15 ottobre/ “24 ore per Assange” anche a Como

«Arci Como ha aderito all’iniziativa internazionale, prevista per il 15 ottobre dalle 16 alle 18 in piazza Verdi a Como, in sostegno e solidarietà per Julian Assange, ingiustamente incarcerato per la propria attività di giornalista (con Wikileaks) e pericolosamente a rischio di venire estradato negli Stati Uniti, dove rischia una condanna a morte con 175 anni di carcere.

Rispondendo all’appello lanciato la scorsa estate dell’agenzia di stampa internazionale Pressenza, Arci Como sarà in piazza Verdi insieme alla realtà locale della rete internazionale in sostegno del giornalista australiano e con Lorena Corrias, attivista per la scarcerazione di Assange, collegando Como con il resto del mondo in una maratona lunga 24 ore, che unirà centinaia di persone di tutto il pianeta, dall’Australia natale di Julian, all’America Latina, dalle capitali europee all’Oriente.

Lorena Corrias, 37enne comasca, scende ogni sabato in piazza disegnando sul pavimento il perimetro di una cella simile a quella della famigerata prigione londinese di Belmarsh (che tiene Assange imprigionato da più di 3 anni in condizioni simili a quelle dell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario italiano) e spiegando ai passanti le motivazioni della sua protesta:
«Perché c’è un uomo sottoposto a torture giornaliere (che lui stesso ha rivelato negli anni). Perché stare in
isolamento ventitré ore al giorno in una cella di due metri per tre non dovrebbe essere permesso!
Perché Nils Melzer, relatore delle Nazioni Unite sulle torture e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o
degradanti, ha affermato di non aver mai visto in vent’anni, tanto accanimento verso una singola persona. Perché Assange rischia di morire in carcere: numerosi medici hanno rivelato che oltre ad avere chiari sintomi di chi è sottoposto a torture psicologiche prolungate, potrebbe non arrivare vivo alla fine del 2022.
Perché i criminali che lui ha denunciato con prove, sono liberi e non sono neanche mai stati accusati, mentre lui è in un carcere di massima sicurezza!
Perché rivelare crimini non è un crimine!
Perché i crimini denunciati non posso essere catalogati come segreti di stato […]. In realtà è una pura e semplice punizione esemplare studiata per intimidire i giornalisti di tutto il mondo. Chi osa pubblicare documenti che rivelano le atrocità delle guerre statunitensi e britanniche farà la fine di Assange, sembrano voler dire le autorità di questi due paesi. Anche se i documenti rivelati sono documenti illecitamente posti sotto il segreto di Stato proprio per garantire l’impunità ai colpevoli di efferati crimini di guerra».

L’appuntamento è sabato 15 ottobre in piazza Verdi, dalle 16 alle 18 o in diretta su ecoinformazioni.


Per informazioni sull’iniziativa:
https://ecoinformazioni.com/
https://www.24hassange.org/it/
https://www.pressenza.com/»

[Arci Como]

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