28 settembre/ Non una di meno a Milano per il diritto all’aborto

Mercoledì 28 settembre Non una di meno torna nelle piazze di tutta Italia per la giornata mondiale per l’aborto libero, sicuro e gratuito. Anche a Milano, con il concentramento alle 18 in piazza Duca d’Aosta e la partenza del corteo alle 19.

«Se ci tenessero veramente alla vita vivremmo in uno stato di welfare e così non è.
Se ci tenessero alla vita avremmo un reddito di autodeterminazione e così non è.
Se ci tenessero alla vita si preoccuperebbero di fermare le guerre e così non è.
Se si preoccupassero della decrescita demografica dovrebbero aprire i confini e così non è, perchè quando parlano di natalità si riferiscono a persone bianche, europee, cristiane.
Se ci tenessero alla vita finanzierebbero i consultori, i centri antiviolenza, l’educazione sessuale nelle scuole e la contraccezione gratuita, e così non è.
Se ci tenessero alla vita l’aborto sarebbe libero, sicuro e gratuito.
Se ci tenessero alla vita l’aborto sarebbe legale e gratuito, perchè l’aborto illegale significa rischiare di morire.
Se ci tenessero alla vita l’aborto non sarebbe uno strumento di controllo e potere sui corpi; sarebbe invece concepito come una possibilità di cura e tutela.

Scendiamo in piazza perché in tutto il mondo non è possibile abortire in sicurezza e ciò significa la morte per migliaia e migliaia di noi.
Scendiamo in piazza perché venti reazionari e fondamentalisti soffiano su di noi: Stati Uniti, Ungheria, Polonia e Malta sono solo alcuni dei paesi in cui interrompere la gravidanza è difficile se non impossibile.
Scendiamo in piazza perché in Italia la situazione non è migliore: l’applicazione della legge 194 è fortemente ostacolata a causa dell’elevata percentuale di medic* obiettor* all’interno delle strutture sanitarie ed ospedaliere pubbliche. In quasi la metà delle regioni italiane l3 ginecolog* obiettor* superano il 70% ed in alcune regioni si arriva addirittura a superare il 90%. Quasi il 50% degl* anestesist* sono obiettor* e lo stesso vale per il personale non medico: in Italia l’aborto è un diritto sancito da una legge che non viene rispettata.

I consultori sono quasi spariti, non finanziati e in serie difficoltà. Non si investe sull’educazione sessuale e sulla contraccezione gratuita.
In questa campagna elettorale la politica istituzionale si divide tra i peggiori catto- fascisti e i loro amici che attaccano la 194, insinuando che la sua piena applicazione stia nel far entrare le associazioni no choice cattolico-integraliste nei consultori e negli ospedali, inneggiando al diritto alla vita per un embrione mentre lasciano affogare le persone in mare, e chi invece si accontenta della difesa dello status quo pur sapendo che non si traduce affatto nella completa realizzazione del diritto all’ IVG.

Le politiche che si oppongono a una scelta di vita sono politiche di morte portate avanti da omolesbobitransfobici, razzisti, guerrafondai, gli stessi contro il reddito universale e il welfare garantito per tutt*. Hanno dichiarato guerra alle donne, alle persone Lgbtqiapk+, a quelle non-bianche, alla povertà.
Per questo non solo difendiamo la 194 ma vogliamo molto, molto più di 194!

Vogliamo il diritto di decidere sul nostro corpo, vogliamo che l’attenzione alla vita sia attenzione all’autodeterminazione per tutte le persone.
Abortire è un diritto umano inviolabile che tocca tutti gli aspetti dell’esistenza e che non può essere solo di chi ha un privilegio di classe,razza, salute ed orientamento sessuale: quando un diritto è minacciato le prime persone a pagarne le conseguenze sono quelle discriminate, oppresse, emarginate, povere.

In questo tempo di guerra , di crisi economica e di campagne elettorali, i nostri corpi continuano ad essere terreno di battaglia.
Stasera saremo in piazza per condividere il nostro desiderio di essere liber* di autodeterminarci.
Esserci è un dovere di tutt* e facciamo appello a tutte le forze nostre alleate.
Perchè l’attacco al diritto all’IVG è l’attacco a tutte le conquiste ottenute dalle lotte dei movimenti sociali, perchè l’attacco all’aborto è una dichiarazione di guerra al futuro, ai diritti e alla libertà di tutt*».
[Non una di meno Milano]

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