lungo, per poi essere preso in carico da un centinaio di studenti e studentesse di quella scuola, in presidio dall’inizio della mattinata. Così ricomposta, la manifestazione si è portata in Missori, dove con l’ultimo intervento si è sciolta.
La lotta studentesca continuerà a Roma agli Stati generali della scuola pubblica, ma anche nel capoluogo lombardo venerdì 18 sarà una data calda, con un’altra manifestazione studentesca organizzata da centri sociali e altre sigle.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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