Acli/ Il coraggio delle donne in Iran

«Le Acli di Como si uniscono a tutte le donne che con coraggio oggi manifestano per la
propria libertà e contro la repressione del regime in Iran, esprimendo solidarietà, pensiero
e riflessione.

Le proteste in Iran, scatenate dall’uccisione di Mahsa Amini, la ragazza iraniana di 22 anni,
prima finita in coma a seguito “dell’ora di rieducazione” della polizia religiosa e poi deceduta
all’ospedale Kasra di Teheran, per non aver indossato correttamente il velo, stanno
assumendo un peso storico, perché si incastrano in un contesto speciale: molti iraniani da
anni danno segni chiari, espliciti, di non sopportare — e supportare — più il regime teocratico
che dal 1979 guida il Paese sulla scia della rivoluzione khomeinista.
Esempio di coraggio nel mondo, Masha purtroppo non è che l’ennesima vittima della legge
sull’obbligo del velo per le donne in Iran. Una storia che è espressione della brutalità del
regime integralista islamico che non tutela i suoi giovani, che non permette alle donne di
esprimersi in quanto individui e che frena ogni slancio di civiltà e libertà.
La centralità del discorso femminile e la sensibilità del popolo iraniano verso l’immagine
della donna, nonché la consapevolezza sui regolamenti non più tollerabili nella società
iraniana, hanno dato un maggior peso critico contro l’intero sistema socio-politico.
Lo slogan principale “Donna, vita e libertà” sfida un sistema patriarcale e che va contro
alcune leggi discriminatorie della Repubblica islamica, soprattutto in merito alle
disuguaglianze di genere e ai pari diritti.
La rivolta delle donne iraniane è dunque la punta di diamante di una rivolta più ampia della
società iraniana tutta, in particolare dalle giovani generazioni che rappresentano la
maggioranza della popolazione (il 73% ha meno di 45 anni)) nelle loro diversità, contro un
regime antistorico nelle sue imposizioni e ossessioni che continua a brutalizzare i
manifestanti e a perseguitare i dissidenti.
L’augurio delle Acli, che da sempre sono presenti a favore dei diritti umani, è che ancora
una volta le nuove generazioni, a partire dalle giovani donne, possano far comprendere al
mondo intero come queste manifestazioni debbano essere intese come la sintesi di un
pensiero volto alla ricerca di processi sociali di liberazione che dialogano direttamente e
indirettamente tra loro in modo inedito per arrivare ad un sistema politico libero da
autoritarismi». [Acli Como]

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